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BOLOGNA | Cinema Odeon | 1 – 3 febbraio 2019

Intervista a RAFFAELE QUATTRONE di Francesca Di Giorgio

NewFaustianWorld. Un libro, prima di tutto, una mostra e un docu-film, poi. 17 artisti, internazionali, tutti pittori, tutti con quello che l’autore chiama Faustian Factor: la tensione (propria dell’uomo contemporaneo) di superare, con qualità tecniche ma anche decisamente “umane”, i limiti che trova sulla sua strada. Una visione antropocentrica, senza traccia di narcisismo. Raffaele Quattrone, sociologo e curatore, racconta in questa intervista da cosa nasce il suo multiforme progetto, una sorta di “specchio” per l’uomo contemporaneo e l’arte, ancora una volta è la cartina tornasole… In occasione dell’art week bolognese, il libro e il film omonimo, sono presentati al Cinema Odeon, dall’1 al 3 febbraio.

Raffaele Quattrone. Photo di Johnny Pixel, Courtesy BlackandWhite Studio

Nella tua introduzione al volume hai sviluppato una premessa attraverso dettagliati parallelismi tra mitologia greca, filosofia, religione fino ad arrivare al Faust di Goethe fonte di ispirazione del tuo duplice progetto. Puoi raccontarci il percorso di ricerca che ti ha portato ad elaborare una vera e propria visione formulata in un libro, una mostra e un docu-film?
Una parte della mia ricerca degli ultimi anni, vuoi come sociologo vuoi come curatore, si è concentrata sul superamento dei limiti come caratteristica tipica dell’uomo contemporaneo: un percorso che inizia con la Modernità ed in particolare con le grandi scoperte geografiche e la rivoluzione scientifica con la quale l’uomo supera una visione magica e/o religiosa del mondo. Ci lasciamo alle spalle una visione secondo la quale se non rispettiamo i limiti posti dagli Dei o da Dio siamo suscettibili di punizione. Oramai è l’uomo il centro dell’universo e il superamento dei limiti diventa una sfida nei confronti di noi stessi: fin dove possiamo spingerci? Dove possiamo arrivare? Torniamo ai giorni nostri e guardiamo il mondo che ci circonda: la globalizzazione non è un superamento dei limiti geografici? Transculturalismo o multiculturalismo, fenomeni seguiti ad eventi come la caduta del Muro di Berlino, alla fine della Guerra Fredda, alla creazione dell’Unione Europea non testimoniano il superamento dei confini culturali? Potremmo fare un discorso simile anche riguardo internet, la realtà virtuale, ecc… Ecco, alla base di NFW c’è la volontà di approfondire questo nostro essere.

NewFaustianWorld – Il film (backstage). Foto di Francesca Porta, Courtesy Theater 72 Productions

Un riferimento popolare come il Faust accostato a ricerche artistiche eterogenee. Come è stata recepita la tua “call”? È nato un dialogo interno tra gli artisti che hai coinvolto fino ad ora in NewFaustianWorld? Che tipo di rapporto si è instaurato prima e dopo la realizzazione del progetto?
Nel dicembre 2016 decido che il mio prossimo libro sarà NFW. Ne parlo con Alessandro Moreschini, Alberto Di Fabio, Maurizio Cannavacciuolo, Kepa Garraza e si dimostrano da subito entusiasti. Tra gennaio e giugno 2017 incontro i vari artisti, ne approfondisco la pratica, scegliendo insieme il materiale iconografico. Tutto con grande collaborazione e tanto entusiasmo. Ricordo che Hisakiku Abe, gallerista di Tiffany Chung, fu da subito entusiasta del progetto e l’ha incoraggiato molto. Non è stato tutto facile e le difficoltà che in questi anni abbiamo dovuto superare sono state molte. Per esempio un anno fa facemmo una campagna di raccolta fondi per sostenere il progetto e molti artisti hanno donato una loro opera così come gli sponsor alcuni prodotti da loro realizzati e commercializzati. Molti degli artisti coinvolti sono amici con i quali c’è da anni un costante e proficuo dialogo. Certo, con quelli italiani ci sentiamo davvero molto spesso e appena possiamo ci vediamo di persona. Con gli artisti che non vivono in Italia, ci vediamo raramente, quando possiamo, ma anche con loro ci sentiamo davvero molto spesso, al telefono o via email. Penso a Glenn Brown, Tiffany Chung, Kepa Garraza, Imran Qureshi, Terry Rodgers ma anche Josep Tornero e Jan Worst che nelle presentazioni di Roma hanno fatto di tutto per essere presenti. Ho comunque con tutti e 17 un rapporto continuo e di fiducia reciproca. Anche tra gli stessi artisti c’è molta solidarietà e collaborazione, per esempio in occasione della mostra a Rimini da Augeo Art Space, un’opera di Kepa Garraza è arrivata con un leggero graffio e Alessandro Moreschini si è offerto per restaurare l’opera seguendo le indicazioni fornite da Kepa al telefono. Sono quindi molto soddisfatto di questo clima e del fatto che si sia formata una squadra.

