TORINO | Gagliardi e Domke | 15 ottobre – 27 novembre 2026
300km/h. Un titolo che rimanda immediatamente alle prestazioni di bolidi che hanno saturato l’immaginario collettivo connesso alla velocità da oltre cent’anni. La lettura però può essere più articolata e complessa. La velocità attraversa e permea per più di un secolo la città di Torino. Dalle prime carrozze alle più sofisticate fuoriserie l’auto è stata per tredici decenni motore, o cuore pulsante, della vita industriale di Torino e della sua tempra. Un fenomeno che, mentre vedeva crescere schiere di designer, non poteva lasciare indifferenti gli artisti e al tempo stesso non poteva non interessare i sociologi. Dalle prime polverose corse sui viali del Valentino fino alla problematica saturazione delle strade, l’auto è nata ed è stata forgiata nel fuoco e col ferro nelle ferriere e da schiere di battilastra.

Battilastra, un nome, un lavoro, che è stato riposto troppo velocemente nel cassetto dei ricordi. Un lavoro che veniva fatto con passione. Ricordo di aver lavorato ad una campagna istituzionale per la Fiat alcuni decenni fa e di aver incontrato alcuni anziani battilastra che potevano sostenere di essere in grado di riconoscere per strada, con lo sguardo, al tatto, un’auto modellata dalle loro mani!
Battilastra: incominciamo col dire che 300km/h è una mostra proprio dedicata a loro. Andrea di Buduo, artista, car designer, in simbiosi con un gruppo di battilastra appassionati ha realizzato un’autentica opera d’arte: Eterea, un’auto interamente customizzata, un pezzo unico, insomma, fatto interamente a mano. E ci sono delle fasi, prima della conclusione del manufatto, che, nel trovarci di fronte ad un semilavorato, viene spontanea la domanda: ma non è forse un’opera d’arte, questa? Se lo è sicuramente chiesto Di Buduo, mi auguro che arriviate anche voi alla stessa conclusione nel visitare la mostra.
A parte questo, Eterea è così tanto opera d’arte che meritava di essere presentata nel contesto di una mostra arricchita dal contributo di opere di altri artisti famosi, nasce così 300km/h. Vediamo chi sono e, sinteticamente, alcune delle opere che presentano:
Enzo Isaia, fotografo, presenta una nutrita serie di fotografie analogiche delle auto più iconiche mai esistite: le Ferrari. Enzo è stato un fotografo tanto grande, in particolare sulle auto, da aver avuto il privilegio di lavorare sulle rosse per un ventennio. Se incontrate Isaia in mostra, fatevi raccontare com’era possibile realizzare certe foto ai tempi in cui Photoshop non era ancora nato.
Fabio Viale, scultore, si concentra sugli pneumatici, il Pzero della Formula1, o, con Stele, sulle impronte che gli pneumatici lasciano al loro passaggio. Se vi viene il dubbio che con questo l’artista esalti le “sgommate”, una pratica non benefica per la natura, subito vi ricrederete vedendo due pneumatici intrecciati a mo’ di Infinito, resi quindi inabili a sgommare per il resto della vita. Dimenticavo: molti conoscono Viale, per chi non lo conoscesse, si tratta di opere in marmo.

Rimanendo nell’ambito della scultura, merita un’attenzione particolare Mario Giansone, artista che ha solcato il Novecento e a cui è stato dedicato l’omonimo Museo, inaugurato ad aprile 2026 a Sant’Ambrogio di Torino. In mostra, vengono presentate tre opere. La Curva di Lesmo – Macchine in pista, una delle testimonianze più emblematiche del fascino che la velocità e le innovazioni tecnologiche esercitavano sull’artista. Un vero e proprio omaggio alla curva più iconica tra i circuiti di Formula 1. Giansone non poteva poi ignorare Montecarlo: ritroviamo così un’inconsueta inquadratura delle vetture in pista in una xilografia che restituisce tutta la frenesia dei piloti nel farsi strada. Quest’amore per la tecnologia e la velocità spinge infine l’artista ad adagiare il suo sguardo sul filante jet militare, un F104 realizzato in pietra.
C’è poi un video di Richi Ferrero, poliedrico artista torinese, che presenta fra le fiamme di una fucina, gli Uomini blu (gli operai Fiat?), perché un po’ di retorica – ma anche di critica – sulla fabbrica, che è il ventre da cui nasce l’auto, in questa mostra non ci sta male. Ma Richi, che spesso realizza grandi opere ambientali, ci ricorda con un mockup un Cancello Futurista ispirato a Depero realizzato per un palazzo del centro di Torino
Progettata come se fosse un cuneo predisposto per fendere l’aria, la X19 Bertone è diventata qui un’opera d’arte: Autoportrait l’auto della coppia di artisti Glaser/Kunz. Loro si ritraggono all’interno dell’auto mentre si pongono una serie di domande filosofiche, o, a volte, solo prosaiche. Su Autoportrait c’è un’aneddotica piuttosto ricca, ne parleremo a voce. (Testo di Pietro Gagliardi)
300km/h
Mario Giansone, Enzo Isaia, Glaser/Kunz, Fabio Viale
15 ottobre – 27 novembre 2026
Inaugurazione 15 ottobre 2026 ore 18.00-21.00
Gagliardi e Domke
Via Cervino 16, Torino
Orari: martedì/venerdì ore 15.30 – 19.30
Info: +39 011 19700031
info@gagliardiedomke.it
www.gagliardiedomke.com



