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#filmdartista | Glaucocamaleo, un film di Luca Trevisani

Intervista a LUCA TREVISANI di Ginevra Bria

Kary Banks Mullis (1944) è uno degli scienziati o, più precisamente, dei biochimici statunitensi (Premio Nobel per la Chimica del 1993) tra i più informali e poetici che siano mai riusciti a narrare con limpidezza, con lucida follia, l’origine quotidiana di intuizioni rivoluzionarie. Immergendosi nella lettura dei suoi volumi, saggi e pubblicazioni, spesso non ancora editi in italiano, si ha la sensazione che il fluido speculativo prodotto da una mattina di surf a La Jolla, così come una scintilla esplosa dalla legna che arde nel camino, portino sempre più distante. Più lontano di quanto nemmeno la mente riesca ad immaginare. Mullis, recentemente, è diventato la voce narrante di Glaucocamaleo di Luca Trevisani, un film sui passaggi di stato della materia che aderisce alla riflessione sulla trasversalità (o passaggi di stato, anche in questo caso) tra generi come arte contemporanea e cinema proposta dalla mostra GLITCH al PAC di Milano. Nato dal libro di Kurt Vonnegut, Ghiaccio-nove, la protagonista del film è l’acqua nel suo stato solido, in una sorta di futura e nuova epoca di glaciazione con cui l’essere umano dovrà fare i conti. Un progetto durato due anni, proiettato al Museo Marino Marini di Firenze sotto forma d’installazione multicanale e declinato anche in chiave editoriale attraverso il libro Water Ikebana. Stories About Solid and Liquid Things. Presentato, a fine novembre, anche al PAC di Milano.

Glaucocamaleo - un film di Luca Trevisani, courtesy Mehdi Chouakri

Partendo dal titolo del film, quale ulteriore accezione narrativa vorresti conferire a Ghiaccio nove di Vonnegut? Potresti dare una definizione di Glaucocamaleo?
Si tratta di un documentario di finzione che traduce pezzi di realtà, di modo da comporre un racconto che potrebbe rendere finto il vero e vero quel che sembra finto.

Presentarlo al PAC, durante l’esposizione Glitch, quale significato conferisce alla tua scultura in movimento?
A mio modo di vedere non ha aggiunto alcun significato aggiuntivo. Al posto di portarlo in una sala cinematografica, l’ho presentato in un museo. Anche se Glitch ha rappresentato un’eccezione, in quanto sono state allestiti alcuni spazi come sale cinematografiche, riportando dunque all’origine il mio percorso e quello di Glaucocamaleo. Paradossalmente proiettare il film al PAC è stato come introdurlo nel mondo del Cinema.

Glaucocamaleo - un film di Luca Trevisani, courtesy Mehdi Chouakri

Lavorare con il girato di un film, ha, in un certo senso, modificato la tua visione o la tua propensione alla scultura?
Non saprei, so solo che ho utilizzato la materia scultorea nello stesso modo in cui ho approcciato un editing del girato, facendo un montaggio della realtà attraverso la rappresentazione. In verità girare un film è assolutamente più complesso, è un esperimento molto costoso, con cui applichi un tuo testo alla vita e alla dedizione di persone molto diverse da te. Il risultato è un livello di consapevolezza più incisivo, perché ripartito in maniera collettiva. Un accrescimento.

Glaucocamaleo - un film di Luca Trevisani, courtesy Mehdi Chouakri

E dunque, come restituire al soggetto rappresentativo la sua tridimensionalità, la sua umanità?
Ho sempre guardato la Scultura come a una presenza, esattamente come al visitatore: un’altra presenza. Avvicinare le due dimensioni significa assistere ad una sorta di incontro al buio, all’interno del quale non si sa che cosa succederà, perché legato ai tempi di questa sorta di appuntamento, combinato tra l’uomo e la rappresentazione di quel che lo circonda. La Scultura è un’immagine che usa la materia, il Cinema usa la materia dando vita ad un movimento immaginato. Nella scultura l’immagine è fissa, mentre nel cinema il paesaggio si modifica, provocando un passaggio di stato. Il Cinema mette meglio in crisi l’autocentrismo umano, provocando il processo dell’accidente. Nel Cinema l’uomo diventa una figura non così centrale, non tanto da assumere una legittimità ad immobilizzarsi, integrarsi o immedesimarsi.

