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MILANO | Nam Project | 19 settembre – 20 ottobre 2013

di NICCOLÒ BONECHI

L’indagine sulle origini della nostra cultura talvolta assume connotati glamour-chic, soprattutto quando guardando indietro ci imbattiamo in esperienze tutt’altro che elementari come quelle che ci appartengono in questo preciso momento storico, ma in stravaganti ed eccessive apparizioni che hanno segnato le sorti di quella e della nostra società.

Robin Seir, artista di origini svedesi ma di stanza a Londra, presenta alla Nam Project di Milano una nuova serie di lavori con i quali cerca di analizzare il presente a partire da una ricognizione su quei brands e quelle testimonianze che hanno influenzato la comunità mondiale a partire dagli anni ’70 e ’80, decidendo di operare in questa direzione con la precisa intenzione di confondere il rapporto tra estetica e il tempo di origine di queste identità visive universalmente riconosciute, riuscendo così a dar vita a nuove letture di queste connotazioni, quasi a volerle regalare un rinnovato senso di esistere qui e ora.

In queste opere si riscontrano tutte le illuminanti nozioni di Marshall McLuhan, laddove si ritrovano le intenzioni dell’artista di comunicare in maniera immediata ad un interlocutore (l’uomo) che rappresenta l’elemento base della costituzione di quel “villaggio globale” dove l’informazione arriva subito e sempre in maniera decifrabile. Quella dell’artista svedese classe 1985 è un’analisi a tutto tondo su quell’estetica commerciale che ha contraddistinto la nascita della società di massa, privilegiando la qualità pittorica del prodotto finale piuttosto che imbattersi in rischiose riflessioni sociologiche; non per svincolarsi dall’azione di documentare il presente, bensì per dichiarata volontà di sdrammatizzare argomentazioni di tale importanza.

Ciò che rende estremamente familiare la ricerca di Robin Seir all’occhio del pubblico – non necessariamente allenato a certe derive dell’arte contemporanea – è una sapiente commistione tra design e pittura, dove non c’è prevalenza d’intenti, ma solamente la volontà d’incontrare una soluzione equilibrata nel tentativo di realizzare una composizione che parli del nostro tempo senza prendersi troppo sul serio. Certamente per giungere a questi risultati formali si è reso necessario uno studio sulle dinamiche che hanno condotto alla nascita e agli sviluppi del Modernismo e del Minimalismo, e non per ultimo della cultura kitsch, con quest’ultima componente che stride con le prime due; ma è proprio in questo cortocircuito che si ritrova l’unicità della ricerca di Seir, cortocircuito che viene amplificato attraverso la scelta di bizzarri titoli delle opere.

Robin Seir. Lost In Reflection

19 settembre – 20 ottobre 2013

Nam Project
Via Privata Giovanni Ventura 6, Milano

Info: info@namproject.com
www.namproject.com

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