Kepa Garraza, Action of Assault on Art 14 (from IBDA series), 2009, oil on canvas, 200 x 300 cm. Courtesy the artist

Riunire sotto una matrice comune la ricerca di 17 artisti internazionali, nello specifico votati alla pittura, mi fa pensare ad una volontà di (ri)pensare ancora all’arte non in termini individualisti ma collettivi. Penso anche al valore concettuale delle Avanguardie (storiche e non)… Sono andata fuori tema?
Assolutamente, non sei fuori tema. Con gli Anni ’80 cessa la teorizzazione dell’arte per movimenti, per gruppi. Ed in effetti il clima neoliberista dell’epoca (Reagan, Thatcher) alimentava e si alimentava proprio da un diffuso individualismo. NFW non vuole essere un nuovo movimento artistico. Non ho io competenze e strumenti per poter proporre un nuovo movimento e non ne ho nemmeno la presunzione. È sicuramente un tentativo di ripensare l’arte e ripensarci attraverso ciò che può accomunarci (nonostante le differenze) piuttosto che differenziarci. I 17 artisti coinvolti sono tutti estremamente diversi tra di loro per tecnica e resa pittorica, ma nel discorso generale del progetto credo siano anche evidenti i tratti in comune, la messa in evidenza dei quali non intacca minimamente l’individualità di ognuno. E questo penso sia importante anche nella nostra vita di tutti i giorni dove avremmo bisogno di scoprire e riscoprire quello che ci accomuna mettendo in secondo piano quello che ci divide.

Alessandro Moreschini, Stars and Stripes Arabesque, 2005, acrylic tempera on metal, 150 x 150 cm. Courtesy the artist

Humanuty Plus, il movimento transumanista, a cui fai riferimento, pone ulteriori quesiti mettendo in campo il rapporto dell’uomo contemporaneo con la scienza e la tecnologia ma, allo stesso tempo, assistiamo al recupero dell’homo faber. Puoi farmi qualche esempio di cosa intendi per Faustian Factor?
Faust non voleva rassegnarsi ad una condizione ordinaria, voleva conoscere sempre di più. Un’aspirazione continua ed insaziabile basata sulla convinzione che niente al mondo avrebbe potuto soddisfarlo pienamente. Era così sicuro che non avrebbe mai raggiunto l’appagamento della sua aspirazione che fa un patto con il Diavolo. Faustian Factor è questa aspirazione a non accontentarsi mai dell’ordinarietà ma a cercare di fare sempre di più, a spostare l’asticella sempre più in alto, a migliorarci sempre di più. Glenn Brown, Maurizio Cannavacciuolo, Andrea Chiesi, Tiffany Chung, Nijdeka Akunyili Crosby, Alberto Di Fabio, Kepa Garraza, NS Harsha, Songsong Li, Alessandro Moreschini, Mauro Pipani, Imran Qureshi, Terry Rodgers, Raqib Shaw, Philip Taaffe, Josep Tornero e Jan Worst hanno un Faustian Factor perché di fronte ad un contesto nel quale la pittura è molto spesso sminuita, marginalizzata a favore di altre pratiche più contemporanee non si sono adattati all’omologazione ma hanno studiato, si sono impegnati giorno dopo giorno, anno dopo anno a migliorare sempre più la loro tecnica, quello che sicuramente fin dall’inizio è stato un virtuosismo fino a renderlo qualcosa di straordinario. E questo Faustian Factor, certo, loro lo hanno nella pratica artistica, ma ce l’abbiamo anche noi, anche tu, l’abbiamo tutti, ognuno nell’ambito che gli è più congeniale, lavorativo o personale che sia. Dobbiamo solo individuarlo ed alimentarlo affinché ci faccia uscire da una triste omologazione facendo sentire ognuno di noi straordinario e portando questa condizione nella quotidianità.

