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PIACENZA | Biffi Arte | 27 giugno – 3 agosto 2014

Intervista a LOREDANA GALANTE di Chiara D’Aurizio

Loredana Galante non è un’artista alla quale si può fare una normale e ordinaria intervista, me ne sono accorta subito quando l’ho incontrata a Genova, alla GAM di Nervi, in occasione del finissage della sua ultima mostra Con l’aiuto dei ragni tessitori per farmi raccontare i suoi progetti futuri. Loredana Galante, Ninho GraciaCamminando per le varie sale espositive, conosco Loredana attraverso le sue opere in una mostra ideata in occasione di Natura ConTemporanea con l’intento di creare contaminazioni contemporanee all’interno dell’esposizione permanente, che presenta opere del tardo Ottocento, inizio Novecento: una serie di installazioni di grande formato, dipinti, oggetti rielaborati creativamente e inseriti in maniera delicata tra le opere della collezione, dando vita ad un’interazione molto convincente.

La Galante è un’artista poliedrica, immaginosa, dedita all’introspezione e che basa la sua esperienza artistica non solo sulla pittura, ma anche e soprattutto sulla Performance Art, attraverso installazioni, eventi e azioni che puntano all’interazione col pubblico, fisicamente ed emotivamente, trasportandovi la propria esperienza di vita e il proprio bagaglio di affetti. È questo il principale filo conduttore dei suoi lavori, la memoria come atto di ricostruzione del sentimento e come creazione di un gesto o di un oggetto che ne trasmetta il significato, amplificandone il valore sentimentale e facendo sì che esso sia condiviso con l’osservatore: esso rivivrà, attraverso le storie dell’artista, le storie della propria esistenza.

In questa intervista, Loredana Galante ci ha anticipato i contenuti di alcuni dei suoi progetti più imminenti, che sono stati da poco presentati al pubblico…

Emerge dai tuoi lavori recenti e in particolare dalla tua ultima mostra a Genova che il passato e la famiglia sono elementi centrali nelle tue opere. Il passato, ad esempio, ritorna sempre sotto varie forme, talvolta anche in riferimento a memorie e momenti familiari…
La famiglia è parte integrante del mio lavoro, proprio perché non lo separo mai dalla mia vita privata; esempio lampante è stato il mio matrimonio: ho fatto di esso una vera e propria performance, a partire dal vestito che ho realizzato con vari pezzi di stoffa inviati da amici, familiari, addetti ai lavori – fazzoletti, centri tavola, biancheria, guanti, etc. – che ho poi riassemblato in una nuova forma. In questo modo si assottiglia il confine tra privato e pubblico, tra personale e professionale. La mia famiglia è sempre stata uno spunto per le mie opere, a partire proprio dal concetto di socializzazione; fin da piccola sono stata abituata ad avere ospiti in casa, aggiungere un posto a tavola anche all’ultimo minuto e dare il mio letto a qualcuno. Credo che questo abbia influenzato molto il mio modo di relazionarmi con gli altri nella vita e quindi nell’arte; inoltre sono legatissima a tutta la mia famiglia e spesso la coinvolgo nelle mie performance. All’inaugurazione dell’ultima mostra, ad esempio, ho coinvolto mia madre e mio zio, che è per me un secondo padre. Il nido che avevo posizionato all’ingresso rappresenta un po’ l’idea di un posto sicuro, un luogo di protezione da ricondurre agli affetti dei propri cari, ma anche l’attesa, la costruzione di un presupposto e delle condizioni per qualcuno o qualcosa che deve ancora arrivare.

Proprio per questo, in occasione del finissage della tua mostra, hai pensato ad una gara di frittate, uno SPIDER BRUNCH che si rifà chiaramente a questa tematica familiare?
Certamente! La frittata è simbolo di popolarità e di tradizione familiare, di racconti, di ricette che si sono tramandate nei secoli, ed è quello che abbiamo chiesto di fare ai nostri partecipanti, portare in tavola una storia. L’evento ha avuto però anche il compito di avvicinare il pubblico attraverso il connubio arte e cibo, e qui torniamo all’idea di rendere fruibile il mondo dell’arte – l’oggetto artistico – e di coinvolgere il visitatore, che entra a far parte della performance e ne diviene addirittura il protagonista.

Loredana Galante, I Desideri sono illuminazione

Parliamo ora, invece, dei progetti futuri…
Per il futuro ho molti progetti… parteciperò anche ad un nuovissimo progetto curato da Luca Beatrice, Imago Mundi, su commissione della Fondazione Benetton. Si tratta di un vasto repertorio sull’arte italiana, che Luciano Benetton intende far girare in tutto il mondo.

