Villa Medicea "La Ferdinanda", Artimino. Ph. Francesco Esposito

CARMI.CO 2026: pratiche di cura nel territorio di Carmignano

CARMIGNANO | SEDI VARIE | fino al 24 maggio 2026

di LIVIA SAVORELLI

Saper ascoltare e leggere il proprio territorio, valorizzandone le caratteristiche e specificità, soprattutto quelle meno conosciute, accarezzando la storia millenaria che l’ha caratterizzato e vive ancora in ogni strato di terreno e in ogni luogo, in un dialogo costante con chi di quelle terre ha cura e da esse ricava i frutti più pregiati, è una dote da visionari. E indubbiamente visionari sono stati gli ideatori di CARMI.CO 2026 – Carmignano Contemporanea: Simone Sensi (curatore e Presidente Associazione Tempo Uguale Arte ETS che organizza l’evento) e Martina Fontana (artista e Art Project Manager) che, attraverso la lente dell’arte contemporanea, hanno saputo tessere poetiche trame di relazione tra paesaggio, istituzioni e aziende del territorio, riattivate e rafforzate dalla potenza trasformativa che l’arte da sempre porta con sé.

Veduta della Rocca di Carmignano. Ph. Francesco Esposito

Siamo in una parte della Toscana straordinaria ma meno battuta dal turismo di massa della vicina Firenze e delle campagne del Chianti, nel cuore della regione tra Firenze, Pistoia e Prato. Carmignano è un piccolo comune immerso nei boschi con olivi e vigne, che ospita nella pieve di San Michele Arcangelo la “Visitazione” di Jacopo Carucci detto il Pontormo (1494-1556) oggi in mostra al Museo del Prado di Madrid, con frazioni come Artimino (città etrusca della quale sono state rinvenute splendide architetture funerarie risalenti al VII secolo a. C., di cui alcuni straordinari reperti sono conservati nel Museo archeologico comunale di Artimino) e Bacchereto, piccolo borgo celebre per le Antiche Maioliche di Bacchereto (una maiolica arcaica prodotta in questa zona della Toscana dalla metà del 1200, che ha continuato ad essere realizzata fino a tutta la seconda metà del XIV secolo).

Veduta interna del Museo delle Maioliche di Bacchereto con il progetto L’Etrusco che corre di Marco Ulivieri, 2026. Ph. Francesco Esposito

Il percorso delineato da questo fluire creativo diffuso, ancora in itinere fino al 24 maggio, come dagli intenti individuati dagli organizzatori delinea una “geografia culturale alternativa, in cui il borgo, la cantina, il museo e lo spazio pubblico diventano nodi di una stessa rete narrativa”. Le aziende del territorio, principalmente agricole e vitivinicole, intrecciano la cura della terra con quella del luogo e della sua storia, attraverso le residenze d’artista, parte molto importante di CARMI.CO, che hanno visto coinvolti cinque artisti: Ronaldo Fiesoli alle Colline San Biagio di Bacchereto, Gola Hundun alla Fattoria Il Grumolo di Artimino, Max Magaldi alla Tenuta di Capezzana a Carmignano, Graziano Riccelli alla Tenuta di ArtiminoVittorio Cavallini alla Tenuta Le Furre di Carmignano.

Gola Hundun, Danza di Vanth, opera ambientale, 2026, Fattoria Il Grumolo, Artimino. Ph. Francesco Esposito

