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Maravee Ludo | sedi varie | 29 ottobre – 26 marzo 2016

Intervista a SABRINA ZANNIER di Silvia Conta

Daniel Gonzalez, FL 35, CK Flowerpot Antidepressant, 2012-2015, Paillettes cucite su tela, ferro, smalto , 24 x 17 x 10 cm, Courtesy Galleria Studio La Città, Verona

Daniel Gonzalez, FL 35, CK Flowerpot Antidepressant, 2012-2015, Paillettes cucite su tela, ferro, smalto ,
24 x 17 x 10 cm, Courtesy Galleria Studio La Città, Verona

Quindici edizioni di una kermesse che, dal 2002 ad oggi, si è progressivamente ampliata fino a diventare oggetto d’interesse accademico: Festival Maravee scommette su nuove modalità di riscoprire la meraviglia nella quotidianità. In otto mesi di fitta programmazione, attraverso arti visive, teatro e danza prenderà vita una sfaccettata e frizzante riflessione sul gioco come prezioso aspetto della vita, da rivalutare nella sua genuinità e per il suo potenziale come insolito punto di vista sull’esistenza.

Il Festival Maravee giunge alla sua quindicesima edizione, cosa è cambiato in questo lungo viaggio? Da chi è costituito il team di Maravee?
Il progetto è nato nel 2002 con l’intento di portare l’arte contemporanea a un pubblico più ampio sviluppando il concetto di “messa in scena emozionale” tratto dall’idea di “meraviglia” contenuta in ciò che il sociologo francese Michel Maffesoli definisce come il “reincantamento del mondo”.
Concept e format sono gli stessi, perché nel monitoraggio di ogni edizione abbiamo raccolto consensi di pubblico e critica creando attese ed entusiasmi.
Il cambiamento è avvenuto in merito alla logistica – che nel 2010 con la partnership dell’azienda Gervasoni ci ha visto approdare al Castello di Susans – e alle nuove collaborazioni istituzionali e scientifiche, registrando una costante crescita qualitativa e quantitativa delle proposte, tanto da virare il progetto da “rassegna” a “Festival”. Anche grazie al congiunto lavoro del team composto da Belinda De Vito per il progetto degli allestimenti, Patrizio De Mattio della DM+B&Associati per l’immagine coordinata, Altrementi per il sito web, Entract Multimedia e Digitalight per la realizzazione degli allestimenti; Samantha Punis e Giovanna Felluga dell’AtemporaryStudio per l’ufficio stampa.

Maravee Corpus 2014, videomapping Liceo Sello. Foto: Renato Patat

Maravee Corpus 2014, videomapping Liceo Sello. Foto: Renato Patat

Come dichiara il sottotitolo di Maravee Ludo – “Il gioco in arte, teatro e danza, piattaforma della vita tra regole e volo libero” – gli eventi di quest’anno saranno dedicati al gioco, da dove arriva questa ispirazione? Perché pensate che sia importante dare spazio a questa tematica?
Il tema di ogni edizione nasce come sviluppo ideativo e progettuale dell’anno precedente. Dopo aver affrontato – con Maravee Therapy 2015 – il tema della salute che si versa nel “bellessere”, Maravee Ludo guarda alla persona che, nell’equilibrio fra corpo e mente, affronta i modus vivendi radicati nelle simbologie e nei meccanismi relazionali del gioco, tesi tra norme da rispettare e libertà espressivo-creativa. Seppur in modo “leggero” e all’insegna del divertissement, il gioco afferma quindi il sapore vero della vita quotidiana collettivamente condivisa, della quale Maravee si occupa sin dalla prima edizione.
Facendo leva sulla più nota analisi antropologica del gioco, quella di Johan Huizinga, Maravee Ludo approda al concetto filosofico di “gioco come simbolo del mondo”. E, a suon di simboli, suddivide le ambientazioni scenografiche di videoinstallazioni, sculture, dipinti e performance nelle quattro categorie individuate dal sociologo Roger Caillos per classificare i giochi: Competizione, Azzardo, Simulacro, Vertigine.

Anna Galtarossa, Fantasma verde, 2012, Metallo, parrucca, lana, carta, fiori artificiali, farfalle, scopa, feltro, rami, piume, braccialetti, glitter, corda, motore, 190 x 75 x 80 cm, Courtesy Galleria Studio La Città, Verona

Anna Galtarossa, Fantasma verde, 2012, Metallo, parrucca, lana, carta, fiori artificiali, farfalle, scopa, feltro,
rami, piume, braccialetti, glitter, corda, motore, 190 x 75 x 80 cm, Courtesy Galleria Studio La Città, Verona.

11 location e 8 mesi di programmazione: da dove nasce la scelta di una serie di proposte così sfaccettata, che va dalle arti visive allo spettacolo e così estesa nel tempo?
La scelta è radicata nella natura stessa di questo Festival, che ha scommesso sull’apertura dell’arte visiva a un pubblico più ampio proprio affiancandovi i linguaggi dello spettacolo (danza, teatro, musica), tutti posti sulla medesima piattaforma tematica per risuonare all’unisono nella stessa coralità progettuale.
La più nutrita programmazione di quest’anno è frutto della nuova partnership con il Comune di Lignano Sabbiadoro e dell’interesse accademico nei confronti di questo progetto, considerato una case history nell’ambito della progettualità espositiva, che ci hanno portato agli incontri previsti al Politecnico di Milano e all’Università di Bologna.