NewFaustianWorld, veduta della mostra, Augeo Art Space, Rimini

Uno dei nodi interessanti della tua riflessione, a mio parere, è di fatto una considerazione tanto evidente quanto affatto scontata. Come si relaziona oggi la pittura (nel senso più canonico del termine) con le infinite possibilità offerte dagli altri media?
Per molti, nel mondo dell’arte contemporanea, non c’è posto per la pittura o comunque non c’è attenzione per la pittura come quella di NFW come se non fosse concettuale ma mera manualità. Credo che NFW nelle sue oltre 200 pagine racconti una storia diversa libera da pregiudizi o visioni limitate e che limitano. Superiamo i limiti. Sempre.

NewFaustianWorld, veduta della mostra, Augeo Art Space, Rimini

Proprio a partire da oggi, in occasione di ArteFiera, presenti il libro ed il documentario tratto dallo stesso al Cinema Odeon di Bologna all’interno del programma ArtCity Segnala curato da Lorenzo Balbi. Quali saranno gli appuntamenti futuri e, soprattutto, sai già quale direzione prenderà la tua ricerca?
NFW fa parte di ART CITY Cinema per cui stasera, alle 18,30, presso il Cinema Odeon presenterò il progetto e la sua evoluzione insieme ad alcuni artisti partecipanti al progetto come Alessandro Moreschini, Alberto Di Fabio, al regista del documentario Piero Passaro, al marketing manager di Rancé 1795 Claudia Belardi e tanti altri amici. A seguire sarà proiettato il documentario prodotto da Theater 7/2 Productions che sarà replicato anche sabato 2 e domenica 3. L’ingresso nei tre giorni è sempre gratuito. La mostra NFW presso Augeo Art Space a Rimini continua fino al 23 febbraio. In marzo torneremo in Sud Africa a Città del Capo dove il documentario NFW parteciperà al Milkbusch Short Film Festival ed è una grande emozione perché la serie di presentazioni pubbliche del progetto è iniziata a novembre proprio da Città del Capo dove il documentario è stato premiato come “Best Documentary” e per noi, dopo tanti sacrifici, ha significato tanto a livello emotivo. Ad aprile saremo in Spagna dove abbiamo in programma alcune presentazioni e proiezioni. Per esempio saremo a Barcellona presso Espronceda Center for Art & Culture per un evento creato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona. E poi ancora in Italia in diversi musei e gallerie. Tralasciando NFW, per il futuro ci sono tante idee, tanti progetti e anche se ne realizzerà uno solo dei tanti sarò lo stesso contentissimo e grato per quello che sono riuscito a fare, ringraziando sempre tutti coloro che mi permettono di realizzare qualcosa cooperando con me affinché tutto vada sempre per il meglio.

NewFaustianWorld
un progetto di Raffaele Quattrone

L’APPUNTAMENTO:
Cinema Odeon,
Via Mascarella 3, Bologna
nell’ambito di ART CITY Cinema

1 – 3 febbraio 2019

IL VOLUME:
Titolo: NewFaustianWorld
Autore: Raffaele Quattrone
Editore: 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE
Anno: 2018
Pagine: 216
Lingua: Inglese/Italiano
24 euro

 

 

 

 

 

 

 

 

IL FILM:
NewFaustianWorld, 2018, docu-film diretto da Piero Passaro, prodotto da Theater 7/2 Productions, 37’

LA MOSTRA:
NewFaustianWorld
a cura di Raffaele Quattrone
in mostra una selezione di opere di: Maurizio Cannavacciuolo, Andrea Chiesi, Alberto Di Fabio, Kepa Garraza, Alessandro Moreschini, Mauro Pipani, Terry Rodgers, Josep Tornero, Jan Worst

19 gennaio – 23 febbraio 2019

AUGEO ART SPACE
Corso d’Augusto, 217, Rimini

Orari: dal martedì al sabato 10.00-12.00 / 16.00-19.00

Domenica 16.00-19.00 / Lunedì chiuso

Info: www.newfaustianworld.com
Facebook > FaustianFactor
Instagram > faustian_factor

 

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