Tra le residenze, ricordo con particolare emozione quella che ha visto protagonista Gola Hundun nella Fattoria Il Grumolo ad Artimino, dove l’amore per la terra e i suoi frutti si fonde al grande rispetto per la tomba di origine etrusca situata nei terreni della fattoria. Un tumulo di terra su cui crescono fiori, ulivi e altri alberi che funge da porta d’accesso a due mondi, due forme di esistenza su due piani temporali diversi che non poteva che essere un intenso innesco emotivo e spirituale per l’opera di Gola, che si nutre a sua volta di un privilegiato rapporto con la spiritualità e con il dialogo interspecie. Con la Danza di Vanth, opera site-specific permanente realizzata durante la sua residenza nella struttura e destinata a crescere con la natura intorno e ad essere abitata da volatili (come l’assiolo) o da altri piccoli esseri viventi, l’artista celebra la storia del luogo dedicando l’opera a Vanth, divinità etrusca legata al concetto di soglia e di trasformazione. Dal regno dei morti, la terra genera una forma dinamica costruita con elementi naturali che si espande nel cielo, inglobando un nido di terra destinato ad accogliere il canto di quegli uccelli che ne faranno la loro casa, un vortice naturale che si innalza e danza, come il titolo dell’opera evoca, immaginando un moto trasformativo incessante attivato dalla stessa vita che l’opera nel susseguirsi del tempo accoglierà, integrandosi a nuovi alberi di ciliegio che saranno piantati in prossimità dell’installazione ambientale.

Graziano Riccelli, L’inafferabile, 2026, Tenuta di Artimino. Ph. Francesco Esposito

Sempre di natura ambientale sono le installazioni L’inafferabile di Graziano Riccelli negli spazi dell’anfiteatro della Tenuta di Artimino e Al sole, sotto l’acqua, con il vento di Vittorio Cavallini in un terreno della Tenuta le Furre. Riccelli, ispirandosi alla natura del luogo che era utilizzato come tenuta di caccia da parte dei Medici, ribalta la prospettiva dalla morte alla vita, facendo diventare l’animale forza ancestrale e guardiano. L’installazione, che non si impone ma si mimetizza nel paesaggio, è dedicata alla figura del cervo e trasforma l’atto violento della caccia in un gesto di venerazione dell’animale che assurge a figura simbolica ispirata alla Cerva di Cerinea, animale sacro ad Artemide, dea della caccia.
Cavallini, con l’opera Al sole, sotto l’acqua, con il vento, mette in silenzioso dialogo il martin pescatore in bronzo con il paesaggio, riportando l’attenzione sull’imprescindibile ascolto della Natura e di un legame da rifondare.

Vittorio Cavallini, Al sole, sotto l’acqua, con il vento, 2026, Tenuta le Furre, Carmignano

All’interno della Tenuta Colline San Biagio, sita nella frazione Bacchereto dove Leonardo da Vinci viveva nella casa dei nonni paterni a pochi metri dall’Azienda stessa, la residenza di Ronaldo Fiesoli si radica alla storia del luogo, intrecciando storia, tradizione, memoria e sua destinazione d’uso. Entrando nel corpo centrale della struttura, in dialogo con gli arredi, le “reliquie contemporanee” di Fiesoli originano da oggetti di uso quotidiano traslati in fantasiose architetture (Reliquiari, 2024-2026), come se ci trovassimo in una “camera delle meraviglie”. In ogni stanza, in un elegante dialogo con le stanze della villa, emerge il sottile filo con cui l’artista ha legato la sua variegata ricerca alla storia del luogo (anche con le opere della serie Interrotto dei primi anni 2000), fino a giungere all’opera che rimarrà permanentemente nella struttura: un polittico, con cromie ispirate al primo Rinascimento, che rivela la funzione del colore come soglia e del luogo come attivatore di esperienza.

Ronaldo Fiesoli, Polittico di San Biagio, 7 elementi di misure diverse, tecnica mista su tela e tecnica mista su stampa fotografica, 2026, Colline San Biagio. Ph. Francesco Esposito

L’ultima residenza ideata da CARMI.CO 2026 è quella di Max Magaldi alla Tenuta di Capezzana. L’artista ha scelto per la restituzione del suo progetto Vainglory le cantine della tenuta e qui ha messo in scena una potente installazione con 100 smartphone che trasmettono simultaneamente alcuni dei contenuti social dai quali siamo bombardati ogni giorno. Prima tappa del progetto Devices/theVices, il progetto indaga il rapporto tra la tecnologia e il vizio, dimostrando come i sette vizi capitali si stiano manifestando, nella loro massima espressione, nella sfera digitale.

