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VENEZIA | Museo Ebraico e Ateneo Veneto | Fino al 29 settembre 2019

di FRANCESCO FABRIS

Nella tradizione ebraica i salmi sono composizioni poetiche affiancate da strumenti che, attraverso il ritmo e la melodia, accompagnano la dolorosa memoria di coloro i quali, esiliati, recuperano così il sentimento di appartenenza e di provenienza.
A qualsiasi latitudine, invero, il linguaggio è l’unico scarno bagaglio che ogni esule può condurre facilmente con sé. Con la duplice installazione Psalm, Edmund de Waal dà vita, immagine e voce ai fantasmi dell’esilio, realizzando una duplice e suggestiva installazione in due luoghi cardine e fortemente simbolici della cultura veneziana, il Museo Ebraico e l’Ateneo Veneto, ove vengono raccolte poesie, canzoni, memorie e pratiche religiose.

Edmund de Waal, sukkah (2019), Jewish Museum, Sukkah Room. Part of pslam, an exhibition in two parts at the Jewish Museum and Ateneo Veneto, Venice Porcelain, gold, steel, aluminium and plexiglass, 184.5 x 126 x 69 cm © Edmund de Waal. Courtesy of the artist. Photo: Fulvio Orsenigo

De Waal, artista, ceramista e scrittore inglese di fama mondiale, autore del raffinatissimo libro “Un’eredità di avorio ed ambra”, tradotto in 25 paesi, sceglie di occupare gli spazi del Museo Ebraico nel ghetto più antico d’Europa per fargli accogliere la prima esposizione di arte contemporanea.
In quello, e più precisamente nella Scola Canton, sinagoga ashkenazita del XVI secolo, trova spazio un’esposizione di installazioni minimali e lattee realizzate con porcellana, foglia d’oro e marmo (materiale il cui uso era inibito agli ebrei confinati) incorniciate in teche rivestite di porcellana.
In queste opere, dichiara de Waal, l’artista afferma di non cercare la purezza – che definisce un concetto terribile ed ansiogeno – ma di tentare di “…vedere come si possa semplicemente sedersi nel mondo, con una o due cose, e vedere quanto lontano si possa andare con esse” rivelando in maniera delicata le parole di poeti e scrittori vittime dell’esilio.

Edmund de Waal, library of exile at the Ateneo Veneto, part of psalm, an exhibition in two parts at the Jewish Museum and Ateneo Veneto, Venice. © Edmund de Waal. Courtesy of the artist. Photo: Fulvio Orsenigo.

L’esito di questa tormentatissima esperienza prosegue poi nell’aula magna dell’Ateneo Veneto, una delle più importanti sedi d’incontri e di scambi culturali ed intellettuali di Venezia, luogo che si presta così ad una profonda riflessione sulla storia della letteratura in esilio.
In quella, tra i 60.000 volumi di una delle biblioteche più importanti della città De Waal ha realizzato, come un’enclave, una biblioteca dell’esilio (Library of Exile), dove trovano spazio testi di tutti i poeti e gli scrittori coinvolti in questa traumatica esperienza.
Si parte dunque da Ovidio per giungere poi ai giorni nostri toccando Dante, Victor Hugo e Voltaire sino ad autori più contemporanei, per circa 2000 volumi totali.
Attraverso testi in lingua originale e in traduzione viene evidenziato il luogo del linguaggio quale “traghettatore” indefesso ed invincibile di tradizioni e memorie, di storie e di senso di appartenenza.
La struttura ideata è esternamente rivestita in porcellana, sulla quale è applicata una foglia d’oro che, in traslucenza, dischiude i nomi delle librerie perdute del mondo per rinnovare l’idea ed il disagio dinanzi allo scempio della memoria.

Edmund de Waal, library of exile at the Ateneo Veneto, part of psalm, an exhibition in two parts at the Jewish Museum and Ateneo Veneto, Venice. © Edmund de Waal. Courtesy of the artist. Photo: Fulvio Orsenigo.

L’artista prosegue, dunque, la sua poetica sull’esilio chiudendo idealmente il cerchio aperto con il suo grande successo letterario del 2010 “The hare with amber eyes” dove la storia dell’esilio ebraico è vissuta attraverso l’esperienza dei suoi parenti, la ricca famiglia Ephrussi e la loro collezione di netsuke giapponesi, piccole sculture di legno ed avorio, anch’esse a loro modo minimali, di cui viene narrato il viaggio.
Acquistati da un antenato dell’artista a Parigi nell’800, superano gli eventi ed approdano a dopo la fine della seconda guerra mondiale, attraverso una serie di “passaggi di mano” che simboleggiano la trasmissione della memoria e del senso di appartenenza per la quale sono stati ideati i salmi di antica tradizione che danno il nome a questa doppia, struggente, installazione.


Edmund de Waal. Psalm
www.psalmvenice.org
www.edmunddewaal.com

Fino al 29 settembre 2019

Museo Ebraico di Venezia
Campo del Ghetto Nuovo
Cannaregio 2902/b, Venezia

Info: +39 041715359
museoebraico@coopculture.it
www.museoebraico.it


Edmund de Waal.
Psalm – library of exile

Ateneo Veneto
San Marco, 1897 – Campo San Fantin, Venezia

Info: +39 041 5224459/5209562
www.ateneoveneto.org

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