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MILANO | Dicembre 2013

di MATTEO GALBIATI

Dopo oltre 21 anni di attività la casa editrice indipendente Charta chiude. Conosciuta a livello internazionale – ha diffuso i suoi prodotti pensando sempre che fosse poco consono rimanere al sicuro in un piccolo mercato nazionale di nicchia – ha guardato alla qualità delle sue pubblicazioni come strumento utile per sostenere e diffondere la cultura e, soprattutto, la cultura artistica in un contesto globale.
Non supportata da nessun tipo di aiuto “istituzionale”, la casa editrice ha affrontato la sfida della crisi con le proprie forze puntando con convinzione sulla serietà del proprio lavoro, sulle scelte del proprio orientamento e sulla professionalità alta dei suoi operatori. Lavoro che, del resto, è stato specchio dell’apprezzamento di un pubblico che supera i soli specialisti o gli addetti ai lavori. A quanto pare caratteristiche non sufficienti per un sistema, quello economico-finanziario, oppressivo e vessatorio quale è l’attuale, che travolge l’ennesimo fiore all’occhiello di un sistema (quello artistico) già pesantemente colpito dalle “situazioni congiunturali” presenti.
Senza nascondere il rammarico, ma con tono deciso e a tratti duro, scrive l’editore Giuseppe Liverani nella sua lettera aperta: 

[…] Siamo sereni perché abbiamo fatto bene il nostro lavoro, eticamente e professionalmente; malgrado la crisi abbiamo accettato con coraggio la sfida della concorrenza radicandoci sul mercato internazionale senza ritagliarci piccoli spazi in patria, andando controcorrente. […] Fino all’ultimo abbiamo difeso e esportato in tutto il mondo un autentico Made in Italy, un mestiere prezioso, un’eccellenza tutta italiana, un prodotto fatto di idee e qualità che dura nel tempo senza inseguire le mode. […]
Non ci lamentiamo per partito preso, siamo però consapevoli che aver prodotto ostinatamente i nostri libri in Italia, e nel rispetto della legge, ha impoverito le casse di Charta. […] Non ci piace questo mercato sempre più distorto, diseguale, ingiusto e corrotto, in un Paese dove vivere e lavorare nella legalità sembra quasi un lusso per pochi utopisti, una fissazione romantico-sentimentale. […] Oggi affermo, senza rischiare di essere considerato un demagogo, che la nostra serietà e la nostra etica ci hanno lentamente ma inesorabilmente buttato fuori dal mercato.

La storia di Charta inizia  il 14 luglio 1992: da allora ha dato alle stampe 917 titoli, di cui il 90% in lingua inglese, tradotti in quasi tutte le lingue del mondo e distribuiti in tutti e cinque i continenti.
L’attività di Charta – purtroppo – arriva oggi al capolinea. Un altro pezzo della nostra storia culturale che finisce con la messa in liquidazione di questa società. Una notizia positiva è l’acquisizione dell’intero catalogo da parte dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia, evidenza di come i libri rimarranno sempre a raccontare e testimoniare la breve, ma intensa, storia di questa casa editrice.
A Liverani, al suo staff, e a Charta in generale, vanno i nostri ringraziamenti e la nostra vicinanza solidale per quanto fatto in questi anni, certi che la loro assenza dal mercato editoriale rappresenti una sconfitta per un sistema e non certo una cinica opportunità in più per il vuoto che questa lascia.

Info: www.chartaartbooks.it

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