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ULASSAI (NU) e SASSARI | Stazione dell’Arte ed Ex Covento del Carmelo | Fino al 19 marzo 2019

Intervista a DAVIDE MARIANI di Francesca Di Giorgio

A pochi giorni dalla nuova nomina di Davide Mariani a direttore del Museo dedicato a Maria Lai (1919-2013), la Stazione Dell’Arte di Ulassai, ha inaugurato, con la sua curatela, la mostra Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero, personale che apre la stagione espositiva dell’anno 2019/2020 ed è, allo stesso tempo, un omaggio all’artista sarda in occasione delle celebrazioni del centenario della sua nascita.
Ultima in ordine di tempo questa mostra rappresenta un ulteriore passo verso la ricerca di Maria Lai che negli ultimi anni ha riscosso grande attenzione da parte di critica e pubblico. Ma ancora importati e meritati progetti ruoteranno attorno alla figura di Maria Lai nel 2019 e abbiamo chiesto a Davide Mariani di raccontarceli…

Veduta allestimento della mostra Maria Lai. Art in Public Space, Ex Convento del Carmelo, Sassari

Dopo Venezia (Biennale) e Firenze (la mostra Il filo e l’infinito a Palazzo Pitti), senza dimenticare l’internazionale Documenta a Kassel, l’omaggio a Maria Lai continua, con due focus importanti, in Sardegna, nella sua terra d’origine. Partiamo dal primo, inaugurato lo scorso novembre, Maria Lai. Art in Public Space. Perché una mostra monografica su un tema così preciso nella vasta e lunga (oltre un settantennio) ricerca dell’artista?
L’opera di Maria Lai, soprattutto nel corso degli ultimi anni, è stata oggetto di grande attenzione da parte della critica e della stampa, in particolar modo, grazie alle numerose e importanti mostre che hanno voluto rendere omaggio a un’artista sempre più apprezzata anche dal grande pubblico.
Nonostante ciò mi sono reso conto che nella pure ricca bibliografia a lei dedicata mancava un importante tassello relativo alla sua vasta produzione negli spazi pubblici che necessitava, dunque, di un’approfondita operazione di ricognizione e analisi critica.
Così, quando mi è stato chiesto di realizzare un progetto espositivo, ho colto immediatamente l’occasione per dare un contributo concreto alla conoscenza dell’artista, attraverso l’esplorazione di un campo inedito dal quale è poi nata la mostra Maria Lai. Art in public space inaugurata a Sassari lo scorso novembre negli spazi dell’ex Convento del Carmelo e visitabile fino al 31 gennaio 2019.

Veduta allestimento della mostra Maria Lai. Art in Public Space, Ex Convento del Carmelo, Sassari. Un frammento del nastro celeste utilizzato da Maria Lai per l’operazione legarsi alla montagna

La sfida si è prospettata ardua fin dal principio e non poteva non partire da un’intensa attività di ricerca sul campo durata diversi mesi durante i quali ho girato in lungo e in largo per la Sardegna, e non solo, con l’obiettivo di far riemergere i contributi che nel tempo Maria Lai aveva lasciato sul territorio.
Quando ho iniziato questo “viaggio” nemmeno io potevo immaginare con certezza a quali esiti sarei arrivato ma è stata la natura stessa degli interventi realizzati da Maria negli ultimi trent’anni della sua carriera a suggerirmi quali fossero le migliori chiavi interpretative sfociate poi nelle due sezioni tematiche in cui la mostra è suddivisa: Legare/collegare e Macrocosmo/microcosmo. La prima è dedicata agli interventi di partecipazione con cui l’artista ha coinvolto le comunità locali mentre la seconda è totalmente incentrata sugli interventi ambientali.
Con il percorso esperienziale della mostra, firmato da Alberto Paba, si intende restituire, grazie all’esposizione di oltre centocinquanta pezzi, il grande impegno di Maria Lai nell’arte pubblica. L’artista era infatti convita che l’arte dovesse arrivare alla gente e che necessitasse di una frequentazione quotidiana e proprio per questo, con la mostra, ho deciso di coinvolgere tutti i comuni in cui ha lavorato, a partire da Ulassai, suo paese natale, che oggi ospita il “museo a cielo aperto” e la Stazione dell’Arte.

Veduta allestimento mostra, Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero. Foto di Tiziano Canu

Rispetto alla mostra all’Ex Convento del Carmelo come è stato pensato il progetto per il Museo di Ulassai? Di cosa parla Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero?
Immediatamente dopo essere stato nominato direttore del Museo Stazione dell’Arte è sorta l’esigenza di realizzare una nuova mostra dedicata a Maria Lai con cui inaugurare la stagione espositiva 2019/2020. L’obiettivo prefissato era chiaramente quello di dare vita a un percorso nuovo capace di raccontare in maniera quanto più accessibile l’arte di Maria Lai a un vasto pubblico e allo stesso tempo arricchire l’offerta educativa e didattica del museo, in linea con la sua mission. Per rispondere a queste necessità ho pensato a una mostra che potesse rappresentare anche una sintesi efficace di numerosi elementi e significati ricorrenti nella poetica dell’artista: partendo dall’esterno del museo il visitatore segue un percorso “guidato” per la conoscenza tanto dei luoghi dell’arte quanto del processo creativo di Maria Lai che si snoda attraverso 13 stazioni tematiche.
L’idea mi è stata suggerita da quella che può essere considerata l’opera più enciclopedica della sua produzione, ovvero, i “luoghi dell’arte a portata di mano”, 4 mazzi di carte con cui l’artista indaga sul “fare arte”, “argomentare arte”, “ridefinire l’arte”. Il titolo Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero è invece tratto dalla tesi con cui l’artista è stata insignita della laurea honoris causa nel 2004.

