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Maurizio Carriero. Esercizi di inerzia

di Chiara Canali

Si intitola Esercizi di inerzia la prima personale di Maurizio Carriero alla Galleria d’Arte Il Castello di Trento. Con questa mostra, il giovane artista, milanese d’adozione, presenta una ventina di opere realizzate nell’ultimo anno che mostrano una piena maturazione del linguaggio pittorico sia per la presa di coscienza di uno stile espressionista libero e penetrante sia per la comprensione della figura all’interno di una griglia geometrica unificante. I soggetti dei ritratti si rifanno al tema delle estasi barocche, prendendo spunto da dipinti antichi oppure prendendo come riferimento estasi contemporanee ed erotiche, che trasformano l’estasi religiosa in uno “stato di grazia” laico e post-moderno, come facoltà di astrarsi e di trovarsi altrove.

Chiara Canali: Che cosa intendi per “inerzia”?
Maurizio Carriero: Uno stato di torbida inoperosità che, nel caso della mia idea, è contrastato da un vitale palpito di energia.

Come procedi nella scelta dei soggetti e nella resa cromatica?
La scelta dei soggetti è casuale, la resa cromatica è istintiva.

In che modo il riquadro che imprigiona le figure ti permette di ricomporre la libera composizione figurativa? Che significato assume questo sfondo piatto e geometrico, dal rimando neo-oggettuale e minimalista?
È semplicemente uno schema di attenzione, una finestra che crea complicità e dialogo tra lo spettatore e il soggetto raffigurato. Il rettangolo non veicola la libera composizione figurativa ma ne fa parte ed assume anche il ruolo di santificare e contestualizzare in un ignoto altrove, figure che altrimenti sarebbero sospese.

Che significato assumono i tuoi personaggi? Che ruolo rivestono nella nostra società contemporanea? Hai dei riferimenti concreti e reali?
I miei personaggi sono solo un pretesto. La mia intenzione è creare attenzione su una de-costruzione sociale in cui la memoria, l’identità e la stabilità vengono meno e danno spazio a un esercizio emozionale in cui lo spettatore deve subire una “presa di coscienza” per trascendere alla propria quotidianità e avere un’umana comprensione dell’uomo.

Quali sono i tuoi riferimenti nella storia dell’arte e i maestri a cui ti rapporti per questa tua pittura così liquida, carnale ed espressiva?
Sono tanti i riferimenti storici che hanno influenzato la mia ricerca. In quest’ultima mostra emergono molto citazioni e ricordi della pittura partenopea di maniera e di genere del XVII secolo che hanno rapito il mio sguardo sin dall’infanzia.

Che ruolo riveste l’“esercizio” come pratica della pittura continuamente esperita e vissuta giorno dopo giorno nello spazio chiuso del tuo studio?
L’“esercizio” è una necessità, è linfa vitale e ragione d’esistere.

La mostra in breve:
Maurizio Carriero. Esercizi di inerzia
a cura di Alberto Zanchetta
Galleria D’Arte Il Castello
Via degli Orbi 25, Trento
Info: + 39 0461 090223
www.galleriailcastello.it
12 marzo – 5 maggio 2011

In alto:
“Into my arms”, 2010, olio su lino, cm 140×181
In basso, da sinistra:
“Danza sospesa”, 2010, olio su lino, cm 120×90
“Cieca memoria”, 2010-2011, olio su lino, cm 50×40

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