Max Magaldi, Vainglory, particolare dell’installazione, Tenuta di Capezzana, 2026. Ph. Francesco Esposito

Parte del processo di conoscenza del territorio è passato anche attraverso gli Studio Visit di artist* che hanno fatto di questi luoghi la loro fucina creativa. Nei giorni della mia permanenza, ho potuto infatti visitare lo studio di Rachel Morellet a Limite sull’Arno e di Leone Contini a Carmignano, ma un’altra visita nello studio di Arianna Moroder e Maryangel Garcia a Prato era prevista nei giorni successivi, in un ideale allargamento dei confini geografici dell’evento.

Leone Contini, Studio Visit. Ph. Francesco Esposito

Cinque mostre completano il palinsesto, in dialogo con spazi e musei di Carmignano: Ascolta il flauto di canna di Marco Bagnoli alla Rocca di Carmignano, Profezia di Qiu Yi al Museo Archeologico di Artimino, L’etrusco che corre di Marco Ulivieri al Museo delle Maioliche di Bacchereto, Inatteso (con Maura Banfo, Elena El Asmar, Mariana Ferratto, Serena Fineschi, Martina Fontana, Cristina Gozzini) allo Spazio d’arte Alberto Moretti, La Terra era un animale (con Fargo, Gola Hundun e Rachel Morellet) al Centro Didattico di Artimino.

Opere originate dal workshop Les entités sauvages di Rachel Morellet, Centro Didattico di Artimino. Ph. Francesco Esposito

L’opera di Marco Bagnoli, installata in un luogo iconico della Rocca di Carmignano, noto come “il Campano”, rappresenta una sintesi grafica della banda rossa. La Canna, nella sua forma longitudinale, è tanto strumento funzionale di misurazione quanto dispositivo poetico che unisce scienza e spiritualità, ispirandosi ai versi del poeta persiano Rumi, fondatore dell’ordine dei Dervisci, che attribuiva al suono del flauto di canna un potere estatico.

Marco Bagnoli, Ascolta il flauto di canna, 1975-1986, alluminio dipinto. Installazione, Rocca di Carmignano, 2026. Ph. Francesco Esposito

Nei due piani del bel Museo Archeologico di Artimino, Qiu Yi presenta Profezia. Nel luogo depositario della memoria storica del territorio, l’artista immagina di trasporre i reperti (o le rovine?) della nostra contemporaneità in un futuro immaginato, che ha il sapore di una profezia. Nulla è statico, il dialogo che egli ricerca è volto ad interrogare il presente per prefigurare ciò che verrà. Nella sala all’ingresso del museo, la statuaria classica – reinterpretata attraverso una processo di destabilizzazione della materia, per mezzo di un materiale biologico irreversibile – viene liberata dal “mito della forma eterna” divenendo materia mutevole e generativa. L’esposizione prosegue con l’innesto tra i reperti archeologici de La Storia selezionata (opera realizzata nel 2026, in bucchero, ceramica cinese a guscio d’uovo), in cui l’antico, come afferma l’artista, diviene “risorsa materiale che può essere attivata, frammentata e generata” e di opere realizzate con altri materiali, quali cemento  e marmo di Carrara.

Un’opera di Qiu Yi al Museo Archeologico di Artimino. Ph. Francesco Esposito

Sempre in dialogo con i reperti conservati questa volta nel Museo delle Maioliche di Bacchereto, è l’interessante innesto attuato da Marco Ulivieri che disegna nel piccolo scrigno in cui si sviluppa il museo un interessante dialogo con la materia intesa come presenza viva, innestata da un’interazione con il visitatore a cui è richiesto, utilizzando un moderno zootropio ceramico (un vaso in cui ogni funzione d’uso è ribaltata) di attivare la visione di un decoro custodito all’interno (da qui il titolo L’etrusco che corre) tutto da scoprire nella sua rinnovata dinamicità. Luce e ombra, leggerezza e fragilità, instaurano un’indagine sulla materia ceramica e sulla sua natura, fino ad arrivare alla sua dissoluzione.

