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BOLOGNA | SEDI VARIE | 7 – 8 – 9 MAGGIO 2021

La nona edizione di ART CITY Bologna, programma istituzionale di mostre e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna, torna dal 7 al 9 maggio in apertura del calendario di Bologna Estate, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi e il coordinamento dell’Istituzione Bologna Musei.

L’emergenza pandemica ancora in corso e la decisione di BolognaFiere di puntare direttamente al 2022 per Arte Fiera hanno fatto sì che quest’anno la rassegna si spostasse in avanti di alcuni mesi rispetto alla consueta collocazione in gennaio, proponendosi come appuntamento primaverile.
Per il Comune di Bologna, che ha mantenuto ferma la volontà di offrire alla città un momento di confronto corale sull’arte del presente non appena la situazione lo avesse consentito, la manifestazione rappresenta un’occasione di rinascita per la vita culturale bolognese che ha attraversato e sta vivendo tutt’ora un periodo di difficoltà e di sfide estremamente impegnative. Questa edizione dalla formula rinnovata si propone come motore di ripartenza della socialità e della fruizione in presenza della creatività artistica, fermo restando il rispetto delle condizioni di sicurezza dettate dallo stato dell’emergenza Covid-19.

Proprio al concetto di “città che non c’è” fa riferimento uno degli elementi totalmente innovativi di questa nona edizione: la nuova identità visiva che accompagna ART CITY, dal logo alle diverse declinazioni dei materiali informativi, editoriali e promozionali. L’ideazione e lo sviluppo sono stati affidati a Filippo Tappi (direttore artistico) e Marco Casella (progetto grafico) che sono partiti dal personaggio di Peter Pan, non tanto quello disneyano quanto l’originale creato da James Matthew Barrie nel 1902: non un eterno bambino, ma un ibrido tra un uccello e un essere umano, in perenne e immobile transizione di identità. Un altro riferimento della nuova immagine è il symbolon dell’antica Grecia, un mezzo di riconoscimento ottenuto spezzando in due parti un oggetto, per suggellare un accordo: una volta fatte ricombaciare le due metà i possessori erano certi della validità della transazione e della loro identità. A partire da queste suggestioni, l’idea grafica si basa sull’essere più cose contemporaneamente: se Bologna durante ART CITY si sdoppia e diventa epicentro dell’arte contemporanea, l’evoluzione della sua identità agisce e reagisce, con l’irreale che diventa parte integrante del reale. Gli elementi alla base del progetto visivo formano una costellazione di figure irreali che diventano simboli. Peter Pan e la stella sono due elementi fluidi e in continua evoluzione che potranno, anche in futuro, mutare forma.

I luoghi
La ricerca di percorsi inaspettati e la possibilità di accedere a luoghi particolari, inusuali e normalmente fuori dai circuiti canonici della fruizione culturale caratterizzeranno l’edizione 2021 che è costruita come una grande visita della “città che non c’è”: una Bologna insolita, vista attraverso la lente trasformatrice dei linguaggi contemporanei.

Spazi pubblici e privati anche molto differenti, dal Teatro Storico di Villa Aldrovandi-Mazzacorati all’Ex GAM, dal Cimitero Monumentale della Certosa alle Serre dei Giardini Margherita, fino al suggestivo rifugio antiaereo “Vittorio Putti” ex militare, oltre a musei, gallerie e spazi espositivi non-profit, sono messi in relazione in modo nuovo grazie alla progettualità affidata ai curatori di ogni intervento.
Veri e propri distretti dell’arte si realizzano in alcune aree, ad esempio in zona Fiera, con iniziative all’Ex GAM, al Padiglione de l’Esprit Nouveau e nei dintorni della stessa Fiera, oppure a San Lazzaro di Savena con Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, KAPPA-NöUN e 10 Lines.

