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Antonio Cugnetto. To inspect

di Viviana Siviero


La speranza è quella di un pubblico incuriosito che “subisca” lo sguardo profondo di personaggi ironici e sintetici come quelli di una vignetta umoristica che si compie nella tridimensionalità materica della scultura e che lasciano in fondo una sensazione di inquietudine. Antonio Cugnetto crea una vera e propria famiglia allargata di esperienze contemporanee che prendono le forme di simpatici personaggi, fatti di materiale di recupero, plastica, gomma piuma e poco altro, che viene ri-assemblato fino a raggiungere la forma che per l’artista rappresenta la perfezione. Oltre alle sculture, anche una serie di tele dipinte su supporto imbevuto di caffè, a far da quinta ad altrettanti personaggi dalle forme definite e tonde che – come nel caso delle tre dimensioni – giocano un gioco serissimo, che sfrutta l’amichevolezza della fisionomia per scrutare a fondo nell’animo umano e denunciare una contemporaneità complessa e contraddittoria ove spesso le cose non sono come appaiono. Idee che sopraggiungono col sonno dei sogni e che trovano ispirazione nel vissuto pregresso della materia fisica di cui sono fatti e nella sua trasformazione. Lavori che sono da guardare, da vivere e dai quali, con le debite attenzioni, si potrà scegliere di farsi accompagnare nella propria esistenza, perché è così che il loro creatore li ha concepiti; creature che, una volta nate, vanno trattate con l’attenzione di un compagno di viaggio influente…

Viviana Siviero: Buongiorno Antonio, a chi dobbiamo rivolgere le nostre domande, a te o uno dei tuoi personaggi e alle loro potenti personalità? Di cosa ci parli attraverso loro?
Antonio Cugnetto: Parlo di me e non solo, parlo del vivere dell’uomo comune nella società, mettendo in risalto alcune tematiche e problematiche che l’essere umano vive in prima persona. Ripropongo un uomo spaesato, insicuro, confuso, in bilico tra un passato da cui si sente inesorabilmente scollegato ed un futuro incerto, un uomo che deve sempre apparire con una maschera per poter essere giudicato positivamente, insomma, un “uomo di plastica”.

Utilizzi plastica e altri materiali poveri: i tuoi personaggi ricordano le forme sintetiche ed immediate di una vignetta (umoristica?): sono come tante piccole veneri che sgorgano dalla schiuma delle situazioni contemporanee. Come decidi ciò che vale la pena di dare alla luce e come scegli le situazioni?
Nasce tutto inconsciamente nei miei sogni, al mio risveglio materializzo attraverso le mie sculture le sensazioni, le emozioni, le percezioni, i sentimenti, le esperienze che ho vissuto durante la notte… Nella mia testa prendono vita varie scenografie che rappresentano situazioni o stati d’animo particolari.

…E come nasce un tuo lavoro? Cioè come prende vita… ?
Il mio lavoro parte dagli scarti dei rifiuti dell’uomo, per regalargli una nuova vita, rendendolo parte di un progetto complesso lasciando intendere solo in un secondo momento qual è la sua origine. Giro per la città alla ricerca di qualsiasi tipo di materiale plastico, lo assemblo, lo lavoro, lo coloro, lo plasmo e molto lentamente prende vita il mio soggetto. A volte resto bloccato per mesi perché non trovo il materiale giusto ad esempio per fare un orecchio e finché non lo trovo non mi do pace… Sono un maniaco della perfezione. Restando molto tempo con le mie creature mi sono affezionato e ho impiegato tempo a staccarmi anzi ancora adesso faccio fatica. Durante una Fiera (Step09, n.d.r) ho inseguito un cliente che aveva in mano una mia opera, poi, mi sono scusato ma il legame resta forte…

La galleria Angel Art di Milano presenta il tuo corpus produttivo più recente costituito da sculture – omini dalla testa sferica che lasciano nello spettatore un senso di leggera inquietudine – e opere dipinte su tela imbevuta di caffè: ci parli diffusamente della mostra?

Questa mostra si intitola To inspect proprio come il titolo di una delle mie sculture. Attraverso lo sguardo vigile ed attento racconta tutti i vizi e le virtù di un’umanità mutevole e spaesata. Inoltre To inspect, vuole essere una provocazione verso lo spettatore che in quel momento sta “ispezionando” e cercando emozioni attraverso la propria anima. Sarà una mostra site specific: sul pavimento della galleria verrà applicata una moquette a scacchi panna e marrone (come la base dei miei lavori) sulla quale verranno collocate le sculture e nella terza sala verranno esposte le tele.

Cosa desideri comunicare e cosa starai a vedere negli occhi di chi per una sera terrà compagnia ai personaggi del tuo universo? Come pensi la prenderanno loro? Cosa diranno del pubblico?
Spero che il pubblico esca dalla mostra innanzitutto soddisfatto. Inoltre, vorrei che i miei personaggi dall’apparenza ironica, lasciassero la sensazione spiacevole come qualcuno che ci abbia guardato dentro, nel profondo, dove nemmeno noi avremmo voluto guardare. Sicuramente starò a vedere se gli zigomi delle persone che guardano le mie sculture si alzano per regalargli così un sorriso, anche se, c’è poco da ridere. Sicuramente loro saranno felici di essere ammirate (spero da tanta gente) e, saranno, altrettanto felici se riusciranno a lasciare il pubblico soddisfatto ed incuriosito. Aspettiamo di vedere che pubblico sarà…

Progetti per il futuro? Puoi anticiparci a cosa stai lavorando e dove potremo vedere prossimamente i tuoi lavori?
Intanto sto lavorando su questo progetto ormai da un anno e, a questo punto, sono curioso di vedere il risultato, poi, in collaborazione con Angel Art, stiamo organizzando una grande mostra al sud di cui è ancora prematuro parlare.

La mostra in breve:
Antonio Cugnetto. To inspect
a cura di Alessandra Redaelli
Angel Art Gallery
Via Ugo Bassi 18, Milano
Info: +39 02 36561745
www.angelartgallery.it
Inaugurazione mercoledì 23 febbraio 2011 dalle ore 18.30
23 febbraio – 30 aprile 2011

In alto, da sinistra:
“Akne”, 2009, cm 36x42x39
“Destiny”, 2010, cm 37x37x36

In basso, da sinistra:
“Disappointment”, 2006, cm 39x39x35
“Hope”, 2010, cm 32.5×32.5×34

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