SuperOrto Più a Milano, inaugurato la scorsa primavera in occasione del Fuorisalone, invece ospiterà un tuo vero e proprio happening…
Per Milano è in progetto un workshop + happening, intitolato me lo pORTO, al SuperOrtoPiù di Milano un grande orto urbano pensile di 750 mq, progettato da Michelangelo Pistoletto sul tetto del Superstudio Più. Esso ospita il tracciato del Terzo Paradiso, segno creato dall’artista per promuovere l’incontro tra natura e attività umane, diventato un simbolo di rigenerazione dei luoghi e dei territori che lo ospitano. ll mio progetto nasce all’interno di una cultura urbana sedimentata e dinamica. Lo spazio della città elabora, accumula e trattiene le forme e i residui delle diverse fasi della civiltà, il campo morfico trattiene memorie, forme, forze. L’obbiettivo è la creazione di una collezione di abiti e accessori ecosolidali e sistemici. Per essere ecosolidale, infatti, un oggetto deve essere costituito da materiali naturali e riciclabili. Proprio sulla base di questi due principi si fonda “me lo pORTO”: abiti e accessori composti da tessuti riciclati, confezionati con la collaborazione di Ludovica Ivaldi e dei partecipanti al workshop. Negli abiti saranno inserite delle piante, emblema della natura, proveniente dall’orto urbano pensile di Michelangelo Pistoletto. Rivisitare la moda ecosolidale, storpiarne l’etimologia – come all’arte oggi è concesso – per renderla più basica, più comprensibile, in una città legata alla moda ed alla sartoria come Milano detta anche “capitale della moda”, in cui hanno sede stilisti, aziende del settore, showroom. L’intento è di riavvicinarsi alla natura, crearne un punto di contatto con le attività umane. L’operazione di conservare, “includere” in antitesi a “consumare, buttare, escludere, dimenticare”. Gli stracci hanno una loro storia ed una loro provenienza: trame di vita fra le trame della stoffa.

Loredana Galante, Cappelli da signora

Tra i prossimi appuntamenti più impegnativi anche un nuova mostra tutta declinata al femminile da Biffi Arte. Di cosa si tratta?
La mostra Femminile, plurale. Lo sguardo sul mondo, a cura di Alessandra Redaelli, alla Galleria Biffi di Piacenza, si concentra sul punto di vista femminile, decisamente più attento al particolare rispetto a quello maschile. Le dieci donne ad esporre che usano l’arte per indagare nel proprio io. Il mio sguardo sul mondo sarà uno sguardo di meraviglia, da uno spazio emozionale che accoglie la Sorpresa, partendo proprio dal latino, “mirabilia”, quindi cose ammirevoli, da “mirari”, guardare con meraviglia. Il mio sguardo sul mondo coincide con il momento in cui s’intuisce il proprio posto in esso, la consapevolezza della bellezza universale, seppur con breve memoria. La disposizione alla sorpresa è uno spazio di possibilità, d’inclusione dell’inatteso, di stupore, d’osservazione sospesa. Il mio spazio alla Galleria Biffi, una grande fetta di sala che va da una nicchia fino alla vetrina sulla strada, è concepito come una wunderkammer, un’installazione che sfrutta anche il pavimento. Uno spazio fitto di oggetti, memorie, segreti, cartoline da nuovi mondi; per questo sguardo è necessario sospendere l’incredulità, dimenticare le barriere e disporsi a celebrare l’eccezionalità dell’attimo, lasciandola filtrare in noi come un raggio di sole. La mostra avrà un nuovo risvolto a settembre a Gorgonzola (MI), presso Palazzo Pirola.

Femminile Plurale. Lo sguardo sul mondo
Rassegna in tre atti a cura di Alessandra Radaelli

Artiste: Alessandra Baldoni, Linda Carrara, Marika Vicari, Brigitta Rossetti, Marina Previtali, Liliana Cecchin, Cristina Iotti, Claudia Scarsella, Loredana Galante , Marina Giannobi, Elisa Rossi, Chiara Albertoni, Marica Fasoli, Tina Sgrò

27 giugno – 3 agosto 2014

BIFFI ARTE
Arte | Eventi per il XXI secolo
Palazzo Marazzani Visconti

P.zza S. Antonino ang. Via Chiapponi, Piacenza

Info: 0523 1720408
galleria@biffiarte.it
www.biffiarte.it

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