La proposta artistica
Attenzione alla scena artistica italiana, intergenerazionalità, intermedialità: sono i tratti distintivi dell’offerta 2021 strutturata in un progetto speciale a cura del direttore artistico Lorenzo Balbi; un main program rappresentativo delle più varie pratiche artistiche contemporanee poste in relazione con diversi spazi urbani; un programma istituzionale che mette in rete l’offerta del ricco sistema di soggetti culturali pubblici e privati della città; le proposte delle gallerie d’arte moderna e contemporanea (sia associate al circuito Confcommercio Ascom che indipendenti).

Sabrina Mezzaqui, Mandala, 2019 – Elementi metallici a pavimento, 300cm circa diametro. Ph Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy the artist & GALLERIA CONTINUA

Anche nel 2021 ART CITY spazia tra più media: video, installazioni, performance, disegni, opere radiofoniche e sonore, allestimenti site-specific trasformano il tessuto spaziale bolognese. Se il progetto speciale si apre all’internazionalità con l’installazione ambientale dell’artista tedesco Gregor Schneider (Rheydt, 1969) all’Ex GAM, sostenuta dal Main Partner Gruppo Hera, il main program offre una selezione di progetti di artisti italiani, giovani, mid-career e affermati, attraversando più generazioni. Si va dalla giovanissima Beatrice Favaretto (Venezia, 1992) al Cassero LGBTI Center a Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) a Palazzo Boncompagni, passando per Annamaria Ajmone (Lodi, 1981) & Felicity Mangan ( Geelong, 1978) al Cimitero Monumentale della Certosa, Carola Bonfili (Roma, 1981) nel Rifugio antiaereo “Vittorio Putti” ex militare, Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979) al LabOratorio degli Angeli, Matteo Nasini (Roma, 1976) in live streaming su Radioimmaginaria, Riccardo Baruzzi (Lugo, 1976) al Teatro Storico di Villa Aldrovandi-Mazzacorati, Chiara Camoni (Piacenza, 1974) a Palazzo Bentivoglio, Margherita Morgantin (Venezia, 1971) agli Orti Boschetto Lungo Reno, Sabrina Mezzaqui (Bologna, 1964) all’Oratorio di San Filippo Neri, Alessandro Pessoli (Cervia, 1963) presso Alchemilla a Palazzo Vizzani, Stefano Arienti (Asola, 1961), sostenuto da Arte Fiera-BolognaFiere, in Piazza Costituzione, Norma Jeane (Los Angeles, 1962) alle Serre dei Giardini Margherita. Unico main project dedicato a un artista storico è quello su Vincenzo Agnetti (Milano, 1926 – 1981) al Padiglione de l’Esprit Nouveau, Partner Banca di Bologna, con al centro la sua opera riscoperta NEG.
Il main program è reso possibile grazie allo sforzo produttivo di spazi espositivi che operano in città come soggetti consolidati del tessuto culturale e che, insieme al Comune di Bologna e all’Istituzione Bologna Musei, contribuiscono alla creazione di ART CITY.

Aldo Giannotti, Safe and Sound, veduta della mostra MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. 
Foto: Valentina Cafarotti e Federico Landi

Anche nel programma istituzionale prevalente è lo spazio riservato agli interventi di artisti italiani. Sono coinvolti: Aldo Giannotti nella Sala delle Ciminiere del MAMbo, realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council, Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura; Helen Dowling a Villa delle Rose; Giorgio Morandi al Museo Morandi; Franco Vimercati a Casa Morandi; Maurizio Donzelli al Museo Civico Medievale; Flavio Favelli e Nanni Menetti alle Collezioni Comunali d’Arte, Cappella Farnese e bacheche comunali; Dario Bellini in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio; Virginia Zanetti nelle sale espositive del secondo piano di Palazzo d’Accursio; Mimmo Paladino alla Biblioteca Salaborsa; Giulia Marchi alla Biblioteca Jorge Luis Borges; Giacomo Verde nella Cappella di Santa Maria dei Carcerati di Palazzo Re Enzo; Nicola Samorì a Palazzo Fava; Angelo Bellobono al Parco di Villa Ghigi; Simone Carraro presso Giardino del Cavaticcio, Officina Artierranti e Opificio delle Acque; Matteo Nasini nello Spazio Arte di CUBO Unipol; Tresoldi Academy nell’area Ex Mercatone Uno; Tullio Vietri nella sede dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna; Michael Beutler nello spazio KAPPA-NØUN (Clan Lazzaro); Francesca Pasquali alla Raccolta Lercaro.

