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BOLOGNA | Galleria Spazio Testoni | 25 ottobre 2014 – 10 gennaio 2015

di ILENIA MOSCHINI

Con la mostra AGAIN!, visitabile fino al 10 Gennaio 2015, lo Spazio Testoni intende presentare il lavoro di quattro giovani autori – Dellaclà, Caterina Sbrana, Antonio Sidibé e Matteo Tenardi, tutti ex allievi di Omar Galliani quando era docente all’Accademia di Carrara – attraverso quattro piccole personali allestite all’interno delle sale della galleria.

AGAIN!; veduta della mostra; foto di Giulia Squillace
Il percorso espositivo si apre con le opere di Matteo Tenardi che popolano le pareti con quattro individui accompagnati rispettivamente da quattro oggetti:
una pietra, una scala, un’ancora e una scritta sul muro. Nello spazio della rappresentazione, tre dei soggetti sono collocati in pertugi verticali o orizzontali mentre, nell’ultima tavola, una ragazza è ritratta di spalle; ciò che unisce tutti questi elementi infatti, non è il rapporto che si instaura tra loro, bensì la relazione tra essere umano e spazio inteso sia nell’accezione architettonica, quindi come ambiente costruito, sia secondo la concezione di limite e ostacolo, che lascia però aperte alcune possibilità di fuga.

Matteo Tenardi; Diventare linea d'orizzonte nell'angolo al confine tra il muro e il pavimento; 2014; olio e tempera su tavola; cm. 45x30
La stanza successiva accoglie le installazioni di Dellaclà incentrate sì sull’autorappresentazione (lo sguardo che vediamo è quello dell’artista stessa), ma che diventano, allo stesso tempo, metafore di condizioni universali che interessano ogni individuo lungo l’arco della vita: la fragilità, la sensibilità, la possibilità di scelta e il rischio ad essa connesso. Le lastre di zinco, gli specchi, il vetro acidato e il plexiglass inciso riflettono ciò che vi si trova di fronte creando così giochi di luce e ombre che enfatizzano l’ambiguità intrinseca delle opere, alleggerita tuttavia da una vena ironica che emerge dalla giustapposizione degli elementi all’interno di ogni singolo lavoro e dai titoli delle opere.

Dellaclà; La nuit de Saint Laurent; 2014; vetro, specchio, plexiglass, marmo, zinco,acciaio, carta; cm. 300x250; foto di Giulia Squillace
Nella sala successiva troviamo nuovamente la pittura con i quattro oli su tela di Antonio Sidibé. I dipinti sono concepiti come quattro movimenti di una composizione musicale e intendono rappresentare il modo in cui la relazione che ognuno instaura con se stesso e con l’ambiente che lo circonda, sia foriera di trasmutazioni e sublimazioni. Questa condizione può anche condurre anche alla solitudine, all’incomunicabilità e all’isolamento.

AGAIN!; veduta della mostra; foto di Giulia Squillace

L’ultima stanza è dedicata alla presentazione di una serie di lavori inediti di Caterina Sbrana. Vanitas raffigura un bestiario di animali addormentati (in questo caso un cavallo) e fa parte di un work in progress scandito dal ritmo della natura che riprende ad ogni nuova fioritura dei fiori di papavero. Sono proprio le capsule essiccate di questo fiore, infatti, ad essere utilizzate dalla Sbrana come uno stampino con il quale comporre le immagini. Un pattern che fa emergere figure rendendole al tempo stesso evanescenti ed eteree.

AGAIN!; veduta della mostra; foto di Giulia Squillace
A questo disegno, che assume quasi una dimensione installativa poiché la tela di lino non è intelaiata, si aggiungono i timbri lungo le pareti accompagnati – a terra – dai pistilli dissecati di papavero e da un video che mostra i momenti esecutivi del lavoro. In mostra anche fanno opere di piccolo formato appartenenti ad un altra serie; si tratta di Inscape, paesaggi visti dall’alto e mappe tratte da Internet, riprodotti con materiali naturali – come ossa di capra di Creta, terre, fango, resina di pino, vite, argilla, cenere del Vesuvio, pomice, camomilla, corteccia, arnica e radici – che l’artista raccoglie personalmente e trasforma attraverso processi di bollitura o procedimenti meccanici in pigmenti qui raccolti in un campionario custodito in piccole teche trasparenti.

1.Caterina Sbrana; Inscape; 2014; n. 18 disegni con materiali naturali su carta, tela su carta e carta antica con cornice lavorata a mano, cm. 20x25,5; foto di Giulia Squillace
In conclusione, il filo conduttore di questa mostra che pone a confronto quattro artisti dalla poetica eterogenea, può essere rintracciato proprio nella compresenza ineluttabile di elementi contrastanti determinata anche da un’ambiguità di fondo che permane nelle opere e che dà vita ad un continuo gioco di connessioni e corrispondenze tra le opere e gli spazi, tra artista ed artista, proponendo sempre nuovi spunti e modificando l’esperienza della spettatore ogni volta, di nuovo, nuovamente, ancora, un’altra volta, daccapo, inoltre, d’altra parte… Again!

AGAIN! di nuovo, nuovamente, ancora, un’altra volta, daccapo, inoltre, d’altra parte…

Artisti: Dellaclà; Caterina Sbrana, Antonio Sidibé, Matteo Tenardi

25 ottobre – 10 gennaio 2015

Galleria Spazio Testoni
via D’Azeglio 50, Bologna

Orari: dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00
sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

Info: www.spaziotestoni.it

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