Intervista a Peter Assmann di Matteo Galbiati

Il neo-direttore di Palazzo Ducale Peter Assmann, per la nostra intervista, ci ha ospitato e accolto con squisito garbo nella stupenda cornice degli uffici dello storico palazzo, da dove, tra affreschi e sale decorate, bellissimi scorci che dalle finestre lasciano intravedere il profilo dei laghi del Mincio, guiderà il polo culturale mantovano.
Presentandoci la scaletta del suo intenso programma e i luoghi che animeranno i suoi progetti – con alcune significative novità – ci illustra un piano di interventi che si rivolgeranno ad un ampio pubblico eterogeneo, perché la cultura possa essere davvero un nutrimento condiviso e allargato, motore di nuove risorse e possibilità per una città le cui potenzialità le potrebbero garantire la giusta identità di capitale internazionale di cultura.

Palazzo Ducale, Mantova, Sala degli Arazzi

Palazzo Ducale, Mantova, Sala degli Arazzi

Quale situazione ha trovato a Mantova?
Ho trovato un ambiente già ben avviato nel garantire la giusta immagine internazionale che Palazzo Ducale si merita. Chi ha lavorato qui prima di me ha fatto un buon lavoro. Con la dottoressa Casarin vorrei riconfigurare il museo pensandolo come ad un mezzo di comunicazione capace di pensare al presente e attivo nell’aprire porte al futuro, non voglio che sia solo uno scrigno di reperti dal passato.
Uno degli elementi di difficoltà credo sia la burocrazia; ad oggi – mi sono insediato il 2 novembre scorso – non ho ancora avuto nessuna certezza né sul bilancio né sul personale, ma mi hanno garantito che presto si porrà rimedio. Abbiamo chiuso da poco, invece, il bilancio delle presenze dell’anno passato e devo dire che i dati sono incoraggianti: dopo la riapertura della Camera degli Sposi abbiamo registrato oltre 250.000 presenze, il miglior dato di sempre. I passi compiuti sono stati garantiti da cooperazioni, scambi, investimenti individuali e privati, non istituzionali. Credo che migliorando spazi, offerte e servizi, data l’affluenza in crescita, ci siano prospettive anche per una certa auto-sufficienza delle risorse.

Andrea Mantegna, Camera degli Sposi, parete della Corte

Andrea Mantegna, Camera degli Sposi, parete della Corte

Quali criticità riscontra?
Innanzitutto burocratiche. Per me è strano vedere che si vuole cambiare, ma le regole intralciano i cambiamenti, sentire che tutti si lamentano e poi fanno quello che vogliono. Si pensa troppo in modo complicato, penso sia un “metodo” italiano. Ma contro la burocrazia per me serve solo l’ironia e la poesia. Mantova è una capitale culturale degna dei grandi centri europei, la sua storia lo testimonia ampiamente, i Gonzaga e la loro corte, gli artisti che qui hanno lasciato testimonianza del loro genio; bisogna migliorare i collegamenti, le infrastrutture e scongiurare un certo tipo di turismo “mordi e fuggi” per dimostrare che si può restare a Mantova non solo per una visita veloce alla Camera degli Sposi e per i tortelli di zucca. Dobbiamo allargare le proposte e fare rete e sistema tra quanto la città di meglio ha da offrire. Conosco le problematiche ma anche le grandi potenzialità che ci sono.

Come ha deciso di partecipare al concorso?
Non volevo partecipare, sapevo un po’ la situazione italiana, non mi sarei aspettato che accogliessero davvero direttori stranieri. Mi ha convinto mia moglie, non mi sarei messo altrimenti in gara. Ora sono qui e sono assolutamente contento e felice della decisione: mi sento benissimo in questa città, ho assorbito i suoi ritmi, le sue tradizioni, le sue bellezze.

Veduta della mostra Il mondo Moya. Mostra antologica, Cantine di Vincenzo

Veduta della mostra Il mondo Moya. Mostra antologica, Cantine di Vincenzo

Quali orientamenti avranno i suoi interventi e progetti?
Il palazzo ha tesori del passato ormai riconosciuti e amati, io voglio puntare sulla contemporaneità e sull’attualità per allargare il panorama dell’arte che qui si promuove. Voglio che si elabori un concetto omogeneo tra antico e contemporaneo.
Mantegna ha aperto il dipinto allo spazio del reale e a nuove dimensioni, ha dato una visione spaziale, io vorrei riprendere quella concezione: voglio pensare in modo alchemico e, agendo con ingredienti differenti, trovare inediti equilibri che sappiano cogliere suggestioni come quelle del Festival di Letteratura, dove parola e immagini si possono incontrare. Desidero la riscoperta degli artisti del territorio, portando la gente a vedere i loro studi e accrescere la conoscenza dell’arte del presente; in questo senso apriremo lo Spazio La Galleria dove presenteremo un dialogo “convergente” tra due artisti attuali (i primi saranno Sonia Costantini e Josef Schwaiger). Con “Scultura in piazza” ospiteremo per un anno intero una scultura nel grande piazzale del castello, in giugno iniziamo con un’opera di Hidetoshi Nagasawa. Nell’Appartamento dei Nani voglio allestire il Museo dei Bambini per coinvolgere anche il pubblico di domani. Poi ci sono le grandi mostre, in ottobre ospiteremo quella dedicata ad Albrecht Dürer, che ci apriranno a numerose collaborazioni internazionali.
Il segno del rinnovamento credo sia già visibile con l’antologica di Patrick Moya nelle Cantine di Vincenzo, primo evento che seguo e già calato nel contemporaneo… Forse uno choc per Mantova!

Un programma davvero consistente, si sente di dirci altro?
Cito Karl Kraus: «È già stato detto tutto, ma non da tutti».

Veduta esterna di Castello San Giorgio, Mantova

Veduta esterna di Castello San Giorgio, Mantova

Intervista tratta dallo speciale “BENI CULTURALI: i nuovi direttori della riforma Franceschini” su Espoarte #92.

Peter Assmann ha compiuto i propri studi universitari a Innsbruck, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in storia dell’arte. Ha studiato e lavorato anche a Firenze, presso il Deutsches Kunsthistorisches Institut. Dal 2002 al 2012 è stato Presidente della Associazione dei musei austriaci (Museumsbund Österreich). Ha diretto l’Oberösterreichischen Landenmuseen di Linz e il Museo Angerlehner in Thalheim bei Wels e ha curato numerose mostre di livello internazionale. Insegna alla Johannes Kepler Universität di Linz e alla Università di Vienna. Dal 2011 è nel Comitato scientifico del Museo del Castello del Buonconsiglio di Trento.

Palazzo Ducale
Piazza Paccagnini 3, Mantova
www.mantovaducale.beniculturali.it

Eventi:
Artisti mantovani Studi aperti
La Galleria – Arte Contemporanea
16 aprile – 29 maggio 2016

Sonia Costantini – Josef Schwaiger. Chromospazio
10 giugno – 28 agosto 2016

Progetti speciali:
Abitare Gonzaga 2016. Mostra di design
in collaborazione con Mantova Creativa e Elle décor
Appartamento Estivale
11 giugno – metà settembre 2016

Piazza Castello
Dal 27 maggio 2016
Sculture in piazza – Hidetoshi Nagasawa
in collaborazione con Mantova Creativa

Estate 2016
Riapertura Corte Nuova
Museo della Scultura

Estate 2016
Sculture di luce in Cavallerizza

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