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BOLOGNA | Set Up Art Fair Bologna | 24 gennaio 2014

Con Stefano Scheda l’ascolto del corpo diviene fisico e diretto: toccare, annusare, strusciarsi, farsi strada in una stretta galleria umana in cui inevitabilmente si fanno i conti con fobie, manie, paure e desideri, come un cammino iniziatico. [Giovanna Giannini Guazzugli]

Il 24 gennaio a Bologna, nell’ambito della rassegna performativa IN CORPO 4 a cura di Sponge ArteContemporanea, l’artista Stefano Scheda (Faenza, 1957) ha lanciato una nuova provocazione sul tema delle relazioni attraverso la performance T(r)ATTO realizzata con la partecipazione degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il progetto è l’ideale proseguimento della performance Looking for the body of the Artist, realizzata da Scheda alla Galleria Martina Detterer di Francoforte, a cura di Peter Weiermair il 28 giugno 2013, in occasione dell’evento The naked and the nude: l’artista nudo, dentro una stanza buia, diveniva, per il visitatore/esploratore, invisibile ma toccabile.

A Bologna, invece, sono state circa un centinaio di persone a formare uno stretto corridoio umano che veniva percorso da un visitatore per volta, bendato dallo stesso artista all’ingresso e sbendato, sempre dallo stesso, solamente all’uscita del tratto attraversato. La stanza dove si è svolgeva la performance era completamente al buio, per evitare qualsiasi contaminazione dello sguardo, anche fra le persone che costituivano il corridoio. Il visitatore bendato percorre un tunnel umano fatto di battiti, odori e respiri quasi penetrasse in un unico organismo vivente e si trova a contatto diretto con il corpo altrui, in un continuo scambio tra fuori e dentro, tra io e altro, che mette “l’ospite” di fronte a paure e fobie, consentendogli di farsi strada solo attraverso il tatto, evocando il trauma dell’esplorazione diagnostica, che però viene stemperato dal carattere quasi iniziatico del cammino.

Stefano Scheda, T(r)ATTO, Bologna 2014
Sia in Looking for the body of the Artist, dove l’artista era solista, nudo nella stanza e cercato dal visitatore, sia in T(r)ATTO, dove la relazione tra i partecipanti è corale, resta comunque presente il rapporto con una dimensione spazio-temporale mutevole, che perde quelle sue caratteristiche oggettive che scandiscono la quotidianità di ognuno e svela una nuova natura più evanescente che si modifica a seconda delle modalità con cui il corpo ne fa esperienza.

T(r)ATTO. Stefano Scheda

Nell’ambito della rassegna IN CORPO 4
A cura di Sponge ArteContemporanea

24 gennaio 2014

Set Up Art Fair
Autostazione
Piazza XX Settembre 6, Bologna

Info: 339 4918011
spongecomunicazione@gmail.com
www.spongeartecontemporanea.net

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  • Licia faggella

    mi piace l articolo (il titolo poi lo trovo ironico e azzeccato) così come mi sono piaciute le 2 performances, di cui avete pienamente reso lo spirito. Mi sembra che questo artista metta in gioco una forte problematica, e il pur evidente richiamo all Abramovich (come ho visto i polemicamente citato, in midi abbastanza sterile su Artrbune) amplifica in Scgpheda la poetica autentica dell artista, qui disorientamento, buio, mancanza dis guardo.

  • leggo con piacere l’articolo e ringazio per la precisione con cui la poetica delle mie due ultime performance e’ stata messa a fuoco.

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