Gli eventi si svolgeranno in molte località del Friuli, da dove arriva la scelta di una dislocazione geografica di questo genere? Che rapporto avete instaurato, nel tempo, con il territorio, i suoi operatori, con le istituzioni e con la popolazione?
In questi anni il progetto si è radicato profondamente sul territorio, prima di tutto attraverso le risposte del pubblico e dei media, che si sono moltiplicate nel tempo acutizzando anche le attenzioni delle Istituzioni e dei privati entrati a far parte di Maravee proprio per la sua riconoscibilità. Il rapporto con la popolazione, coltivato con mirate visite guidate e un’incalzante e fresca comunicazione, è quello che offre il reale bilancio di un Festival. Le maggiori soddisfazioni arrivano dalle persone del territorio che mi chiedono informazioni sulla prossima edizione… oppure dalle corriere che giungono dall’estero a visitare le mostre in Castello.

Michelangelo Bastiani, Giverny V, 2013, videoproiezione interattiva. Courtesy: Aria Art Gallery

Michelangelo Bastiani, Giverny V, 2013, videoproiezione interattiva. Courtesy: Aria Art Gallery

Nella programmazione avranno spazio ben 8 artisti di arti visive. Qual è il denominatore comune nelle rispettive ricerche che ha portato al loro invito a Maravee Ludo?
L’aspetto ludico, inscritto in una o più delle categorie individuate da Caillos, unito alla capacità di sollecitare la partecipazione dello spettatore. Michelangelo Bastiani mette in scena il gioco come “vertigine”, perché le sue videoproiezioni interattive e i suoi ologrammi stimolano nello spettatore una sorta di abbandono all’ebbrezza attraverso il movimento azionato dall’intervento sull’opera. Luca Sulezu affronta il gioco come mimesi, laddove i dipinti di gonfiabili da spiaggia o palloncini/effige di pupazzi appaiono più veri del vero. Ancora mimesi con Giovanna Ricotta, in un gioco di sensualità che attiva anche una relazione competitiva e sottilmente ironica fra sport e cibo. Con il diorama performativo di Mauro Ceolin, la competizione tra corpo umano e corpo animale si gioca tra immagine, danza, videogioco e natura, mentre Marc Chiat conferisce allo spettatore il primato da giocatore facendolo interagire con immagini performative di ragazzi sullo skate. Con Anna Galtarossa approdiamo al gioco inteso come azzardo che trasla materiali disparati in altro da sé. Ancora mimesi, ma anche vertigine dei sensi, nelle opere di Daniel González, in cui i packaging dei prodotti-icona si vestono di paillettes e diventano altro da sé. Con Lorena Matic il gioco si fa interattivo nel corso dello shooting fotografico dove l’effigiato viene coinvolto in un’indagine sociologica sul gioco come memoria d’infanzia radicato nella cultura di diversi Paesi.

Luca Suelzu, ABRACADABRA 1, 2015, 90x60, oilo su tela, Courtesy dell’artista

Luca Suelzu, ABRACADABRA 1, 2015, 90×60, oilo su tela, Courtesy dell’artista

Maravee Ludo – prossimi eventi:

Maravee Ludo
La mostra e le performance

Castello di Susans, Majano (UD)
30 ottobre – 6 novembre 2016
Inaugurazione 29 ottobre ore 18.00
La mostra, suddivisa in 4 sezioni, metterà in scena le quattro categorie in base alle quali il sociologo Roger Caillois ha classificato i giochi.
La mimesi
Opere di Luca Suelzu e Giovanna Ricotta / Performance attoriale di Claudia Contin Arlecchino e Rita Maffei / Performance interattiva di Giovanna Ricotta
L’azzardo
Opere di Anna Galtarossa / Performance di poesia sonora di Enzo Minarelli
La vertigine
Opere di Michelangelo Bastiani / Performance di danza interattiva
La competizione
Opere di Mauro Ceolin e Marc Chiat / Spettacolo su progetto di Ceolin, coordinato da Martina Tavano in collaborazione con Atelier EnidUDanza. Performer: M. Tavano, Erica Modotti, Chiara Pasqualini, Erica Mattioni, Ilaria Del Negro

Vertiginosamente
Mostra di sculture e ologrammi di Daniel González e Michelangelo Bastiani / Performance di danza-mimo di Martina Tavano
Museo Civico di Palazzo Elti, Gemona del Friuli (UD)
15 gennaio – 26 febbraio 2017
Inaugurazione 14 gennaio, ore 18.00
Mostra di sculture e ologrammi di Daniel González e Michelangelo Bastiani / Performance di danza-mimo di Martina Tavano
Questa mostra fa leva sulla categoria del gioco individuata nella vertigine intesa come perdita di lucidità nell’abbandono all’ebbrezza. Una vertigine.

La Ricreazione
Mostra di arti visive di artisti sloveni che affrontano il tema del gioco
Obalne Galerije Piran, Capodistria (SLO)
28 gennaio – 26 marzo 2017
Mostra di arti visive di artisti sloveni che affrontano il tema del gioco azionando una sottile leva ironica sulla relazione tra ricreazione come tempo di svago e ricreazione intesa come nuovo atto creativo.

Ludo Park
Percorso interattivo tra video e pittura di Michelangelo Bastiani e Luca Suelzu
Terrazza Mare, Lignano Sabbiadoro (UD)
5 – 26 febbraio 2017
Percorso interattivo tra video e pittura di Michelangelo Bastiani e Luca Suelzu.
Percorso espositivo fondato sull’interazione di un pubblico / attore / sperimentatore.

Info: www.progettomaravee.com

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