Marco Ulivieri, veduta de L’etrusco che corre, 2026, Museo delle Maioliche di Bacchereto. Ph. Francesco Esposito

La mostra al Centro Didattico di Artimino, dal titolo La Terra era un animale, immagina la storia come stratificazione e come “narrazione silenziosa” e il paesaggio come risultato di un sovrapporsi di strati e di presenze che continuano ad agire nel corso del tempo. La Terra si ridefinisce nella memoria animale di un organismo stratificato e mutevole, attraverso sia il tempo geologico sia quello simbolico.
I tre interventi di Fargo, Gola Hundun e Rachel Morellet sono quindi accomunati da un concepire la materia come superficie di trasformazione in cui la distinzione tra vivente e materiale viene a cessare.

Gola Hundun, veduta de La Terra era un animale, Centro Didattico di Artimino. Ph. Francesco Esposito

Inatteso allo Spazio d’Arte Alberto Moretti presenta la riflessione di sei artiste italiane – Maura Banfo, Elena El Asmar, Mariana Ferratto, Serena Fineschi, Martina Fontana, Cristina Gozzini – intorno a “un avvenire inatteso delle cose, del pensiero, della luce”, come ben sottolineato da Pietro Gaglianò, autore del testo dedicato alla mostra. La mostra indaga le possibilità nel sottrarsi alla tradizionale “geometria della visione”, anche nel rapporto con il paesaggio, acquisendo la libertà di scegliere e di rivendicare un’estensione della visione come spazio di coesistenza. Inatteso diviene tutto ciò che è imprevisto e pertanto non contemplato dal sistema e dalle sue rigorose categorizzazioni.

Cristina Gozzini, E se ci fosse uno strappo nella trama del mondo, 2026, laser, elementi organici, ferro e magneti. Veduta dell’installazione allo Spazio Moretti. Ph. Francesco Esposito

Tra gli eventi off di CARMI.CO, segnaliamo il talk Arte e Attivazione in programma giovedì 21 maggio alle 18:30 presso il Beste Social Hub, che propone una riflessione collettiva sul ruolo dell’arte contemporanea “come atto di responsabilità sociale e strumento per interpretare la complessità del presente”. Moderato da Irene Balzani della Fondazione Palazzo Strozzi, l’incontro inizierà con l’introduzione della prima edizione di Carmi.co a cura di Martina Fontana e Simone Sensi, per poi esplorare diverse pratiche di coinvolgimento comunitario tra la Toscana e l’Emilia-Romagna. Christian Caliandro presenterà Cantieri Montelupo, il programma di residenze focalizzato sulla sinergia tra artisti e ceramisti locali, mentre il collettivo Fargo racconterà Ruralis, un progetto che ha attivato percorsi partecipativi e opere site-specific sull’Appennino bolognese. Mariana Ferratto porterà la voce del collettivo The Glorious Mothers, volto a scardinare i pregiudizi culturali legati alla maternità e alla genitorialità nel sistema dell’arte. Infine, verrà presentata l’esperienza di Stand Up For Africa (SUFA), che dal 2016 usa i linguaggi contemporanei come ponte interculturale. Attraverso questa pluralità di voci, il talk analizzerà la forza trasformativa, ma anche le inevitabili criticità, dell’arte quando entra attivamente nelle vite delle persone e delle comunità.

CARMI.CO 2026 – Carmignano Contemporanea
Con la direzione artistica di Martina Fontana e Simone Sensi

Organizzato da Associazione Tempo Uguale Arte ETS
Con il contributo e il Patrocinio del Comune di Carmignano

15 – 24 maggio 2026

Luoghi vari,
Carmignano (PO) e dintorni

Info: www.carmico.it

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