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BOLOGNA | Spazio Testoni | 26 gennaio – 29 marzo 2018

Intervista a MATARO da VERGATO di Corinna Conci

Galassie umane: oggetti dell’universo tenuti insieme dalla forza di gravità per produrre oggetti preziosi. Stelle che creano monili. Il corpo è inestimabile, materiale con il quale costruire gioielli. Le opere di Royal Eros spingono la curiosità a sondare minuscole figure dotate di una specie di omotetia interna, la quale parrebbe muoversi. Si iniziano così a percepire quelle vertigini che attraggono nel sempre più piccolo, che si amplificano svelando altre soglie di realtà, altri mondi che contengono mondi. Con questa grammatica precisa Stefano Armati in arte Mataro da Vergato, dopo varie esperienze artistiche come performer si conferma personalità di rilievo della pittura digitale, continuando la sua personale ricerca. Utilizzando immagini microscopiche di esseri umani come fossero cellule, l’artista modifica la costituzione delle cose trasformandole da oggetti non viventi in oggetti che prendono vita.

Mataro da Vergato, Queen Brocheros pearls, Intervento digitale su immagini digitali di corpi e stampa Lambda su carta, cm 100x100 (ed.di 3+AP) cm 80x80 (ed.di 3+AP), 2017

Mataro da Vergato, Queen Brocheros pearls, Intervento digitale su immagini digitali di corpi e stampa Lambda su carta, cm 100×100 (ed.di 3+AP) cm 80×80 (ed.di 3+AP), 2017

Come scrive la curatrice Isabella Falbo nel testo critico Royal Eros. Il corpo digitale dell’amore profano tratto dal catalogo della mostra che apre questa sera da Spazio Testoni a Bologna:

“Composto da venticinque opere realizzate con la tecnica della pittura digitale, questo progetto ha richiesto tempi di elaborazione molto lunghi – dal 2008 al 2018 – e il recupero di una meticolosa artigianalità in dialogo con l’innovazione della tecnica. Con Royal Eros Mataro da Vergato prosegue la sua ricerca sul corpo inteso come scultura, come architettura, come Arte. (…) In questa mostra il corpo-performativo, catturato dalla fotografia per rientrare all’interno dello spazio bidimensionale del quadro, è nuovamente utilizzato come elemento costruttivo: un bio-tassello dal naturalismo analitico ad altissima definizione, reiterato per creare motivi geometrici e decorativi, che compongono gioielli preziosi dalla grande forza icastica e di straordinaria qualità… “

Royal Eros (amore regale) nasce da un percorso di gestazione di dieci anni, dove il focus centrale delle opere è l’oggetto “gioiello”. Ci racconta le tappe di questo processo creativo?
La mostra è nata ad hoc terminata l’intera serie dei gioielli. Da anni con Paola Veronesi, titolare della galleria Spazio Testoni di Bologna, si pensava che una volta ultimato il progetto sarebbe stato bello fare una seconda mostra sempre nel suo spazio che aveva già ospitato con grande successo di pubblico la prima mostra del genere, Holy Eros. Dunque la mostra Royal Eros ( Il corpo regale) nel 2018 è il seguito della mostra Holy Eros( il corpo sacrale) del 2008. Nell’Holy Eros i corpi nudi componevano oggetti sacri della liturgia cattolica o reliquie di qualche museo del duomo, mentre nel Royal Eros compongono i gioielli preziosi di un ipotetico museo della corona.

Entrambi questi progetti sono costituiti da opere create sulle linee del corpo umano. Quale accezione attribuisce alla nudità e al valore estetico della bellezza?Queste opere sono formate da linee umane che danzano una coreografia sospesa e bidimensionale, dove il corpo perde la propria identità di soggetto per diventare oggetto e quindi altro da sé. Attribuisco alla nudità e alla bellezza un grandissimo valore che più che estetico, é morale. Il corpo per me è soprattutto lo scrigno naturale e prezioso che custodisce l’anima e la vita stessa. Senza il corpo non ci sarebbe storia umana ed è nella bellezza fisica che la natura si esalta e ci emoziona.Il corpo è l’unico regno che ognuno di noi possiede e può governare. Senza il corpo non esisteremmo e nemmeno i nostri pensieri e le nostre idee. Come artista e come uomo riconosco certamente il valore estetico alla bellezza fisica tout court ma mi seduce quando non é fine a se stessa, nella vita come nell’arte.

