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RIMINI | GALLERIA ZAMAGNI | 8 ottobre – 12 novembre 2022

Nell’anno del centenario della nascita, quattro artisti rendono omaggio al grande intellettuale nella mostra Golpe. Io so dedicato a Pier Paolo Pasolini a cura di Massimo Mattioli e inaugurata in occasione della 18. Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

Un uomo dal pensiero corsaro, che ha visto in questi mesi una nazione ammirare la sua arte e la sua personalità celebrate attraverso mostre ed eventi in tutta Italia. Quello che resta un campo ancora da esplorare nella sua complessità è l’influenza avuta dal suo approccio libertario ed emancipato sulle generazioni di creativi che di questo si sono nutriti.
È questo ciò cui si propone di dare un contributo la mostra Golpe. Io so dedicato a Pier Paolo Pasolini, che individua decisivi segnali nell’opera di quattro artisti italiani attivi su diversi medium espressivi.
Elena Bellantoni, Davide Dormino, Rocco Dubbini, Giovanni Gaggia accendono un nuovo sguardo sul poeta nella mostra curata da Massimo Mattioli in programma alla Galleria Zamagni di Rimini dall’8 ottobre al 12 novembre.

Giovanni Gaggia, 1998, particolare dell’opera courtesy Gianluca Terenzi

Elemento cardine della lezione pasoliniana è l’anelito e la convinta pratica della LIBERTÀ, vissuta dallo scrittore e giornalista come elemento imprescindibile dell’esistenza, da difendere anche a costo dell’ostracismo culturale e politico, di ostacoli posti alla circolazione e all’accettazione delle sue idee e delle sue opere, fino alle sofferenze personali e alla morte.
Il titolo stesso del progetto, ideato dagli artisti Giovanni Gaggia e Rocco Dubbini e curato da Massimo Mattioli, trae spunto da un celebre articolo di Pasolini pubblicato sul Corriere della Sera, nel quale egli stracciava i veli d’ipocrisia su certe verità nascoste dietro a drammi che hanno segnato la storia italiana nei difficili anni 70. Con ciò rivendicando la propria incomprimibile libertà d’intellettuale, ma al tempo stesso inimicandosi larga parte dell’opinione pubblica e delle sfere politiche nazionali.

Rocco Dubbini e Giovanni Gaggia, Golpe, 2022

E Golpe è anche il titolo dell’opera che per certi versi riassume il senso profondo del progetto espositivo, creata a quattro mani da Dubbini e Gaggia, che in questo omaggio evocano il ruolo della Marina Militare, che secondo molti pensatori si fece emblema libertario negando il proprio appoggio al Golpe Borghese.

Elena Bellantoni, Le ceneri di Gramsci

L’indipendenza di giudizio torna in tutte le opere esposte, spesso come diretto omaggio a Pier Paolo Pasolini. Come nella fotografia Le ceneri di Gramsci, di Elena Bellantoni, nella quale l’artista si identifica nello stesso Pasolini, vestendo i suoi panni e – dove possibile – assumendo le sue sembianze per ricreare lo scenario del suo omaggio alla tomba del grande filosofo e pensatore comunista. O come nell’installazione Le sedie del biondo Tevere, di Davide Dormino, il quale recupera le sedie originali che accolsero l’ultima cena di Pasolini nella trattoria romana Biondo Tevere, nella sera in cui fu ucciso.

Davide Dormino, Le sedie del Biondo Tevere, 2013, sedie e ferro

Articolata è la presenza in mostra di Gaggia, con opere che vanno da una serie di interpretazioni pittoriche del volto dell’intellettuale a una serie di ricami, sua personale testimonianza di resistenza alla “censura” istituzionale e alla libertà compressa. E altrettanto lo è quella di Dubbini, che fra l’altro richiama lo stretto legame di Pasolini con la madre nella profonda installazione Mantra.

Rocco Dubbini, Mantra

La mostra è accompagnata dal catalogo NFC edizioni, con testi del curatore Massimo Mattioli.

Golpe. Io so dedicato a Pier Paolo Pasolini
Un progetto di Giovanni Gaggia e Rocco Dubbini
a cura di Massimo Mattioli

8 ottobre – 12 novembre 2022
Vernice sabato 8 ottobre 2022 dalle 18

Zamagni Galleria d’arte
Via Dante Alighieri 29-31, Rimini

Orari: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19

Info: www.zamagniarte.it

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