Veduta allestimento mostra, Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero. Foto di Tiziano Canu

La Stazione Dell’Arte di Ulassai è il Museo di Maria Lai ci racconti qualcosa di più sulla particolarità di questo luogo? Pensi di aprirlo al dialogo con altri artisti? Qualche anticipazione sulla futura programmazione?
Il Museo nasce nel 2006 in seguito a una donazione al comune di Ulassai, da parte di Maria Lai, di oltre 150 opere e sorge nella periferia del paese, negli spazi della ex-stazione ferroviaria oggi riqualificata ai fini espositivi.
La stazione rappresenta, nell’immaginario comune, il luogo ideale dove avvengono incontri, partenze, ritorni e connessioni, e proprio per questo risulta la cornice ideale ad ospitare i lavori di Maria, la quale credeva fortemente nel valore degli scambi e delle interrelazioni. In occasione dell’inaugurazione della nuova mostra ho deciso di rinnovare gli spazi espositivi con l’intento di valorizzare, anche dal punto di vista estetico, l’opera dell’artista. Seguendo il suo pensiero, la nuova programmazione prevede il coinvolgimento anche di altri artisti che saranno chiamati a realizzare progetti site specific nel e per il territorio attraverso progetti di residenza e mostre legate ad alcune tematiche centrali nell’opera di Maria Lai, come il rapporto fra arte, comunità e paesaggio.

Veduta allestimento mostra, Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero. Foto di Tiziano Canu

Che rapporto intercorre, invece, con l’Archivio Maria Lai di cui è presidente Maria Sofia Pisu, nipote dell’artista? Quali collaborazioni sono in atto e quali nel prossimo futuro?
In occasione della mostra Maria Lai. Art in public space ho avuto modo di conoscere Maria Sofia Pisu, con cui ho attivato una proficua collaborazione che spero possa proseguire anche in futuro. Al momento sia l’Archivio Maria Lai che la Stazione dell’Arte sono state inserite tra le partnership della grande mostra dedicata a Maria Lai che il MAXXI di Roma sta organizzando per il 2019 e che si concluderà, con l’allestimento di una sezione tematica, proprio nel nostro museo a Ulassai.

Veduta allestimento mostra, Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero. Foto di Tiziano Canu

Il recente record all’asta di Christie’s a Londra durante l’ultima Frieze week, nell’ottobre scorso, ci ricorda che stiamo parlando di un’artista che negli ultimi anni ha riscosso un enorme seguito anche da parte del mercato. Ma qual è “la tua” Maria Lai? Qual è la storia personale che ti lega a quest’artista a parte la radice geografica comune di certo molto importante?
Maria Lai è un’artista che mi ha da sempre affascinato per la forte carica espressiva delle sue opere, per la profondità del suo pensiero e per il suo essere, in un certo modo, anticonformista. L’immagine che ho io di Maria Lai è diversa da quella che nell’ultimo periodo ha, in parte, preso forma, ovvero quella di una nonna “fatina” sperduta nei monti dell’Ogliastra che passava il tempo a cucire e raccontare fiabe. Una visione questa che non rende giustizia allo spessore culturale e artistico di Maria Lai, la quale, ricordo che grazie a “Legarsi alla montagna”, azione corale svoltasi a Ulassai nel 1981, ha dato vita di fatto al primo intervento di arte relazionale in Italia permettendo così al suo paese di entrare nella storia dell’arte con la “A” maiuscola.

La cattura dell’ala del vento, 2009. Parco Eolico, Ulassai. Foto di Tiziano Canu

Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero
a cura di Davide Mariani
Progetto grafico: Alberto Paba
Coordinamento: Agave, Character

19 dicembre 2018 – 19 marzo 2019

Stazione dell’Arte
Ex Stazione Ferroviaria
Ulassai – Ogliastra S.P. 11

Orari: lunedì – domenica 9.30 – 19.30
Chiusura festività natalizie: 25 dicembre 2018

Info: +39 0782 787055
info@stazionedellarte.it
www.stazionedellarte.com

 

Maria Lai. Art in public space
a cura di Davide Mariani
Organizzazione: Agave, Character
Allestimento: Alberto Paba
Progetto grafico e catalogo: Agave edizioni

23 novembre 2018 – 31 gennaio 2019

Ex – Convento del Carmelo,
Viale Umberto I, 11, Sassari

Orari: mart – dom: 10:00 – 13:00 / 16:00 – 19:00

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