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Non un attimo di respiro. La milanese Galica, appena rientrata da Bologna, – dove era presente con un suo stand – inaugura un nuovo progetto di collettiva in galleria. There is a light that never goes out, a cura di Martina Angelotti, la visione di quattro artisti, qui accomunati da un unico obiettivo, quello di sagomare, attraverso la luce, frammenti di realtà, microaccadimenti, esperienze. Corpi illuminati che formano una composizione e la galleria diventa il luogo buio dell’azione. Luci che raccontano un percorso; in un unico ambiente giustappongono elementi e sensazioni contrastanti, in un duplice e continuo scambio: ciò che vedo e ciò che sento/ciò che non vedo e ciò che non sento…


Da sinistra: Ivan Navarro, “No Dunking”, 2006, red neon mounted on wood, cm 107x183x61. Robert Barta, “I Found it”, 2009, steel, neon and plexi, cm 160x70x35

There is a light that never goes out prende in prestito il titolo dell’omonima canzone degli Smiths del 1986. Quale suggestione vuole provocare nello spettatore?
Martina Angelotti: Morrissey cantava mentre sullo sfondo l’Inghilterra della Thatcher, incalzava con i suoi messaggi di conservatorismo politico e lanciava alla Russia il monito «don’t tear down this wall».
Ma i ragazzi inglesi nel frattempo s’innamorano della canzone, la malinconia degli adolescenti, quella per un tempo mai vissuto, e i timbri cupi del testo, riverberavano come l’annuncio di una promessa, la speranza condivisa di una generazione alle prese con un presente difficile e incerto.
Queste luci non ci provocano. Sono bagliori nella notte, buchi accesi, finestre che si aprono.

Quattro artisti – Barta, Duff, Giannotti, Navarro – alle prese con un mezzo molto indagato nell’arte contemporanea: la luce…
La luce qui assume un ruolo simbolico, un modo per mettere meglio a fuoco pezzi di realtà, dimensioni ed esperienze. Gli artisti in mostra non lavorano propriamente col mezzo luce, fatta eccezione per Navarro che ha fatto della luce la sua sfida personale, creando suggestioni quasi al limite delle possibilità, Giannotti, Barta e Duff, si muovono su campi diversi, dalla performance all’installazione, l’uso di oggetti quotidiani manipolati, fino all’utilizzo di una manualità quasi maniacale come nel caso dei ricami di Duff.

Come sono state scelte le opere in mostra, come si mettono in relazione tra loro e con lo spazio?
Queste opere occupano lo spazio modificandone la percezione, creando quegli effetti di luce e ombra che sagomano le pareti, il soffitto e il pavimento della galleria generando una inconsapevole visione di ulteriori oggetti scultorei.
Ogni singola opera ci racconta qualcosa, l’espressione di un sentimento, di una personale riflessione su un percorso di crescita, lo scambio di frasi d’amore di una coppia di amanti res pubblic, il conseguimento di un obiettivo.

La mostra in breve:
There is a light that never goes out
a cura di Martina Angelotti
Galleria Galica
Viale Bligny 41, Milano
Info: +39 02 58430760
www.galica.it
5 febbraio – 31 marzo 2010
Inaugurazione giovedì 4 febbraio 2010
Artisti in mostra: Robert Barta, Arthur Duff, Aldo Giannotti, Ivan Navarro

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