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MILANO | Dep Art | Fino al 26 maggio 2018

di MATTEO GALBIATI

La galleria Dep Art di Milano resta fedele alla qualità delle sue proposte e dei suoi progetti confermando, con la mostra Alighiero Boetti. Il mondo fantastico, scientificamente curata da Federico Sardella (autore anche del saggio critico in catalogo), la particolarità originale delle sue ricercate scelte espositive.

Alighiero Boetti. Il mondo fantastico, veduta della mostra, Dep Art, Milano Foto Bruno Bani Courtesy Dep Art, Milano

Alighiero Boetti. Il mondo fantastico, veduta della mostra, Dep Art, Milano Foto Bruno Bani Courtesy Dep Art, Milano

Anche in questo caso il protagonista torna ad essere uno dei maggiori maestri italiani contemporanei di cui, attraverso la specificità di un allestimento che sfrutta sempre al meglio le potenzialità offerte dagli spazi della galleria con una trentina di opere attentamente selezionate, si offre al pubblico una lettura inusuale e non scontata rispetto all’immaginario ritualizzato con il quale si suole leggere e identificare il suo carattere, il suo pensiero e il suo temperamento artistico ed estetico.
Se di Boetti si ha l’abitudine consolidata di interpretarne il pensiero attraverso il codificato stereotipo dell’artista che ha abbattuto l’autorialità dell’opera, demandando ad altri l’esecuzione di proprie idee, in questa mostra si presentano opere su carta che, dal 1965 in poi, sono state realizzate integralmente dall’artista.

Alighiero Boetti, Due scimmie - Insicuro noncurante (Tra sé e sé), 1982, tecnica mista su carta intelata, 150x100 cm Foto Bruno Bani Courtesy Dep Art, Milano

Alighiero Boetti, Due scimmie – Insicuro noncurante (Tra sé e sé), 1982, tecnica mista su carta intelata, 150×100 cm Foto Bruno Bani Courtesy Dep Art, Milano

In un onirico mondo fantastico tutto risolto ricorrendo all’iconografia legata al mondo animale, Boetti in queste opere, senza perdere mai lo spunto originale del suo linguaggio ormai definito, mette ancor più in luce la forza della sua immaginazione visionaria che, stratificando nel disegno, nella pittura e nella stampa una multicolore riproposizione moltiplicatrice di forme, scritture e segni, elevano i contenuti espressi al rango di opere autonome e indipendenti. A ragion veduta, infatti, non si vuole parlare in questo caso di carte come “opere secondarie” o di “progetti”, ma di veri e propri lavori con una specifica identità e attitudine: ognuna di esse ha una sua autonoma e logica strutturazione formale con un’anima vivace, inattesa nei modi e nei termini esecutivi rispetto all’abitudine visiva di certi altri lavori del maestro. Anche il tema della natura e del mondo animale rivela un interesse preciso di Boetti che, forse meno conosciuto di altre serie, aumenta la riflessione e la considerazione per il suo sguardo visionario.

Alighiero Boetti. Il mondo fantastico, veduta della mostra (Zoo, 1979), Dep Art, Milano Foto Bruno Bani Courtesy Dep Art, Milano

Alighiero Boetti. Il mondo fantastico, veduta della mostra (Zoo, 1979), Dep Art, Milano Foto Bruno Bani Courtesy Dep Art, Milano

Tra gli anni Sessanta e Ottanta l’attenzione dell’artista si è (anche) rivolta a questo approfondimento tematico particolare con cui è riuscito a estrapolare nuovi motivi con cui moltiplicare, colonizzandola, la fertile sua immaginazione. Le forme degli esseri viventi si susseguono in una logica-illogica sequenzialità che si rinnova sempre ripetendosi in una ricca differenza. Il segno autografo della mano boettiana qui sa esaudire perfettamente la coerenza del suo sguardo e della sua idea di arte, unendosi, in una variegata fertilità, alle altre sue espressioni.
Punto d’attenzione della mostra è la superba ricostruzione dello Zoo che l’artista predispose, nel 1979, nel suo studio romano avvalendosi, per diversi mesi, della collaborazione dei figli Agata e Matteo. Questa grande ricostruzione – tutti gli animali sono gli originali presi dall’artista e conservati con cura negli anni dalla figlia – è stata riprodotta in immagini di frequente nel corso del tempo (celebri le foto d’epoca di Giorgio Colombo che la documentano) ma mai realmente riprodotta integralmente e fedelmente (qui solo minimo l’adattamento per conformarsi allo spazio del seminterrato della galleria) prima d’ora.

Alighiero Boetti. Il mondo fantastico, veduta della mostra (particolare di Zoo, 1979), Dep Art, Milano Foto Bruno Bani Courtesy Dep Art, Milano

Alighiero Boetti. Il mondo fantastico, veduta della mostra (particolare di Zoo, 1979), Dep Art, Milano Foto Bruno Bani Courtesy Dep Art, Milano

Il microcosmo pulsante qui presente riassume ogni biotipo terrestre, riunendo animali in gruppi eterogenei per specie: questo risponde alla logica boettiana che, tra ordine e caos, tra caso e logica, riafferma, in altro modo e con altra “scala”, il tema del fluire atavico di un tempo non antropico.
Il bestiario di Boetti ci ri-consegna una certa esperta sequenzialità che connota il linguaggio e l’espressione dell’artista, che in questa circostanza sa offrirsi in un’accesa vitalità e una vivace spontaneità che evidenziano qui, più che in altre serie, tutta la libertà della sua poesia.

Alighiero Boetti. Il mondo fantastico
a cura di Federico Sardella
catalogo Dep Art Edizioni con saggio critico di Federico Sardella

28 febbraio – 26 maggio 2018

Dep Art
Via Comelico 40, Milano

Orari: dal martedì a sabato ore 10.30-19.00; lunedì e domenica su appuntamento

Info: +39 02 36535620
art@depart.it
www.depart.it

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