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GENOVA | sedi varie | 10 – 11 maggio 2013

Intervista a GIACOMO BAGNI di Francesca Di Giorgio

Il primo festival genovese (gratuito per chi partecipa ma anche per chi espone!) dedicato alla microeditoria e alle fanzine sta per aprire a Genova, dislocato in tre location: Giardini Luzzati con la mostra/mercato di espositori selezionati, Studio Brado e Noveinternotre, neonati atelier d’artista nel centro storico, rispettivamente presenti con il workshop di serigrafia, gratuita-non stop, (dalle 14.00 alle 18.00) e con la  mostra di un folto gruppo di illustratori italiani che ha seguito fedelmente il nome/tema del festival: Gelati.
Una due giorni creativa che mettere in dialogo e collaborazione spazi e persone che a Genova da tempo “fanno cose”.
In programma un workshop per costruire un banco serigrafico con le proprie mani o serigrafare il logo del festival (il Gelato of course!) in maniera seriale su qualsiasi supporto ci si porti da casa, la presentazione del primo numero di Gingerzine (con foto di Nuvola Ravera e Anna Positano), una selezione di espositori internazionali,  tra cui Mekanik Copulaire (Strasburgo), Lök (Bologna/Genova), Libri Finti Clandestini (Milano/Messico/Kamčatka), Celeste (Pesaro) ecc.. ecc..
Senza dimenticare i concerti organizzati da DisorderDrama, e il dj set curato da Wo Land progetto collettivo di artisti e musicisti italiani che vivono tra l’Italia e Berlino (di cui fanno parte anche i genovesi Suite Case…).
Ne parliamo con Giacomo Bagni (Bradiponauta) tra gli ideatori del progetto.

Perché “gelati” e non “noccioline” (ad esempio)…?
Potrei dirti che i gelati hanno un’infinità di gusti e colori, così come li hanno le fanzine dei diversi microeditori che partecipano al festival, ma la realtà è che ci piaceva il nome e che Tupperware era troppo lungo e difficile da ricordare. Noccioline magari lo ricicliamo per qualcos’altro…

Vista la nascita di nuovi spazi e collettivi, Genova sembra essere un terreno fertile per gli indipendenti… È così?
Sì e no. Mi spiego.
In città ci sono storicamente una grande quantità di persone, associazioni e collettivi che fanno cose, e il livello medio delle proposte è decisamente alto. Insomma, l’offerta c’è. C’è anche, e questo mi pare che in città più grandi manchi, un certo grado di supporto reciproco e di voglia di collaborare tra le diverse realtà e gli attori coinvolti nella scena culturale genovese (escludendo la parte istituzionale, che tende ad essere un po’ scollata da quel che realmente accade in città).
Quello che davvero manca è la domanda e, in una qualche misura, la capacità di crearla. Manca un pubblico che non sia quello delle piccole nicchie che ogni realtà ha saputo crearsi. Manca la curiosità di muoversi e di vedere cosa succede un po’ più in là del proprio naso. A latere ci sono sicuramente anche delle difficoltà di comunicazione di chi organizza eventi che rendono, per chi non è del giro (di qualunque giro si parli), tutto molto nascosto e molto difficile da trovare.
Più che di terreno fertile per Genova parlerei di un terreno che avrebbe tutte le qualità necessarie per esserlo, ma che ha tanto bisogno che la città tutta si accorga della necessità di concimarlo.

Bradiponauta, Lök  e DisorderDrama sono realtà anagraficamente giovani nate, appunto, anche in questo contesto. Ci racconti cosa fanno?
Lök nasce come gruppo artistico all’esterno dell’Accademia di Bologna per dar sfogo a tutta una serie di pulsioni artistiche che erano represse dall’istituzione universitaria. Attualmente il focus principale di Lök è il suo magazine di fumetti e illustrazioni, con il quale i ragazzi girano tutta Italia (e parte d’Europa) ricevendo, mi dicono, numerosi applausi e pacche sulle spalle.
Bradiponauta (che è casa mia) nasce come costola editoriale del collettivo DisorderDrama, (molto) attivo da una decina d’anni nell’organizzazione di concerti ed eventi culturali tout-court a Genova.
Mi piaceva l’idea di portare in città un po’ di cultura fanzinara, facendo vedere come è facile (ed economico) autoprodursi. Allo stesso tempo a Genova vegeta tutto un sottobosco di illustratori, narratori e artisti molto validi, a cui mi piace pensare di potere dare una mano nel guadagnare la meritata visibilità in città e, soprattutto, fuori.

Il mondo dell’autoproduzione, un tempo legato alle “sottoculture” anni ’60 e ’70, oggi invade tantissimi ambiti differenti… Tu come lo vedi?
Wow. È una domanda difficile che richiederebbe paginate e paginate di analisi (che, anche volendo, non credo sarei in grado di fare).
Mi limito a dire che l’autoproduzione è passata, per come la vedo io, dal veicolare in maniera diretta ed esplicita un messaggio di denuncia del sistema, al farlo in maniera indiretta ed implicita.
Nei ’60 e nei ’70, si autoproduceva soprattutto per far passare un messaggio anti-sistema. Oggi, generalmente, si autoproduce per dar vita a un prodotto non omologato che rispecchi i canoni estetici e qualitativi di chi lo ha prodotto. Trovo però che anche in questa sorta di ri-assorbimento all’interno del sistema produttivo, l’autoproduzione abbia mantenuto una forte valenza politica.
Fare seguendo il proprio gusto e le proprie inclinazioni (e scontando i propri errori), invece di comprare in maniera acritica è ancora, implicitamente, una denuncia forte e chiara al tipo di mondo in cui oggi viviamo. O sbaglio? (magari sbaglio eh)

In passato le fanzine mettevano in discussione i “metodi” dell’editoria tradizionale. Secondo te si possono ancora considerare media alternativi?
Assolutamente sì. Se le fanzine sono ora (soprattutto fuori dall’Italia) un mezzo editoriale riconosciuto e riconoscibile, e hanno in questo senso perso parte della loro patina alternativa, trovo mantengano ancora una forza diversa rispetto all’editoria tradizionale. Permettono maggiore libertà sia a livello di contenuti che a livello grafico e le loro tirature ridotte consentono di realizzare prodotti più curati e particolari rispetto a quelli dell’editoria classica.