Glaucocamaleo - un film di Luca Trevisani, courtesy Mehdi Chouakri

In quale modo si sono avvicendati i numerosi cambi di set e location? Quale viaggio hai compiuto per e dall’interno del cinema?
Il luogo è quell’elemento, quel personaggio principale che fa scattare l’attenzione nella troupe. La location dà sapore e spesso trasforma la storia, la scena che stai girando, attraverso la sua identità intrinseca. Il paesaggio è come se fosse materiale di una scultura che ne determina il linguaggio, una scultura che non si può realizzare, o perché troppo grande, o perché non si può modificare, o perché non trasportabile, oppure perché va rispettata e allora bisogna trovarcisi in mezzo per ascoltarla. Percepire un luogo significa, prima di tutto farlo parlare. Glaucocamaleo, ad esempio, è stato eviscerato da una location sola e a partire da questa si è sviluppato come una figura mutante. Un essere che di volta in volta trovava fondi, trovava entusiasmo e supporti economici, riuscendo a diventare un animale plurimo fatto di moltissime location che quasi si annullano. Le location diventano una sorta di tappeto sul quale il film si srotola, usandole e raccontandole dettagliatamente.

Glaucocamaleo - un film di Luca Trevisani, courtesy Mehdi Chouakri

Potresti descrivere la figura di Kary Mullis? Che tipo di voce narrante si è rivelata e quali insegnamenti hai tratto, rimanendogli accanto?
All’inizio, lui mi interessava come un chimico che deve fare una reazione, oppure come un cuoco che deve fare lievitare il pane e ha bisogno del lievito. Ovviamente, poi, il nostro rapporto umano ha accresciuto lo scambio di esperienze che abbiamo vissuto. È stato importante che lui accettasse il proprio ruolo e che lavorasse con noi alla realizzazione del film. Se lui non avesse accettato, il film sarebbe diventato una creatura alla quale, in fondo, non mi sarebbe piaciuto dare vita. E forse non ne staremmo parlando, perché sarei ancora in cerca del lievito adatto, materia per impastare questa realtà.

Glaucocamaleo - un film di Luca Trevisani, courtesy Mehdi Chouakri

Se plausibile domandare, di quale budget ti sei dotato per portare a termine il film?
Un budget abbastanza sostanzioso. Un budget medio-piccolo per il mondo del cinema, serio per il cinema indipendente, mentre se si pensa alla cifra in rapporto con la mia identità di giovane artista italiano, esce decisamente fuori da qualsiasi canone. Il Cinema, in questo momento, ha costi di produzione che il mondo dell’arte non contempla.

Quale il dettaglio, l’opportunità, l’aneddoto occorso che mai ti saresti aspettato?
Tantissimi, perché ovviamente, perché è un set composto da professionisti del Cinema e perché ogni volta è una sorta di avventura alla Brancaleone. Io ne sono diventato il direttore esecutivo, ed era la prima volta, dunque il mio operato offriva un sacco di spifferi, era difficile, a volte, tenere le fila di tutte le trame e i diversi livelli del lavoro su un set. È stata un’impresa quasi familiare, nella misura in cui, moltissime persone chiamate a intervenire sul set hanno accettato di lavorare per l’entusiasmo che questo suscitava, per il solo progetto o per la vicinanza nei miei confronti. Il progetto è stato portato avanti, anche in termini di budget, grazie a diversi sacrifici, avvenuti da parte di differenti persone che hanno messo a disposizione la loro professionalità in un progetto, talvolta, senza risorse. Questo ha portato a risvolti tragicomici.

Glaucocamaleo - un film di Luca Trevisani, courtesy Mehdi Chouakri

Quali sono, invece, i tuoi programmi futuri?
È importante non abbandonare la propria creatura, anche se ormai potrebbe definirsi un progetto concluso. Sto presentando Glaucocamaleo, attualmente, in diversi festival del cinema. Inoltre sto lavorando ad un nuovo film prodotto da SkyArte (Luca Trevisani è il vincitore del bando di concorso per l’edizione 2015 di ArteVisione, il contest che Sky e Careof DOCVA dedicano ai giovani artisti italiani che si cimentano con il linguaggio video, ndr). Sto realizzando un altro film con un’altra produzione. Mentre a febbraio avrò una personale all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e molte altre cose, ancora in divenire.

Glaucocamaleo - un film di Luca Trevisani, courtesy Mehdi Chouakri

In ultimo potresti esprimere un pensiero, un augurio in merito al corso di Glaucocamaleo?
Che viaggi il più possibile e che venga visto da molte persone. Che venga giudicato senza preconcetti, senza paure, liberamente, così come ogni spettatore del Cinema dovrebbe fare. E molto di più, forse, rispetto a chi è abituato a usufruire dell’Arte Contemporanea, dimensione che ha sempre interessato solo un pubblico di nicchia. Un alveo più castrante.

Info: www.lucatrevisani.eu
www.facebook.com/glaucocamaleo

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