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NOVI LIGURE (AL) | sedi varie | 14 – 21 – 28 novembre 2013

Intervista a MASSIMO PALAZZI di Valeria De Simoni

È fissato per questa sera il secondo appuntamento di Surtout la table, a cura di Massimo Palazzi. Arte contemporanea e buona cucina si incontrano nel Novese in occasione di Dolci Terre di Novi. Giunta alla sua seconda edizione, la manifestazione è stata inaugurata giovedì scorso (14 novembre) da Nuvola Ravera al ristorante Brenta Rosso, mentre sarà Vincenzo Cabiati il protagonista di questa sera presso l’azienda agricola biodinamica La Raia. Chiuderà il ciclo la prossima settimana Cesare Viel alla Locanda San Martino. La ricetta del successo di quest’iniziativa raffinata e golosa ce la svela il curatore Massimo Palazzi…

Nuvola Ravera, Dettaglio dell'installazione realizzata per Surtout la table sui tavoli del Ristorante La Brenta Rossa

L’evento Surtout la Table nasce grazie ad un Comune accorto, che guarda all’arte contemporanea come veicolo per promuovere attività sul territorio. Un’Amministrazione che diventa committente, non solo dell’evento, ma delle opere stesse. Puoi raccontarci come ha avuto origine questa collaborazione?
Surtout la table ha origine come evento collaterale di Dolci Terre di Novi, una fortunata rassegna di produzioni dolciarie, vitivinicole e gastronomiche che celebrerà il suo diciottesimo compleanno da giovedì 5 a domenica 8 dicembre 2013. L’idea è nata l’anno scorso con l’intento di creare un legame tra l’evento fieristico e i ristoranti del Novese attraverso una manifestazione che potesse aggiungere una sfumatura culturale a Dolci Terre proiettando le specificità del territorio al di là dei confini locali grazie all’arte contemporanea. Un progetto sicuramente ambizioso che trova un precedente illustre nella ormai storica mostra “Politica”, voluta dall’Assessorato Sport Turismo Spettacolo nel 1988, e, in tempi più recenti, in “Eva Ultima” (2006), la mia prima collaborazione con il Comune di Novi. Offrendo un piccolo budget agli artisti invitati e un preciso progetto curatoriale all’interno del quale lavorare, Surtout la table punta a offrire una gustosa occasione di incontro che possa diventare un appuntamento fisso nel calendario dell’arte contemporanea italiana.

Vincenzo Cabiati, modello in cera per la fusione della scultura presentata all'Azienda Agricola Biodinamica La Raia

Le opere presentate possono ritenersi riconducibili, anche da un punto di vista iconografico e di contenuti, all’argomento che questo evento propone?
La tavola soprattutto. Questa potrebbe essere la traduzione di Surtout la table, titolo che nasce dall’assonanza con il surtout de table, quel genere di scultura da tavola settecentesca che idealmente propongo agli artisti come suggestione per cominciare il loro lavoro. Se l’argomento cui fai riferimento è il cibo, direi che le opere non sono sempre necessariamente riconducibili a tale tematica da un punto di vista iconografico o contenutistico. A parte la ricerca plastica condotta da Vincenzo Cabiati sui dolci della Marie Antoinette di Sophia Coppola, in generale preferirei parlare di cibo come metafora dell’opera d’arte, dotata di qualità organolettiche che i commensali possono apprezzare proprio grazie a una vicinanza non comune in altri contesti espositivi, parlerei anche della sua natura effimera, ma forse più di ogni altra cosa dell’esser frutto di un’associazione più o meno giudiziosa di elementi. Lavorando al concept di Surtout la table mi è venuta in mente una frase di Giovanni Pico della Mirandola che scrisse “magicam operari non est aliud quam maritare mundum”, l’arte magica non è altro che saper sposare le cose del mondo. Infatti, chi meglio dei cuochi sa maritare il mondo? Forse gli artisti che nel loro montare e rimondare la realtà la ripresentano in forme sempre nuove? O forse chi si ostina a cercare un ennesimo magico sposalizio nell’associazione di arte e cucina?

Gli artisti propongono, con i loro interventi, un dialogo tra l’arte e la convivialità che una tavola imbandita solitamente crea… In che modo?
La tavola imbandita è il luogo di un rituale di intrattenimento e condivisione che l’opera si propone di catalizzare offrendo al piacere dei sensi e dell’intelletto spunti per ulteriori derive. Questo è quanto ha sottolineato Cesare Viel con le sue parole serigrafate su tovaglia e tovaglioli. Una tavola che nel lavoro di Nuvola Ravera è diventata il luogo geometrico degli individui che si dispongono in sistemi ordinati come le molecole in un cristallo, il campo dove le energie dei partecipanti a una seduta spiritica covergono in un’evocazione.

Cesare Viel, Ti sento passare, pura lana himalayana tessuta a mano, colori vegetali, cm 180 x 295, 2008, courtesy Pinksummer, Genova

Essendo questa la seconda edizione, che bilancio puoi trarne riguardo la risposta ricevuta dai diversi interlocutori: artisti, pubblico, gestori, e naturalmente dall’Amministrazione?
La sfida di Surtout la table è quella di riuscire a coniugare ambiti e personalità diverse nella realizzazione di un’iniziativa comune che possa soddisfare tutti i partecipanti. Gli artisti devono essere pronti a fronteggiare una situazione espositiva inconsueta e un pubblico che raramente è avvezzo all’arte contemporanea, i ristoratori e i commensali devono mostrare apertura e disponibilità, l’opera stessa è messa alla prova nel suo statuto di oggetto di pregio. Anche e soprattutto grazie alla disponibilità dell’Amministrazione, il bilancio della manifestazione è indubbiamente positivo, come dimostrato dal crescente numero di partecipanti e dalla qualità dei lavori che gli artisti hanno dimostrato di riuscire a produrre per l’occasione.

Volendo associare a ciascun artista/opera un gusto o un cibo, quale sceglieresti per loro?
A Nuvola Ravera associo il sapore affumicato del cibo cotto su un fuoco da campo, a Vincenzo Cabiati le brioches distribuite invece del pane, a Cesare Viel il gusto delle parole.

Chiudiamo con una ricetta “a regola d’arte”…
Una cena autunnale incastonata in un paesaggio variegato tra colline e pianura dove si scoprono gusti e sapori che ben si amalgamano al piacere di lavorare insieme ad artisti diversi in una situazione gradevole e informale. Il tutto annaffiato dagli ottimi vini locali. Una ricetta squisitamente italiana.

Surtout la table
3 artisti per 3 cene a Novi Ligure
nell’ambito di Dolci Terre di Novi
a cura di Massimo Palazzi

NUVOLA RAVERA
Giovedì 14 novembre, ore 20.30

Brenta Rossa

Strada Vecchia Pasturana 8, Novi Ligure
www.brentarossa.it
+39 0143 323562 – 334 3995655

VINCENZO CABIATI
Giovedì 21 novembre, ore 20.30
Azienda agricola biodinamica La Raia
Strada Monterotondo 79, Novi Ligure
www.la-raia.it
+39 0143 743685

CESARE VIEL
Giovedì 28 novembre, ore 20.30
Locanda San Martino, Via Roma 26, Pasturana (AL)
www.locandasanmartino.com
+39 0143 58444

Info:
Facebook: www.facebook.com/events/160178250857218

Tumbler: surtoutlatable.tumblr.com

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