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VENTASSO (RE) | Casa Cantoniera di Valico Terminus | Dal 28 ottobre 2017
VICENZA | L’Idea di Amatori Maria Luisa | Fino al 27 gennaio 2018

Intervista a MANUELA BEDESCHI di Matteo Galbiati

Dopo gli impegni presso la Casa Cantoniera di Valico Terminus | Residenza Rurale per Artisti sulle colline emiliane di Ramiseto a Ventasso (RE) e la più recente inaugurazione della personale presso l’Atelier Amatori di Vicenza, abbiamo incontrato Manuela Bedeschi per una ricognizione sugli ultimi esiti delle sue ricerche, in virtù anche dell’importante opere che rimarrà in permanenza immersa nella natura dell’Appennino:

Tiziano Bellomi e Manuela Bedeschi accanto alla scultura "Luce della Memoria"

Tiziano Bellomi e Manuela Bedeschi accanto alla scultura “Luce della Memoria”

Come hai vissuto l’esperienza della Residenza Rurale per Artisti della Casa Cantoniera di Valico Terminus? Come è nata questa esperienza?
L’esperienza al Valico Terminus è stata molto interessante sia per la conoscenza dei curatori, che per il rapporto che si instaura con l’incredibile natura incontaminata che ho scoperto in queste zone. La cosa è stata possibile grazie a Tiziano Bellomi che, invitato, aveva la possibilità di coinvolgere un amico artista. Stimo molto il suo lavoro e gli sono particolarmente  grata per avermi dato questa possibilità.

Che energie ti ha dato questo luogo e la sua storia?
Come dicevo, il contatto con la natura qui è predominante, e questo produce una carica energetica enorme. La storia, poi, di questo piccolo borgo “scivolato” nell’oblio forzatamente perché diventato pericoloso per gli abitanti, ha particolarmente colpito sia Tiziano che me.

Foto e documenti per "Luce della Memoria"

Foto e documenti per “Luce della Memoria”

Hai lavorato con Tiziano Bellomi in un vero e proprio lavoro a quattro mani: come vi siete coordinati nella creazione dell’opera? Come siete arrivati a concepire questa scultura ambientale?
Tiziano ed io lavoriamo molto sulla memoria, anche se con metodologie diverse. Lavorare insieme è stato sorprendentemente facile: lui raccoglie documenti e opere di artisti e li “nasconde” in blocchi di cemento creando documentazioni per il futuro a memoria del presente o del passato. Io ho lavorato sulla memoria in vari modi e da tempo uso la luce come mezzo predominante che in alcuni casi “solleva” alla base un oggetto pesante creando leggerezza. Di conseguenza quest’opera, che cela all’interno la documentazione di Tiziano, ha una forma luminosa esattamente corrispondente al mio modo di lavorare. Decidere insieme questa forma essenziale, cubica, è stato perfetto per entrambi.

Su che valori si fonda e cosa restituisce al pubblico? Come avete scelto il luogo dove collocarla in permanenza e che caratteristiche avete voluto/cercato?
Dopo aver girato questi posti tutti interessanti, accompagnati e indirizzati dalla passione di Nila e Giovanni, abbiamo realizzato che quest’angolo ora deserto, ma prima abitato, ci aveva particolarmente coinvolto. Abbiamo capito di voler lasciare un segno che ricordasse la “vita” che qui c’era prima e che suggerisse futuri racconti.

Manuela Bedeschi e Tiziano Bellomi, Luce della Memoria, 2016-17, documenti, cemento, luce a led, impianto fotovoltaico, 100x100x100 cm

Manuela Bedeschi e Tiziano Bellomi, Luce della Memoria, 2016-17, documenti, cemento, luce a led, impianto fotovoltaico, 100x100x100 cm

Cosa rappresenta per te, che lavori sulle specificità ambientali, poter lasciare stabilmente un lavoro?
Finora, lavorando sul “luogo”, come sai, parlando di esterno, ero intervenuta sulle facciate di alcuni palazzi. Qui, in mezzo alla natura, il riferimento al luogo è totalmente allargato, è prevalentemente concettuale. La scelta di far accendere la luce solo al tramonto e per un’ora, vuole concentrare e rinforzare il messaggio.

