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VENEZIA | CA’ ZENOBIO DEGLI ARMENI | 11 maggio – 30 giugno 2012

La Storia ci ha abituati alle grandi coppie nei vari linguaggi creativo/espressivi, dalla letteratura alla musica dal mondo del cinema a quello della televisione sino all’arte visiva. Quando c’è la possibilità, e la fortuna, di poter condividere non solo la quotidianità, con tutte le problematiche di ordine pratico/caratteriale/esistenziale, ma anche la professione, svolgendo lo stesso lavoro, pare si verifichi la situazione ideale, quasi la perfezione assoluta. Si parla la stessa lingua, ci si capisce al volo, si frequentano gli stessi luoghi, si coltivano gli stessi interessi.

Nel mondo delle arti visive esistono coppie di artisti, nel passato ma soprattutto nel presente, che hanno svolto la propria attività a quattro mani, oppure mantenendo le singole ricerche indipendenti, magari frutto anche di interazioni dialogiche o forse solo di piccole interferenze di tipo indicativo/opinionistico, ma comunque ben separate ed autonome.
Ma quando scoppia la coppia, quali conseguenze porta con se questa rottura?
Con un gioco di parole ironico, ma che rivela anche una sottile disillusione, la frase comune “scoppia la coppia” manifesta le dinamiche che si attivano quando qualcosa comincia a non funzionare più, quando la fase idilliaca si conclude e cominciano a presentarsi stanchezza e incrinature. È logico immaginarsi una sorta di rovescio di una medaglia che non si era osservata in precedenza con la giusta attenzione, trovandosi all’improvviso a fare i conti con sentimenti prima quasi sconosciuti, o almeno non identificati in se stessi e nel partner: ripicca, vendetta, invidia, rivalità. In pratica ci si trova di fronte ad un’altra persona, quasi irriconoscibile, se non per le fattezze fisiognomiche. Si getta così alle ortiche ogni sforzo affrontato sino a quel momento, in una sorta di reset che comunque non è in grado di riportare la situazione allo stadio precedente l’esperienza vissuta.


Ma non è il caso di approfondire l’argomento di fronte alle tante eccezioni che fortunatamente confermano la regola, come nel caso della coppia Mileto-Zucchi, ognuno con una propria ricerca pittorica autonoma ed identificativa, una coppia che “funziona”, termine che può comunque associare questo “sistema di condivisione esistenziale” ad un meccanismo di alta precisione, nel quale si è necessariamente sempre in due (la coppia) a muovere gli ingranaggi, simultaneamente e con la stessa buona volontà e decisione.
In un’epoca di selvagge “condivisioni virtuali” di gusti musicali, artistici, sociali, politici, sessuali nei social network, è il caso di sostenere anche le condivisioni concrete di una vita di coppia che resiste alle intemperie e agli attacchi dell’individualismo incontrollato, dimostrando che con intelligenza e sensibilità ogni avvenimento vissuto insieme (positivo o negativo che sia) può essere un momento importante di analisi e di crescita reciproca, con tutti i vantaggi che ne conseguono poi nella normale vita di tutti i giorni.

Testo di Alessandro Trabucco

Stefania Mileto/Fernando Zucchi – Scoppia la coppia
a cura di Italo Bergantini e Alessandro Trabucco

Inaugurazione venerdì 11 maggio, ore 17.00
11 maggio – 30 giugno 2012

Ca’ Zenobio degli Armeni
Fondamenta del Soccorso, Dorsoduro 2596, Venezia

Orari: 10.00 – 18.00
Info: Ca’ Zenobio +39 041 5228770 | www.collegioarmeno.com
Romberg +39 0773 604788 | +39 3347105049 | info@romberg.it | www.romberg.it

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