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Scuola dei Mercanti – Campo Madonna dell’Orto
The Emergence of the Pop Imagist

Intervista a Jonathan LeVine e Giovanni Bonelli di Igor Zanti

La mostra The Emergence of the Pop Imagist, organizzata dal gallerista newyorkese  Jonathan LeVine e da Giovanni Bonelli – che verrà inaugurata a Venezia alla Scuola dei Mercanti, il 2 giugno, in concomitanza con la 54° Biennale – sarà, sotto certi aspetti, un evento epocale, poiché, per la prima volta, viene presentata in Italia, in una dimensione istituzionale, una selezione dei più interessanti artisti pop surrealist.
I tempi sono ormai maturi per poter proporre questo tipo di cultura anche sul non facile palcoscenico del contemporaneo italiano, che dimostra ancora, sebbene in diluizione, alcune perplessità rispetto a questa nuova via di concepire l’arte.
The Emergence of  the Pop Imagist suggella pubblicamente il sodalizio tra la galleria Bonelli e la galleria LeVine, sodalizio che si è dimostrato prezioso per la promozione del lavoro di Nicola Verlato e Fulvio Di Piazza nel panorama artistico newyorkese, e per la diffusione, lo studio, la conoscenza della cultura pop surrealist nella nostra penisola…


Igor Zanti: The Emergence of the POP Imagist è la prima mostra istituzionale che presenta in Italia artisti pop surrealist. Come è nata l’idea del progetto?
Giovanni Bonelli: Ho incontrato Jonathan LeVine durante la partecipazione a diverse fiere all’estero e, attraverso di lui, mi sono avvicinato per la prima volta al movimento artistico del pop-surrealism, di cui è a livello mondiale il principale sostenitore. In seguito alla mostra Three-Handed (primavera, 2010) a cui parteciparono Fulvio Di Piazza e Nicola Verlato, assieme ad Eric White, io e Jonathan abbiamo iniziato a pensare concretamente ad una presentazione “ufficiale” del movimento del pop-surrealismo underground in contesto italiano. Sebbene l’idea dell’arte underground o low-brow sia ben definita e riconosciuta a livello mondiale, credo che la mostra The Emergence of the POP Imagist possa rappresentare uno step importante per l’evoluzione del movimento artistico, anche per il luogo – Venezia – e il momento scelto per la mostra – durante la 54. Biennale.
Jonathan LeVine: Conosco Giovanni Bonelli da alcuni anni, ci siamo incontrati diverse volte a fiere d’arte di New York City e Miami. Siamo diventati amici ed abbiamo cominciato a lavorare insieme con alcuni artisti italiani come Nicola Verlato, Fulvio di Piazza e Marco Mazzoni. Da circa due anni progettavamo di fare una mostra come questa, e quando Giovanni mi ha fatto la proposta di organizzare una esposizione durante la Biennale sono stato subito felicissimo di collaborare.

Che reazione vi aspettate dalla mostra di Venezia?
G.B.: Ci auguriamo che la mostra possa attirare l’attenzione di molte persone interessate all’arte in generale, ma soprattutto che possa attrarre persone giovani, perché l’arte presentata in The Emergence of the POP Imagist si rivolge soprattutto a loro. Gli artisti presentati vivono pienamente le nuove tecnologie; gli strumenti attraverso i quali comunicano tutti i giorni la loro arte sono i new media, i social networks, youtube, i twitt e i blog. La loro arte è rivolta, quindi, alle nuove generazioni e speriamo che in futuro questo possa creare un nuovo tipo di collezionista.
J.L.: Cerco di non aspettarmi troppo ma spero che un pubblico internazionale possa
visitare la mostra e possa apprezzare questo movimento.

Alcuni artisti presentati in mostra sono molto conosciuti altri meno e sono alla loro prima esposizione in Italia, come è avvenuta la selezione e cosa è stato privilegiato?
GB: La selezione degli artisti è nata in modo abbastanza naturale, nel senso che tre artisti italiani con cui lavoro – Di Piazza, Mazzoni e Verlato – avevano già esposto alla LeVine Gallery. Per quanto riguarda gli artisti stranieri, Jonathan ha fatto il resto.
JL: La maggior parte degli artisti in mostra sono gli artisti con cui lavoro. Sento che rappresentano il meglio del tipo di lavoro che porto avanti da anni.

Che differenze si trovano nel presentare artisti pop surrealisti in Italia piuttosto che negli States? E che differente risposta c’è relativamente al collezionismo ed alla critica?
G.B.: In questa mostra, credo si possa notare un punto di congiunzione tra due importanti movimenti artistici. Il percorso della galleria Bonelli Arte, infatti, è da tempo concentrato sulla figurazione nella pittura.
Alcuni artisti italiani sono riusciti a combinare elementi tipici della figurazione con elementi pop e fantastici, e si stanno ritagliando uno spazio nel panorama pop-underground americano. L’interesse è per artisti che sanno rielaborare la loro esperienza personale facendo propri lo spirito stesso all’origine del movimento americano.
La mostra The Emergence of the POP Imagist vuole essere l’occasione per far incontrare artisti provenienti da contesti ed esperienze diverse, ma con interessanti punti di contatto nello scenario artistico internazionale.
J.L.: Il pop surrealism, che nasce negli Sati Uniti, è un movimento relativamente nuovo per l’Italia, anche se negli ultimi anni si sta progressivamente facendo conoscere in tutto il mondo.
Credo che in Italia si recepisca questo movimento meglio che in altri paesi europei perché vi è di base una forte cultura figurativa.
Sebbene buona parte del collezionismo legato al pop surrealism sia statunitense mi sembra che in Italia si prenda piuttosto sul serio questo movimento.

La mostra in breve:
2 giugno – 15 settembre 2011
The Emergence of the Pop Imagist
A cura di Jonathan LeVine e Giovanni Bonelli
in collaborazione con Jonathan LeVine Gallery e Bonelli ArteContemporanea
catalogo vanillaedizioni
Scuola dei Mercanti
Campo Madonna dell’Orto, Cannaregio – Venezia
Info: +39 331 8407444
www.bonelliarte.com
www.jonathanlevinegallery.com

Inaugurazione giovedì 2 giugno ore 18.00
Ingresso libero
Orari di apertura: lunedì chiuso / da martedì a domenica 10.30 – 13.00 | 15.30 – 19.00

Artisti in mostra:
Esao Andrews, Van Arno, Gary Baseman, Ray Caesar, The Clayton Brothers, Fulvio Di Piazza, Ron English, Natalia Fabia, Sam Gibbons, Doze Green, Alex Gross, Jim Houser, Mario Martinez (Mars – 1), Marco Mazzoni,Tara McPherson, Scott Musgrove, Erik Mark Sandberg, Joe Sorren, Jeff Soto, Nicola Verlato, Dan Witz, WK Interact

Dall’alto:
Nicola Verlato, “IF”, 2011, olio su pannello, cm 91,5×122
Gary Baseman, “Imaginary Walls 1”, 2011, acrilico su tela, cm 45,7×61
Van Arno, “Marie Antoinette – Héroïne de l’affaire de  la Ménagerie”, 2011, olio su tela, cm 91,5×122


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