Non sei registrato? Registrati.
VENEZIA | Abbazia di San Gregorio | 13 maggio – 26 novembre 2017

Ritroviamo a Venezia anche l’artista Jan Fabre (1958) che, con un progetto inedito pensato appositamente per gli spazi dell’Abbazia di San Gregorio, in Jan Fabre. Glass and Bone Sculptures 1977-2017 riunisce, per la prima volta tutte assieme, oltre 40 opere in vetro e ossa, da lui realizzate in quarant’anni di lavoro, tra il 1977 e il 2017.
Questo nucleo cospicuo di sculture innesca una riflessione filosofica, spirituale e politica sulla vita e sulla morte attraverso la centralità della metamorfosi. L’artista belga, infatti, affascinato dall’alchimia e dalla memoria dei materiali, si è ispirato alla tradizione pittorica dei maestri fiamminghi, soliti miscelare ossa triturate con i pigmenti colorati, e all’artigianalità dei maestri vetrai veneziani. I due materiali di grande durezza, ma pur di estrema fragilità, sono stati scelti da Fabre per mettere in risalto la durezza e la fragilità stessa della vita.

Jan Fabre, The Catacombs of the Dead Street Dogs, 2009-2017, murano glass, skeletons of dogs, stainless steel, variable dimensions Photographer Pat Verbruggen Copyright Angelos bvba

Jan Fabre, The Catacombs of the Dead Street Dogs, 2009-2017, murano glass, skeletons of dogs, stainless steel, variable dimensions Photographer Pat Verbruggen Copyright Angelos bvba

Dice lo stesso Fabre:

“La mia idea filosofica e poetica che riunisce assieme il vetro con le ossa umane e animali, nasce dal ricordo di mia sorella che da bambina giocava con un piccolo oggetto di vetro. Questo mi ha fatto pensare alla flessibilità dell’osso umano in confronto con quella del vetro. Alcuni animali e tutti gli esseri umani escono dal grembo materno come il vetro fuso esce dal forno di cottura. Tutti possono essere modellati, curvati e formati con un sorprendente grado di libertà.”

I due materiali sono modellati descrivendo parti e insiemi di corpi umani e animali che sono, da una parte, mantenuti nella loro naturalezza cromatica, dall’altra sono dipinti col blu tipico della penna a sfera Bic, da anni usata da Fabre per raccontare l’Ora Blu, il momento crepuscolare in cui avviene il passaggio tra notte e giorno o viceversa e punto di confine e di mutamento del tempo naturale.
Fabre pone al centro della propria poetica la dialettica tra ossa e vetro come parallelismo dei contrasti tra la durezza e la fragilità, l’opacità e la trasparenza, l’ombra e la luce, il tangibile e l’intangibile, la vita e la morte: la sua arte ruota attorno all’instabile stato della metamorfosi e ai cambiamenti connessi al flusso esistenziale, vetro ed ossa, mostrano la fragilità e la precarietà umana.

Jan Fabre, Canoe, 1991, murano glass, animal and human bones, Bic ink, polymeers behind from left to right, 177.5x638.3x220 cm

Jan Fabre, Canoe, 1991, murano glass, animal and human bones, Bic ink, polymeers behind from left to right, 177.5×638.3×220 cm

Fabre si è sempre confrontato con questi due materiali fin dal 1977 quando realizzò The Pacifier, un ciucciotto realizzato in osso, ma avvolto da schegge di vetro che non vanificano pericolosamente l’uso. Di vetro e ossa umane era anche l’altare primitivo di The Future Merciful Vagina and Phallus del 2011, sulla cui sommità aveva posto un osso pelvico e un fallo. Le ossa per Fabre si associano inequivocabilmente alla morte: ricordiamo la Pietas (presentata durante la Biennale d’Arte del 2011 alla Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia), una riproduzione in scala reale della Pietà di Michelangelo in cui, però, aveva sostituito il volto della Madonna con un teschio quale immagine chiara della morte.

Jan Fabre. Glass and bone sculptures 1977-2017
Evento Collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
a cura di Giacinto Di Pietrantonio (direttore GAMeC, Bergamo), Katerina Koskina (direttore EMST, Atene), Dimitri Ozerkov (responsabile del Dipartimento di Arte Contemporanea del The State Hermitage Museum, San Pietroburgo)
promossa dalla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
in collaborazione con EMST – National Museum of Contemporary Art di Atene e The State Hermitage Museum di San Pietroburgo
catalogo Forma edizioni 

13 maggio – 26 novembre 2017

Abbazia di San Gregorio
Dorsoduro 172, Venezia

Orari: tutti i giorni 11.00-19.00
Ingresso libero

Info: www.labiennale.org

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •