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REGGIO EMILIA | Collezione Maramotti | 4 maggio – 31 luglio 2014

di CHIARA SERRI

Sguardo magnetico, icona d’arte e di stile, emblema di un contesto culturale fertile e trasgressivo: la mostra della fotografa americana Jeanette Montgomery Barron alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia si apre con un ritratto di Andy Warhol, adagiato su una pelle di tigre. Accanto a lui, Jean-Michele Basquiat, Keith Haring ed altri protagonisti della scena artistica newyorkese degli anni Ottanta: dal gruppo strettamente connesso alla factory, agli auJeannette Montgomery Barron, Andy Warhol, studio, NYC, 1985 © Jeannette Montgomery Barrontori accomunati dall’uso della fotografia e della performance in chiave politico-sociale, fino alle esperienze del graffitismo, del neo espressionismo e della new geometry. Una galleria di ritratti a grandezza naturale – singoli o in coppia, ambientazioni o close up – che introducono il visitatore alla lettura di alcune opere della collezione permanente, come Man of Sorrow di Julian Schnabel o One Day Fever di Ross Bleckner.

Trentuno fotografie, rigorosamente in bianco e nero, tratte dal libro Scene (powerHouse Books, 2013), raccolta d’uomini (e donne) illustri. Nella scelta delle immagini, particolare attenzione è riservata agli artisti presenti nella Collezione, orientata all’arte americana degli anni Ottanta e Novanta. Luigi Ontani e Rene Ricard, tra i pochi ritratti a Roma, James Brown, David Salle e Anette Lemieux nei loro studi newyorkesi e ancora Alex Kats, Philip Taaffe ed alcuni esponenti della Transavanguardia come Sandro Chia, Enzo Cucchi e Francesco Clemente.

Jeannette Montgomery Barron Jean-Michel Basquiat, studio, NYC 1985 © Jeannette Montgomery Barron

Il percorso espositivo è completato da alcuni artisti ad essi affini, in un gioco di sguardi e rimandi ascrivibile sia al piano formale che al complesso sistema di relazioni che intercorre tra i soggetti fotografati. A fare da guida, la struttura labirintica che, nel 2012, aveva ospitato una parte della mostra di Massimo Antonaci, inaugurando uno spazio espositivo ulteriore rispetto al corpo di fabbrica centrale e alla pattern room, ora dedicata a Mark Manders. Ritratto d’artista, ma anche ritratto di un’epoca, in cui il riconoscimento professionale è correlato al concetto di celebrità.

Jeannette Montgomery Barron, Scene veduta di mostra. Collezione Maramotti, Reggio Emilia. Foto: Dario Lasagni

Accompagna la mostra, un libro in forma di diario che, anno per anno, ricostruisce l’esperienza di Jeanette Montgomery Barron attraverso provini a contatto, lettere, ritagli di giornale, opere della Collezione e testimonianze rilasciate oggi dai protagonisti del periodo. Un volume prezioso, volutamente non filologico, che la fotografa conclude con la frase «And NOW I finally understand what I did in the 1980’s» lasciando il racconto aperto a diverse letture…

Jeanette Montgomery Barron, Scene, Photographs of the 1980’s New York Scene

4 maggio – 31 luglio 2014

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia

Orari: giovedì e venerdì 14.30-18.30, sabato e domenica 10.30-18.30.

Info: +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
www.collezionemaramotti.org

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