Italiani all’estero: Tommaso Fiscaletti

a cura di Silvia Conta

La montagna è una basilica.

Tommaso Fiscaletti (Pesaro, 1981). Vive e lavora a Città del Capo (Sud Africa)

Between Home and Wisdom è una serie di fotografie, in gran parte ritratti, che Tommaso Fiscaletti ha realizzato nell’arco di vari mesi in una township di Città del Capo, una delle immense periferie che circondano la parte centrale della città, in cui risiede dal novembre 2013. Un lavoro iniziato nel 2014 e appena concluso, che è insieme il risultato e il processo stesso di conoscenza reciproca tra Fiscaletti e questa realtà, che lui definisce drammatica e magica allo stesso tempo. Per realizzare queste immagini si è inoltrato numerose volte nella township di Dunoon, dove è entrato in contatto con una comunità di donne Xhosa, molte delle quali sono sangomas, hanno cioè ricevuto il dono, secondo gli usi locali, di poter applicare la medicina tradizionale e praticare il culto degli antenati riuscendo a comunicare con l’aldilà. Si tratta di un ruolo che conferisce loro una posizione di assoluto rilievo nella comunità e a cui si dedicano con estrema serietà, pur conducendo vite ordinarie, in una dimensione in cui è palpabile una naturale fusione tra quotidianità e sacralità. Queste donne, infatti, pur avendo sempre come precipua missione la loro funzione sciamanica, per guadagnarsi da vivere si dedicano anche ad attività diverse; quelle incontrate da Fiscaletti, ad esempio, sono delle basket weavers, intrecciano cioè cesti, vasi, occupazione che per la cultura locale presuppone una particolare energia spirituale.

Notzitsetse Ghana and the girl, Dunoon, Cape Town, 2014, Inkjet fine-art print su carta cotone, cm 80x100, 5+1a.p. II, Courtesy The Format gallery, Milano e artista

Se le sangomas sono le protagoniste della serie Between Home and Wisdom, il fotografo tiene sempre presente il loro legame con la comunità ed è in questa prospettiva che pone le radici della sua indagine: anche quando nelle immagini le sangomas sono sole, si tratta di attimi isolati in una quotidianità in cui la dimensione sociale è sempre preponderante. Questo approccio risulta evidente dalla rilevanza conferita a tutte le figure che per i motivi più diversi sono entrate in relazione con le sangomas nelle giornate in cui il fotografo ha trascorso con loro. Esempio di ciò è lo scatto Notzitsetse Ghana and the girl, in cui sono presenti una donna e una ragazza seduta su un bidone della spazzatura che parlano davanti al muro di una palestra, luogo delle riunioni della comunità.

In Between Home and Wisdom Fiscaletti ritrae, ma anche interpreta questo ambiente, senza mai alterare, tuttavia, il dato di realtà o la scena in sé: lo fa soprattutto lavorando sulla luce, con cui cerca di trasmettere le atmosfere in cui si trova immerso, e su dettagli visivi, minimi accorgimenti in senso puramente fotografico. Fiscaletti, infatti, cattura le immagini lasciando trasparire una rarefatta nuance di fiction che sottolinea sapientemente la sfasatura indotta dall’intervento dell’artista, rendendo percepibile per l’osservatore quell’incolmabile distanza tra la realtà ritratta e la visione che ne ha il fotografo. Un non simulare un’oggettività che non può esistere, rendendo così le immagini finestre aperte su una realtà precisa, con uno sguardo affascinato ma lucido e cosciente dei mezzi interpretativi ed espressivi che utilizza per indagare e insieme narrare, senza esaurire nello scatto il proprio lavoro e ciò che osserva. La convinzione del fotografo sta nell’idea di un punto – l’immagine – in cui convergono il dato di realtà e l’intervento del fotografo, che fanno scaturire una maggior forza visiva, concettuale e narrativa, facendo emergere anche ciò che il fotografo, in quel contesto, può percepire, ma non fissare in uno scatto. Nell’attento bilanciamento tra questi elementi la fotografia mantiene tutta la forza e la genuinità di un’immagine che ritrae scene reali, ma si discosta dalla fotografia documentaristica tout court per virare verso la staged photography, non solo per la meditata scelta di luci e inquadrature ma anche per l’intento di raccontare qualcosa che vada “oltre il tempo dello scatto realizzato” avvicinandosi al tableau vivant. Il rapporto di Fiscaletti con la fotografia, iniziato quasi quindici anni fa, affonda le radici nella narrazione, su cui si è progressivamente innestato un procedere mediante domande di taglio esistenzialista che emergono in modo non esplicito, ma vibrante nelle immagini.

www.tommasofiscaletti.com

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