Nella mostra di Vicenza, invece, cosa presenti? Come hai sviluppato il tuo intervento in questo luogo?
Ho pensato di lavorare su lacerti di memoria che si “muovono” liberamente nell’ambiente, in un moto circolare per attivare flussi di pensieri che si sviluppano nelle mie opere di luce.  Ho voluto e pensato a parole che vivono nello spazio, a scritte sospese per attivare un  itinerario emotivo e sensibile, un percorso che si sospende tra vita e memoria. Nella luce riverberano tensioni e contrasti cromatici, in un flusso intenso di forme e significazioni, tra concretezza ed effimero. Ripongo, ogni volta, una grande fiducia nella “mia” luce, che spero sappia “narrare” sempre qualcosa.

Manuela Bedeschi. Tailormade, veduta della mostra, L'Idea di Amatori Maria Luisa, Vicenza

Manuela Bedeschi. Tailormade, veduta della mostra, L’Idea di Amatori Maria Luisa, Vicenza

Cosa significa e rappresenta Tailormade?
È un termine sartoriale (fatto su misura) che qui, a Vicenza, e in Piazza dei Signori, ha per me una doppia ed importante valenza. La prima, dal punto di vista artistico, sottolinea il costante riferimento al luogo che ospiterà le opere, con l’intento di trovare un preciso dialogo fra dove e cosa nel cercare una corretta intesa fra l’opera e il come la si espone. La seconda valenza, emozionale ed intima, riguarda la parte vicentina della mia vita ed i racconti familiari sulla sartoria del nonno che si trovava proprio in questa piazza, in posizione diametralmente opposta a quella della sede de L’Idea. Racconti di fatti così lontani da contare più anni di quelli della mia stessa vita. È la consapevolezza, ora, di frequentare la creatività con modi che riconosco essere anche di famiglia, perché ricordano l’attenzione del lavoro sartoriale. Sono memorie che mi riavvicinano a persone vissute nella mia infanzia e poi perse, senza la possibilità di una frequentazione adulta. Per me, ora e qui, il ritorno ad emozioni dolcemente silenti.

Manuela Bedeschi. Tailormade, veduta della mostra, L'Idea di Amatori Maria Luisa, Vicenza

Manuela Bedeschi. Tailormade, veduta della mostra, L’Idea di Amatori Maria Luisa, Vicenza

È stato un anno impegnativo, ma anche pieno di soddisfazioni: cosa ti prospetta il nuovo anno? Quali impegni e progetti ti attendono?
Vivo un periodo abbastanza intenso che vede già l’appuntamento per una mia personale nella Galleria Civica Cavour di Padova (che inaugurerà il 9 di febbraio) a cura di Massimiliano Sabbion. Molti altri appuntamenti sono in preparazione, ma, come sai, non se ne parla prima che le date siano certe.

Manuela Bedeschi e Tiziano Bellomi. Progetto Poviglio
a cura di Nila Shabnam Bonetti e Giovanni Cervi
con il patrocinio e il sostegno del Comune di Ventasso

Dal 28 ottobre 2017

Coordinate 44° 22′ 59.3” N e 10° 14′ 17.7” E

Casa Cantoniera di Valico Terminus
Residenza Rurale per Artisti
via Lugolo 8, Ramiseto, Ventasso (RE)

Info: +39 349 8452986
info@valicoterminus.com
www.valicoterminus.com

e

Manuela Bedeschi. Tailormade
a cura di Maria Lucia Ferraguti
con il patrocinio di Comune di Vicenza e Provincia di Vicenza

2 dicembre 2017 27 gennaio 2018

L’Idea di Amatori Maria Luisa
Piazza dei Signori 56, Vicenza

Info e orari: +39 0444 542052
lidea@amatori.it
www.amatori.it

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