Mataro da Vergato, Anelleros emerald, Intervento digitale su immagini digitali di corpi e stampa Lambda su carta, cm 100x100 (ed.di 3+AP) - cm.50x50 (ed.di 3+AP), 2017

Mataro da Vergato, Anelleros emerald,
Intervento digitale su immagini digitali di corpi e stampa Lambda su carta, cm 100×100 (ed.di 3+AP) – cm.50×50 (ed.di 3+AP), 2017

In Royal Eros quale ruolo ricopre il potere, concetto che emerge dalle opere e in primis dalle corone?
Il potere ha un ruolo fondamentale in questo progetto, anzi direi che è protagonista. Se in Holy Eros dominava il potere/sacro, in Royal Eros domina il potere/profano. I corpi umani che compongono i gioielli rappresentano non solo l’estetica dell’oggetto prezioso, quali le corone regali simbolo per eccellenza del potere, ma anche il suo opposto: la schiavitù, la miseria e lo sfruttamento dell’uomo e del suo corpo da parte del potere. Penso alle moltitudini di esseri umani senza storia né identità (un po’ come i miei corpi/mattone) sparsi nel mondo e che cedono per pochi soldi il loro corpo per lavori massacranti e disumani (pensiamo ai minatori e ai cercatori di preziosi così mirabilmente immortalati da Salgado nei suoi meravigliosi scatti delle miniere brasiliane) per dar vita con le loro fatiche, che spesso li portano alla morte, alla bellezza estetica della ricchezza di cui si appropria e si adorna il potere economico, politico e religioso. Noi artisti, che viviamo in una specie di limbo sociale, diventiamo spesso gli intermediari e i complici di questo percorso dalle stalle alle stelle e come alchimisti reporter documentiamo e trasformiamo il metallo bruto di quelle fatiche e di quel sudore nelle dorate e scintillanti manifatture delle opere d’arte, simboli del potere.

Dal titolo della mostra emerge l’Eros, che rappresenta l’amore e la vita. Nel suo immaginario quale rapporto c’è con Thanatos?
Da sempre nella mia poetica artistica e di conseguenza nei miei lavori gli opposti convivono e quindi anche nel Royal Eros: l’Eros é corpo e il Thanatos é Royal.
Per me il maschile =Thanatos/ morte, il femminile = Eros/ vita. Nel Royal Eros il Thanatos è rappresentato non solo dagli oggetti del potere maschile e della vanitas femminile ma é sottolineato anche dal fatto che tutti gli oggetti sono creati e composti da nudi maschili, a ricordarci che il potere in questo mondo è e resta totalmente maschile e patriarcale.

Mataro da Vergato. Royal Eros
a cura di Isabella Falbo
catalogo Royal Eros con testi di Mataro da Vergato, Isabella Falbo e Alberto Giulio Gioia. La mostra è segnalata da Art City – Arte Fiera e fa parte degli eventi di Art City White Night.

26 gennaio – 29 marzo 2018
Inaugurazione venerdì
26 gennaio 2018 ore 20.30 – 22.30

Spazio testoni
Via D’Azeglio 50, Bologna

Orari: dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00
sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00
domenica, lunedì e altri orari su appuntamento

Aperture straordinarie:
venerdì 2 febbraio 10.00-20.00

sabato 3 febbraio 10.00-20.00 – 20.30-24.00 Art City White Night
domenica 4 febbraio  10.00-20.00

Info: +39 051371272 – 051580988
+39 3356570830
info@spaziotestoni.it
www.spaziotestoni.it  

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