Penultima domanda “difficile”: Gelati ama la carta ma come vedete chi ora investe tutto nella dimensione “e-” dell’editoria? Come vi muovete nel 2.0?
La dimensione digitale ha (e avrà sempre più) una sua rilevanza all’interno del mondo editoriale, ma ci sono cose che con i byte non si possono fare.
Credo si arriverà ad una scrematura tra quegli editori che curano in maniera particolare il loro prodotto (penso alla ISBN tra gli italiani) e quelli che si accontentano di schiaffare una foto a caso sulla copertina del loro libro stampato su cartaccia e tenuto insieme da un sottile strato di colla di bassa qualità. Uguale discorso si potrebbe fare riguardo ai contenuti.
Per quanto riguarda il mondo fanzinaro non credo che le cose cambieranno granché. La rinnovata attenzione che viene (e verrà sempre più) prestata alla qualità di quello che è su carta, non può che essere un bene per chi della qualità fa l’unico canone al quale attenersi.
Nasceranno poi sicuramente fanzine digitali (a livello di narrativa, in particolare fantascientifica, ce n’è già una discreta abbondanza), ma questo è un mondo che ruota tutto sull’amore per la carta e che su carta rimarrà.

Ma… di “Gelati” si vive?
Sarebbe bello, anche se non è proprio il nostro obiettivo. Per questa prima edizione ci siamo accontentati di fare un festival che sia il più possibile sostenibile per le nostre tasche. Contiamo di riuscire a tirar dentro qualche sponsor per le prossima edizione, ma lo scopo rimane quello di far qualcosa di bello. I soldi sono un mero mezzo per riuscirci.

IL PROGRAMMA:

Venerdì 10 maggio dalle 17.00 alle 24.00


Il festival GELATI parte venerdì 10 maggio, dalle 17.00, nella splendida cornice dei Giardini Luzzati con una mostra/mercato di espositori selezionati tra i più interessanti microeditori di tutta Italia.
 Ad allietare le orecchie degli astanti penseranno, dalle 22.00 in poi, gli Shaking Hand (genovesi, un disco in uscita con la rinomata Marsiglia Records) e i pratesi Blue Willa, in odore di consacrazione internazionale dopo la benedizione di Carla Bozulich.

Sabato 11 maggio dalle 14.00 alle 22.00
Si cambia scenario e ci si sposta presso Studio Brado, nuovissimo atelier d’artista nato nel cortile di Galleria 44 (Vico Colalanza, traversa di Via San Luca). Tra le 14.00 e le 18.00, continua la mostra/mercato e, sarà data la possibilità ai visitatori di serigrafare gratuitamente il logo GELATI su qualunque materiale decidano di portarsi da casa (magliette, strofinacci, il loro gatto).

Dalle 18.00 in poi ci si ritrova presso Noveinternotre (Via degli Orefici 9/3) altro neonato atelier d’artista del centro storico, per una splendida esposizione a tema (ovviamente) gelati con illustrazioni e opere di Fatomale / DUE / Jessica Rassi / Lucia Manfredi / Giulia Sagramola / Elisa Caroli / Salvatore Giommarresi / Giacomo Bagnara / Gianluca Sturmann / Alessandro Ripane / Letizia Iannaccone / Olga Tranchini / Leonardo De Marchi / Alessio D’Ellena / Daniele Castellano / Marco Luxardi / Matilde Martinelli / Giulia Marzin e Riccardo Giacconi / Massimiliano Pace / Luca Tagliafico / Bruno Zocca / Arianna Zuppello / Marina Bozzano.

Il festival si chiude con un djset curato da WO LAND, un progetto e un collettivo musicale che riunisce numerosi artisti e musicisti attivi su territorio nazionale e non solo.

GELATI fanzine festival
è un evento pensato da Giacomo Bagni, Fatomale e Federica Romani

in collaborazione con:
Lök
Lök è un gruppo artistico formatosi tra Genova e Bologna nel 2011, per la diffusione di autoproduzioni e per l’organizzazione di eventi e mostre. Ha come prima manifestazione ed espressione la rivista internazionale di illustrazione e fumetto Lök. Al suo attivo ci sono partecipazioni ai più importanti festival di microeditoria italiani e internazionali (Bilbolbul, Foff e altri ancora)

Bradiponauta
Bradiponauta nasce a Genova nel 2012 nel tentativo di portare in città la cultura delle fanzines, e di far emergere il talento, troppo spesso nascosto, dei numerosi illustratori, narratori e artisti della città.

DisorderDrama
DisorderDrama è un collettivo che dal 2000 si occupa di musica e arte indipendente attraverso la produzione di concerti, workshop, pubblicazioni, tour ed eventi. Al 2011 il conto era di 500 eventi con oltre 600 artisti ospitati!

insieme a: Noveinternotre, The Giant’s Lab e Studio Brado.

10 – 11 maggio 2013

Genova – sedi varie

Info: gelatifanzinefestival.tumblr.com

+39 340 7171775 (Giacomo)
gelatizine@gmail.com

Facebook: http://www.facebook.com/GelatiFanzineFestival

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