Ti sarà inviata una password per E-mail

Intervista a PIERO GILARDI di Michele Bramante

Fin dagli esordi con l’Arte Povera, Piero Gilardi ha fatto del potere che l’uomo può esercitare sul mondo un agente a protezione della nuda vita in sé, destinato a diventare immediatamente politico nella dimensione relazionale tra gli esseri viventi. La sua ideologia si situa, quindi, entro una giurisdizione bioetica volta a contrastare l’abuso della forza perpetrato sulla natura. Il MAXXI di Roma racconta, ora, cinquant’anni di ricerca inscindibili dalla responsabilità militante, preludendo a nuovi importanti riconoscimenti…

Piero Gilardi. Nature Forever, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Courtesy: Fondazione MAXXI. Foto: Musacchio Ianniello

Piero Gilardi. Nature Forever, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Courtesy: Fondazione MAXXI.
Foto: Musacchio Ianniello

La mostra personale al MAXXI si articola in quattro sezioni tematiche variamente intersecate con la tua storia creativa, dagli anni Sessanta ad oggi. Presto sarai protagonista anche al Beaubourg e al Reina Sofia. Hai in mente progetti particolari?
La mostra Nature Forever, in corso a Roma, nasce da una mia proposta di mostra intitolata Biopolitique che avevo avanzato al direttore del Pompidou Bernard Blistene e che riuniva l’insieme delle mie esperienze nel campo dell’arte e della militanza ecologista. Per la prossima tappa della mostra è mia intenzione tornare a discutere la formula originale con il conseguente riassetto degli elementi da esporre. Sono consapevole del fatto che non sarà facile accordarsi su questa specifica tematizzazione perché oggi i direttori di museo considerano le proposte degli artisti meno importanti di altri criteri, come la spettacolarità “popolare” delle mostre ed il consenso del mercato artistico.

Piero Gilardi. Nature Forever, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Courtesy: Fondazione MAXXI. Foto: Musacchio Ianniello

Piero Gilardi. Nature Forever, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Courtesy: Fondazione MAXXI.
Foto: Musacchio Ianniello

La natura è politica in quanto oggetto di scelta etica in ragione del potere che possiamo esercitare su di essa e delle conseguenze per l’uomo. Sappiamo, però, che in questo modo la natura diventa cultura. È giusto pensare a un disarmo tecnologico per “lasciar essere” la physis, come auspicava Heidegger, o scienza e arte devono farsi carico di un’azione costantemente attiva sulla natura?
Si dovrebbe parlare, più giustamente, di ecologia politica anziché di natura, perché la natura o la viviamo fisicamente – con la nostra parte animale – o la rappresentiamo nella dinamica della cultura antropica. Non condivido la posizione di Heidegger sul “lasciar essere” la physis perché abbiamo la responsabilità di imparare a convivere e coevolvere con il pianeta terra e con il suo bioma. Questa responsabilità non nasce solo dell’aver “stuprato” il pianeta nella nostra era industriale e tecno-scientifica, ma da tutta la vicenda dell’homo sapiens che da 200.000 anni cannibalizza e stravolge gli ambienti terrestri e tutti gli esseri viventi. Le tecnologie immateriali e biogenetiche andrebbero impiegate, con un preciso discrimine, per contribuire a riparare i guasti perpetrati sulla biosfera.

Piero Gilardi, ANGURIE, 1967, dettaglio, poliuretano espanso, cm 200x200. Collezione Fondazione Gilardi. Foto: Piero Gilardi

Piero Gilardi, ANGURIE, 1967, dettaglio, poliuretano espanso, cm 200×200. Collezione Fondazione Gilardi. Foto: Piero Gilardi

Dire che l’uomo sta distruggendo la natura non è forse troppo presuntuoso da parte nostra? Una colpevole irresponsabilità sta rompendo l’ecosistema di un pianeta; tuttavia, esso non resta del tutto insignificante su scala cosmica? Questa visione catastrofica non pecca ancora di antropocentrismo?
Penso che il dibattito odierno abbia chiarito le dispute sul fatto che non possiamo distruggere la terra, in quanto essa è un elemento duraturo del sistema cosmico. Oggi si discute con la nuova ottica dell’Antropocene, che mette in evidenza come l’umanità inferisca sul pianeta come una vera e propria “forza geologica”. I depositi di carbonio del sottosuolo sono stati svuotati, la composizione chimica degli oceani stravolta e il Polo artico si sta sciogliendo, come è stato scritto da Elizabeth Kolbert nel suo libro “La sesta estinzione” (Neri Pozza, 2017). La Kolbert cita tra l’altro le ipotesi progettuali di una serie di tecno-scienziati che auspicano la costruzione di satelliti artificiali da collocare nello spazio, quando la terra sarà diventata invivibile per tutti gli esseri viventi, vegetali compresi. Noi ci preoccupiamo, non con atteggiamento antropocentrico, del futuro di miliardi e miliardi di animali e di piante destinati a morire ed estinguersi se oggi non cambiamo i fattori antropici del collasso ecologico.

Piero Gilardi, IGLOO, 1964, mostra al Centre de Creation Contemporaine de Tours. Foto: François Fernandez

Piero Gilardi, IGLOO, 1964, mostra al Centre de Creation Contemporaine de Tours. Foto: François Fernandez

Insieme a Beuys sei stato antesignano, forse, di un’estetica che ha adottato la comunità come medium per modellare plasticamente le relazioni tra soggetti. Che forma ha l’ambiente sociale che stai tentando di plasmare all’interno di laboratori creativi e partecipativi come il PAV?
La dimensione relazionale e comunitaria che si pratica con le attività del PAV corrisponde alla nuova logica esistenziale che tutta la società umana dovrebbe iniziare a praticare, a cominciare dalla trasformazione delle odierne istituzioni politiche locali e globali. Abbiamo alle spalle dei millenni di formule sociali improntate alla metafisica cannibale della civilizzazione occidentale e la bioarte odierna, come quella attuata al PAV, promuove la sperimentazione concreta di forme di vita solidale e comunitaria tra esseri umani e con tutti gli esseri viventi, basate sull’intersoggettività e, quindi, sulla valorizzazione delle alterità e delle ibridazioni quali fattori coevolutivi del nostro ontologico “essere”.

Tratto da Espoarte #98.

Fondazione Centro Studi Piero Gilardi
Corso Casale 121, Torino
www.fondazionecentrostudipierogilardi.org

Eventi in corso:

Piero Gilardi. Nature Forever
a cura di Hou Hanru, Bartolomeo Pietromarchi e Marco Scotini
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni 4A, Roma
13 aprile – 15 ottobre 2017
www.maxxi.art

Io non amo la natura. Pop Art Italiana dalle collezioni della GAM-Torino
a cura di Riccardo Passoni
con il patrocinio del MiBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Complesso Monumentale di San Francesco
ex Chiesa di San Francesco, Cuneo
27 maggio – 22 ottobre 2017
http://fondazionecrc.it

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se continui a navigare accetterai l'uso di tali cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi