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PARMA | sedi varie | 22 novembre – 8 dicembre 2014

Intervista ad ANDREA TINTERRI di Isabella Falbo

Good vibrations – È stato bello, quasi emozionante, tornare a Parma in occasione dell’evento Caratteri. Riflessioni sull’arte contemporanea e ritrovarla viva, energizzata e in apertura al contemporaneo. Il percorso di mostre, eventi off e il concerto jazz con Gino Marcelli e Gianni Satta, si è svolto attraverso la città, all’interno di sedi prestigiose come Palazzo del Governatore, Galleria San Ludovico, Pinacoteca Stuart e Stu Pasubio. Tutti gli artisti erano presenti, anche Paolo Cirio arrivato da Manhattan, dove vive da 4 anni. È stato positivo sentire che c’è stato ascolto da parte dell’Assessorato alla Cultura del Comune.

Qualche domanda ora al curatore della mostra Andrea Tinterri, critico e curatore indipendente, tra i membri del TO Studio, ufficio di competenze pluridisciplinari che combina progettazione urbana a ricerca teorica, scrittura, fotografia, economia. Dal 2010 è tra i redattori della rivista di narrazioni La Luna di Traverso.

Felice Levini, "Apache", 1994-95, vernice serigrafica su plastica, Palazzo del Governatore - PR, mostra "Caratteri", (foto di G. Amoretti)
Le tue riflessioni sull’arte contemporanea sono riuscite a convincere l’Assessorato di Parma ad aprire le porte – blindate – degli spazi più prestigiosi della città. Complimenti, come ti sei mosso?
Semplice, lavorando e presentando un progetto credibile e che avesse un senso oggi in Italia. Sembra strano ma a volte quando si fa ricerca e si costruisce un percorso insieme ad altre persone che sanno quello che fanno, c’è qualcuno che ti ascolta (pochi). Io faccio parte dell’associazione culturale Lunatici diretta da Federica Pasqualetti, con cui pubblichiamo da più di 10 anni una rivista di narrazioni e con cui cerchiamo di organizzare alcuni percorsi di riflessione comunicativa e di T0 Studio, insieme all’architetto Nicola Piazzi e all’economista Riccardo Righi, attraverso cui pensiamo a nuovi tipi di percorsi espositivi.
Grazie a queste due forze siamo riusciti a definire una narrazione credo importante. Niente nasce dal nulla e credo molto poco alla fortuna.

Erjon Nazeraj, "cuore/istrice", 2013, ceramica e aculei di istrice, 50x50x50 cm, Palazzo del Governatore - PR, mostra "Caratteri", (foto di G. Amoretti)
Rinascita, ricostruzione, dialogo, queste le chiavi di lettura delle 6 personali che compongono Caratteri e che uniscono all’interno di un unico progetto espositivo le pratiche artistiche di 6 artisti molto distanti fra loro. Tre maestri: Bruno Chersicla (Trieste 1937); Felice Levini (Roma 1956); Carlo Dell’Amico, (Perugia 1954) e tre giovani protagonisti della scena artistica contemporanea internazionale Erjon Nazeraj (Fier, Albania nel 1982); Paolo Cirio (Torino 1979); Alessandro Sambini (Rovigo, 1982). Come hai determinato la tua scelta curatoriale?
Con alcuni di loro avevo già lavorato in passato, per altri mi sono fatto aiutare da un importante gallerista italiano, Giorgio Chierici, che frequento da molto tempo, di cui mi fido e a cui chiedo consigli per alcuni aspetti del mio lavoro. Credo che quando sei incaricato di gestire un evento di questo tipo l’obiettivo debba essere quello di costruire qualcosa che possa incidere sulla contemporaneità sociale e politica. Anche attraverso la restituzione critica, le pubblicazioni, il catalogo. Credo si debba progettare un dibattito, una discussione. Oggi abbiamo bisogno di ricostruire, abbiamo bisogno di scrivere, abbiamo bisogno di percorsi espositivi che abbiano un senso, che dicano qualcosa: qualcosa di necessario.

Bruno Chersicla, sculture in legno okumè, installazione nella Galleria San Ludovico - PR per la mostra "Caratteri" (foto di  G. Amoretti)

Mi piacerebbe ci parlassi un po’ nello specifico di Global direct di Paolo Cirio e di Inscape di Erjon Nazeraj che dominano rispettivamente il primo e ultimo piano di Palazzo del Governatore.
Sono due artisti profondamente diversi, ma che ho voluto assolutamente. Come sottolineato in precedenza, sono due personalità dissimili ma che erano necessarie alla mia narrazione, alla nostra proposta. Erjon ha riflettuto sul paesaggio, attraverso un fare, un segno che è anche fatica fisica, probabilmente la stessa con cui ha dovuto lavorare, studiare e sopravvivere in Italia dopo il viaggio dall’Albania. Quindi, un territorio, un paesaggio che si trasforma in confine autobiografico, in mappe fantastiche, in rivoluzioni geografiche. Paolo Cirio, invece, si inserisce in un dibattito politico ma non solo, di estrema attualità. Può esistere una forma diversa di democrazia? Di democrazia rappresentativa? Cirio studia, ricerca e costruisce una risposta plausibile. Quello che restituisce è qualcosa di faticoso, sono diagrammi, interviste, materiali che hanno bisogno di essere letti, approfonditi, studiati. Il pubblico deve intervenire direttamente, non con la sua presenza fisica, ma attraverso lo sforzo della comprensione. Ma vorrei sottolineare anche l’importanza del lavoro di Alessandro Sambini The Gret Saga of The Infamous Image (in mostra allo Stu Pasubio). Un altro tema assai dibattuto oggi: di chi sono le immagini? Chi ha il diritto di utilizzarle? E soprattutto come queste si autoproducono e si moltiplicano formando una prole sterminata?

The great saga of the infamous image, Alessandro Sambini, 2014, Stu Pasubio - PR, mostra "Caratteri", (foto di G. Amoretti).’
Possiamo considerare questa mostra che si è caratterizzata come evento sociale, l’inizio di un percorso dedicato all’arte contemporanea nella città di Parma?
Non sono io la persona a cui devi rivolgere questa domanda. Io sono una nebulosa di passaggio.

Paolo Cirio," Global Direct", 1914, Palazzo del Governatore - PR, mostra "Caratteri", (foto di G. Amoretti)

Caratteri. Riflessioni sull’arte contemporanea
a cura di Andrea Tinterri

Artisti: Bruno Chersicla, Felice Levini, Carlo Dell’Amico, Paolo Cirio, Erjon Nazeraj, Alessandro Sambini

Sedi Varie: Palazzo del Governatore, Galleria San Ludovico, Pinacoteca Stuard, Stu Pasubio
Parma

 Info: mostracaratteri.it

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