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SUDAFRICA | Città del Capo | Harrington House | 7 – 30 maggio 2015

Intervista a TOMMASO FISCALETTI di Silvia Conta

Al via a Città del Capo Between Home and Wisdom, la mostra sul primo lavoro in Sudafrica di Tommaso Fiscaletti (1981, Pesaro. Vive e lavora a Città del Capo), fotografo italiano che dal 2013 si è trasferito a Città del Capo. All’Harrington House sono esposte circa 15 fotografie dedicate ad un gruppo di sangomas e alla comunità a cui appartengono. Un progetto iniziato nel 2014 ed appena concluso: una sfida, per il fotografo, verso un equilibrio tra la propria poetica, la documentazione tramite immagini, l’esperienza nel ri-creare la scena e una realtà sconosciuta da esplorare mediante la fotografia.

Tommaso Fiscaletti, Regina Gingqishe, Nozitsetse Ghana, Sylvia Ntantiso, Eunice Magwa, Nowongile Swebe, NoyoseMntuyedwa. Dunoon, Cape town, 2014, cm 80x100, Courtesy The Format gallery, Milano e artista

Between Home and Wisdom è la tua prima mostra a Città del Capo, a conclusione di un progetto durato molti mesi e all’opening ha visto un ottimo successo di pubblico. Come ti senti, pensando a quando sei arrivato nel 2013?
Pensando al mio arrivo in effetti sono successe tantissime cose! Sono molto contento che questo progetto sia arrivato alle persone nel modo giusto. Non è facile quando un artista straniero affronta temi radicati in un’altra cultura. Il fatto che parte del progetto sia stato finanziato anche tramite Kickstarter (crowfunding) probabilmente ha dato fin da subito all’evento uno spirito “collettivo”.Tommaso Fiscaletti, Sylvia Ntantiso at home, Dunoon, Cape town, 2014, cm 60x50, Courtesy The Format gallery, Milano e artista

Chi sono le sangomas attorno a cui ruota il progetto? Come sei entrato in contatto con questa comunità?
A introdurmi sono state due donne sudafricane di grande talento: Katherine-Mary Pichulik (jewel designer) e Binky Newman (product developer) che stavano lavorando a un progetto (la realizzazione di un accessorio di design) con la comunità di basket weavers di Dunoon, una delle tante township che si trovano alle porte di Cape Town, dove vivono circa 30.000 persone.
Il fatto che buona parte delle donne della comunità fossero delle Sangomas mi ha influenzato nel costruire un progetto che avesse come elemento centrale questo differente approccio alla vita. I Sangoma, nella cultura africana, sono quelle persone che praticano il culto degli antenati, hanno quindi un costante contatto con l’aldilà, grazie al quale sono in grado di aiutare gli altri. Praticano la medicina tradizionale, ed esercitano uno status di assoluta rilevanza nella società.

Come hai costruito Between Home and Wisdom?
Molte immagini sono nate da situazioni che han preso forma in maniera spontanea, ho lavorato in modo molto libero con i soggetti ritratti, passando diverso tempo ad osservare il luogo e le persone nella loro quotidianità. Individuata ogni scena ho agito a volte in modo quasi esclusivo sulla luce: gestirla per riportare con la fotografia l’atmosfera che aleggiava sulla realtà e sulle protagoniste. In certe abitazioni, ad esempio, sono intervenuto per ricreare quella suggestione che ho percepito dai racconti di alcune delle donne Sangoma. Penso che si siano condensate due componenti all’interno di questo progetto: l’aspetto più documentaristico, di totale aderenza alla realtà e il mio intervento, appunto, in termini di illuminazione e direzione della scena.
In questo lavoro più che in altri, è stato fondamentale mantenere la spontaneità delle persone e della situazione, soprattutto per garantire l’apertura verso l’imprevisto. Di solito quando arrivo in un luogo con un programma di lavoro preciso che per qualche circostanza non posso rispettare, cerco di far in modo che il cambiamento sia un valore aggiunto al risultato. Credo che l’imprevisto nella fotografia spesso, possa essere la scintilla che rende l’immagine viva, la sfida a volte sta nel riuscire a gestire la situazione. Lavorando con la pellicola e non potendo vedere subito ciò che si sta realizzando questa cosa ovviamente si amplifica.

Bewtween Home and Wisdom, Opening Harrington House, Cape Town, 2015, courtesy archivio dell’artista

E il resto della comunità?
Ho passato la maggior parte del tempo tra la sede del municipio (dove per le caratteristiche della struttura e del giardino, ho deciso di realizzare la maggior parte delle immagini) e le abitazioni delle donne. In questi luoghi ho incontrato tante persone, amici, parenti, che ruotano all’interno delle vite delle protagoniste e con i quali c’è un rapporto di reciprocità inscindibile. Queste “presenze” nel mio progetto hanno assunto un ruolo fondamentale. Ho pensato che fosse interessante parlare del rapporto con “l’altro” proprio perché nella vita di un Sangoma l’altro, a volte è un’entità che non ci è dato vedere. La percezione che l’uomo ha tra entità reali e ancestrali, questa è la direzione verso cui si sono mossi molti dei miei pensieri.
Mi piace pensare alle fotografie scattate come ad una serie di tableaux vivants, in cui le sangomas rimangono il fulcro ideale tra la solitudine e la dimensione relazionale.

Che nesso c’è tra questo tuo modo di gestire la situazione e i tuoi lavori precedenti?
In questo progetto c’è un legame forte con i miei primi lavori: anni fa ho iniziato facendo fotografie in bianco e nero, viaggiavo soprattutto tra l’est Europa e il nord Africa e cercavo di raccontare luoghi attraverso le suggestioni che mi colpivano e le persone che incontravo. Erano fotografie basate sull’istinto. Poi sono arrivati i lavori più costruiti, nati da una progettualità attenta e pensata. In Between Home and Wisdom c’è una forte sintesi tra questi due modi di usare il mezzo fotografico. Mi sono avvicinato ad un tema prettamente documentaristico per tirarne fuori qualcosa di esistenziale, dove l’aspetto di costruzione della scena diventa rilevante.

Bewtween Home and Wisdom, Opening Harrington House, Cape Town, 2015, courtesy archivio dell’artista

Uno degli aspetti che colpiscono di più di fronte a queste immagini è la sensazione che tu sia riuscito a immortalare una realtà nella sua essenza, eppure trasfigurarla per farla giungere agli occhi di chi osserva…
Credo che alla base ci sia l’approccio molto naturale che si è instaurato subito con le persone e gli ambienti, una sintonia speciale. Forse magia.
Between Home and Wisdom è un progetto focalizzato sulle atmosfere che generano le situazioni, più che sulle situazioni stesse. In posti come Dunoon, la vita ha una densità particolare. Un groviglio di materie differenti ne compone l’essenza ed è come se fosse possibile percepire allo stesso modo la vita e la morte, senza le barriere mentali, alle quali normalmente siamo abituati.

Tommaso Fiscaletti, Between Home and Wisdom
Con il supporto dell’Ambasciata Italiana in Sudafrica

7 – 30 maggio 2015

Harrington House
Città del Capo, Sudafrica

Info: www.tommasofiscaletti.com

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