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ATLANTE DELL’ARTE CONTEMPORANEA 2020 | DE AGOSTINI

di LORELLA GIUDICI

Fresco di stampa e con un bellissimo Achrome di Piero Manzoni in copertina, è arrivato in tutte le librerie l’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da De Agostini e sostenuto dalla società Start Group. Con il coordinamento scientifico di Daniele Radini Tedeschi e di Stefania Pieralice, il volume è un utile veicolo di consultazione dell’arte italiana degli ultimi settant’anni, ma anche un valido strumento comparativo per esplorarne i valori commerciali.

Atlante dell’Arte Contemporanea, De Agostini (copertina)

Il tomo si apre infatti con una sezione dedicata agli indici di mercato, corredata da griglie che indagano fascia, frequenza, trend e plusvalenza di ogni artista, oltre che da un giudizio di tecnici ed esperti che tiene conto delle quotazioni, della storicizzazione e del percorso scientifico di ciascuno. Più che un dizionario potremmo definirlo uno strumento di arteconomy che esplora i rapporti tra arte e finanza, collezionismo e mercato. Nell’era del digitale ha ancora senso stampare un monumentale tomo di mille pagine e di cinque chili? Forse sì, perché “L’Atlante opera su due fronti – spiega Radini Tedeschi – da un lato procede ad una mappatura del territorio italiano per ciò che riguarda gli artisti più significativi operanti tra il 1950 e il 2019, classificati in base alla loro Regione di nascita; dall’altro è uno strumento per narrare un racconto globale. In merito a tale ultimo aspetto, in un momento così delicato e stagnante che stiamo vivendo, il volume tende alla valorizzazione del linguaggio artistico italiano nel mondo prospettando un ritratto flessibile, vitale, aperto al dialogo anche con i mercati esteri, perché nella nostra penisola c’è una cultura viva e vibrante che va talvolta riscoperta e talaltra rivalutata”.
In altre parole, tutto il materiale è raccolto in un pratico glossario che conta 800 artisti, suddivisi per regione, con nomi che vanno da Remo Bianco a Giorgio De Chirico, da Giacomo Balla a Ettore Spalletti, da Umberto Lilloni a Vanessa Beecroft, Marzia Migliora, Francesco Vezzoli, Roberto Cuoghi. Ogni voce è corredata da una breve biografia, ma soprattutto è inquadrata dal punto di vista espressivo, espositivo e di quotazione. In questa panoramica sono, però, esclusi Boccioni e Modigliani (a quest’ultimo viene comunque dedicato un omaggio per i cento anni della morte), perché scomparsi prima del 1950, ma sono ben rappresentati i protagonisti del minimalismo, del concettuale, dell’arte povera fino alle ultime tendenze.

Daniele Radini Tedeschi

Ci sono anche Mario Schifano e Jannis Kounellis che, pur non essendo nati in Italia (il primo in Libia, il secondo in Grecia), hanno vissuto e lavorato per tutta la vita nel Bel Paese, come è stato anche per Fontana, de Chirico e Campigli. Ci sono le nuove generazioni che hanno ottenuto successi alla Biennale di Venezia o a Documenta e i protagonisti più recenti di un panorama sempre più variegato e globalizzato, in cui trovano posto dissacrazioni e provocazioni (un esempio su tutti Comedian di Maurizio Cattelan venduta per 120 mila dollari all’Art Basel di Miami).
Grande attenzione è data ai mercati orientali con le più importanti case d’Asta di Hong Kong e alle gallerie che in Italia fanno tendenza e hanno un respiro internazionale, ad esempio Massimo De Carlo, Lia Rumma, A Arte Invernizzi, Raffaella Cortese, Massimo Minini, Galleria d’Arte Maggiore g.a.m, Galleria dello Scudo, P420, T293, Studio Trisorio.
Insomma, una mappatura dalla visione ampia e dettagliata, per gli esperti di settore e per gli appassionati d’arte, che vuole essere più che un censimento del passato uno strumento per il futuro, per muoversi con più consapevolezza in un mondo che non ha confini rigidi né creativi né economici né geografici.

Titolo: Atlante dell’Arte Contemporanea 2020

Autori: AA.VV.

Coordinamento scientifico: Stefania Pieralice, Daniele Radini Tedeschi

Anno: 2020

Pagine: 1000

Prezzo: Euro 95.00

ISBN: 9788851171834

Editore: De Agostini

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