1X2 FlavioFavelliNanniMenettiFabiolaNaldi, eee studio in collaborazione con CHEAP

Tra i progetti collettivi: Contenere lo spazio nell’ambito del ciclo di focus espositivi RE-COLLECTING nella Project Room del MAMbo; Informale, Ultimo Naturalismo e scultura, Arte Verbo-visuale in collezione permanente MAMbo; la mostra degli artisti vincitori di Carapelli for Art – Premio Arti Visive. III Edizione al Museo internazionale e biblioteca della musica, che ospiterà inoltre nei propri spazi la mostra documentaria NO DAMS! 50 anni di Corso di Laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo; 141 – Un secolo di disegno in Italia nella sede espositiva della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; All Stars al mtn | museo temporaneo navile; Impronte. Giovani artisti in residenza – Open studio alla Raccolta Lercaro; Open-Close. Mostra dei Vincitori del Concorso Zucchelli 2021 presso Zu.Art giardino delle arti di Fondazione Zucchelli; Autopromozione 10 con 10 nella sede dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna; En plein air presso 10 Lines (Clan Lazzaro).
A questi si aggiungono la time-capsule Fiorucci Pop Revolution alla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli (Clan Lazzaro) e il laboratorio per bambini Chimica…a regola d’arte all’Opificio Golinelli.
Nel palinsesto confluiscono come di consueto anche le mostre promosse dalle Gallerie d’arte Moderna e Contemporanea – Confcommercio Ascom Bologna e le altre iniziative allestite nelle più diverse tipologie di spazi espositivi pubblici, privati e indipendenti, che ogni anno punteggiano la città con i linguaggi del contemporaneo.
Molte delle proposte espositive che animano le giornate dell’arte proseguiranno nelle settimane e nei mesi successivi, accompagnando il programma di Bologna Estate.

Il progetto speciale
Il progetto speciale di ART CITY 2021 è l’installazione di Gregor Schneider (Rheydt, Germania, 1969) dal titolo Gregor Schneider visits N. Schmidt (in the former Galleria d ́Arte Moderna di Bologna), presentata nel 2017 alla manifestazione Skulptur Projekte a Münster e da allora più riallestita. L’opera fa riferimento a una serie di lavori sul “signor Schmidt”, evocato per la prima volta nella stanza 54 di Haus ur, opera seminale dell’artista presentata alla Biennale di Venezia del 2001. Schneider innesca l’aspettativa di un incontro che permetta a questo individuo misterioso di emergere dalla presenza collettiva, un personaggio immaginario che sembra finalmente rispondere alla domanda: chi è N. Schmidt? Negli spazi dell’Ex GAM in Piazza Costituzione, così carichi di storia per l’arte contemporanea, l’opera va oltre i limiti dello scenario-museo, sia come cornice istituzionale che come cornice architettonica, viene spogliata di qualsiasi presentazione che ricordi l’ambiente museale e resa neutra dal punto di vista dell’artista. I visitatori, inoltrandosi uno alla volta all’interno della casa di N. Schmidt, del suo spazio intimo e domestico, avranno l’opportunità di provare a ricostruirne l’identità.L’allestimento dell’opera a Bologna è reso possibile grazie al Main Partner Gruppo Hera.

Il programma completo di ART CITY Bologna 2021, con informazioni dettagliate su sedi, orari e prenotazioni è pubblicato sul sito: artcity.bologna.it

ART CITY Bologna 2021 è promosso da:
Comune di Bologna nell’ambito di Bologna Estate

Con il supporto di:
Destinazione Turistica Bologna Metropolitana
Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Bologna Bologna Welcome

Direzione artistica: Lorenzo Balbi
Con il coordinamento di: Istituzione Bologna Musei

 7 – 8 – 9 maggio 2021

Sito web: artcity.bologna.it
Instagram: @artcitybologna
Facebook: artcitybologna

Informazioni e prenotazioni telefoniche per le iniziative del main program:
Tel. 051 6496632 e 051 6496637 | 3 e 4 maggio 2021 h 16.00 – 20.00; 5, 6, 7, 8 e 9 maggio 2021 h 10.00 – 20.00. Per sabato e domenica prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente.

SPECIAL PROJECT

Ex GAM | Piazza Costituzione 3
Gregor Schneider
Gregor Schneider visits N.Schmidt (in the former Galleria d’Arte Moderna di Bologna) Installazione a cura di Lorenzo Balbi
Promossa da Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna Supporto tecnico ArtDefender
Main Partner Gruppo Hera

Gregor Schneider, N. SCHMIDT, appartamento A (dettaglio soggiorno) Rheydt 2017, veduta di allestimento in occasione di Skulptur Projekte Münster 2017, Pferdegasse 19, 48143 Münster, 2017. Photo credit: Gregor Schneider  © Gregor Schneider / VG Bild-Kunst, Bonn

Il titolo dell’installazione per ART CITY 2021, Gregor Schneider visits N. Schmidt (in the former Galleria d’́Arte Moderna di Bologna) si riferisce alle origini della serie di lavori sul signor Schmidt, evocato per la prima volta nella stanza 54 di Haus ur, opera seminale dell’artista presentata alla Biennale del 2001. Schneider innesca l’aspettativa di un incontro che permetta a questo individuo misterioso di emergere dalla presenza collettiva, un personaggio immaginario che sembra finalmente rispondere alla domanda: chi è N. Schmidt? Nel frattempo, il museo è mascherato da questo scenario, sia come cornice istituzionale che come cornice architettonica; l’opera viene spogliata di qualsiasi presentazione in stile museale, neutralizzandola così dal punto di vista dell’artista.
L’appartamento di Bologna dà ai visitatori l’opportunità di iniziare a svelare l’identità del personaggio di N. Schmidt, inoltrandosi uno alla volta all’interno della sua casa, del suo spazio intimo e domestico, la cui fruizione è concepita per essere sviante, suggerendo indizi allo spettatore che si tradiscono pochi passi dopo. Come afferma l’artista: “Per me si tratta della dissoluzione dello spazio, di un luogo che non possiamo più conoscere. La ripetizione di uno spazio fino ai confini della nostra percezione, finché non ci rimane solo il sospetto di ciò che non possiamo più sapere”. L’intimità claustrofobica ricreata da Gregor Schneider, nella sua accezione disorientante, offre così un’importante riflessione sulle conseguenze emotive e sensoriali di alcune delle consuetudini rafforzate dalla pandemia, come la predilezione dello spazio domestico come luogo della sicurezza o le sempre più diffuse forme voyeuristiche di relazioni tipiche dell’esperienza digitale. Gregor Schneider nasce nel 1969 nella cittadina tedesca di Rheydt dove ancora oggi vive e lavora. Nel 1985, a soli sedici anni, tiene la sua prima personale dal titolo Pubertäre Verstimmung presso la galleria Kontrast a Mönchengladbach. Dal 1989 al 1992 perfeziona i suoi studi artistici presso numerose accademie d’arte tedesche, tra cui la Kunstakademie di Düsseldorf, la Kunstakademie di Münster e la Hochschule für bildende Künste di Amburgo. Dal 2016 è professore di scultura all’Accademia d’arte di Düsseldorf. Nel 2001 rappresenta la Germania alla Biennale di Venezia, dove vince il Leone d’Oro, nello stesso anno prende parte alla Biennale di Tirana, nel 2007 alla prima Biennale di Atene, nel 2015 espone alla Biennale dell’Avana a Cuba e nel 2017 a Skulptur Projekte di Münster dove presenta l’opera N. Schmidt Pferdegasse 19 48143

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