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BOLOGNA | Premio Gruppo Euromobil Under 30 | 2017

Intervista a THE COOL COUPLE di Matteo Galbiati

Con l’edizione appena conclusa di Arte Fiera è tornato anche il Premio Gruppo Euromobil Under 30 che, grazie all’azienda dei fratelli Lucchetta, leader nei sistemi e complementi d’arredo e main sponsor dell’evento fieristico bolognese, sostiene con un premio acquisto le giovani proposte dell’arte attuale presenti in fiera.
Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, che oltre ad essere titolari del Gruppo Euromobil sono anche collezionisti d’arte, coadiuvati nel lavoro di selezione e scelta del vincitore dalla giuria composta da Angela Vettese, direttore artistico di Arte Fiera; dal critico d’arte Beatrice Buscaroli; da Aldo Colonetti, direttore scientifico IED e dal designer Cleto Munari, hanno premiato lo scorso sabato, scegliendo tra i 21 candidati, The Cool Couple – duo artistico fondato nel 2012 da Niccolò Benetton (1986) e Simone Santilli ( 1987) – che, con l’opera General Krasnov’s residence”, Verzegnis #001 A/B, si è aggiudicato l’11a edizione del premio. Abbiamo incontrato i due artisti per questa breve intervista:

da sinistra: Antonio Lucchetta, Gaspare Lucchetta, Niccolò Benetton (The Cool Couple, Marco Lorenzetti (gallerista di The Cool Couple), Simone Santilli (The Cool Couple), Fiorenzo Lucchetta e Giancarlo Lucchetta, Premio Gruppo Euromobil Under 30, Bologna (premiazione)

da sinistra: Antonio Lucchetta, Gaspare Lucchetta, Niccolò Benetton (The Cool Couple, Marco Lorenzetti (gallerista di The Cool Couple), Simone Santilli (The Cool Couple), Fiorenzo Lucchetta e Giancarlo Lucchetta, Premio Gruppo Euromobil Under 30, Bologna (premiazione)

Ci potete riassumere i contenuti dell’opera che avete presentato per il Premio Euromobil Under30 nell’appena conclusa edizione di Arte Fiera?
L’opera fa parte del progetto Approximation to the west, che si propone di raccontare un brevissimo episodio alla fine della Seconda Guerra Mondiale che ha avuto luogo in Carnia, una comunità montana del Friuli Venezia Giulia. Dall’ottobre del 1944 al marzo del 1945, circa trentamila cosacchi si stanziarono nella regione, in qualità di truppe collaborazioniste naziste. Dietro al loro trasferimento vi era un documento che dichiarava la Carnia come loro terra promessa. I cosacchi, infatti, si erano ribellati all’oppressione del regime Sovietico e avevano visto nel nazismo la possibilità di recuperare le libertà che avevano perso sotto il comunismo. Poco prima dell’avvento dei Cosacchi, la Carnia era diventata la più vasta tra le zone libere e l’unica a darsi un governo non militare. Nota come Repubblica della Carnia Libera, si trattò di un’esperienza democratica a suffragio universale anche femminile e la cui costituzione si dice sia stata d’ispirazione per quella della futura Repubblica Italiana. A guerra conclusa i Cosacchi furono costretti a ritirarsi in Austria, scortati dall’esercito Inglese, il quale segretamente aveva concordato per il rimpatrio forzato dei cosacchi in cambio dei propri soldati, allora prigionieri di Stalin. Una volta rimpatriati, i traditori cosacchi vennero giustiziati o rinchiusi nei gulag, scomparendo quasi del tutto, come la loro storia.
Viste la molteplicità di tematiche in campo, si trattava di un caso studio che potevamo impiegare come metafora per parlare di alcuni temi urgenti del contemporaneo: immigrazione, flussi di potere, confini, la rinascita dei nazionalismi e via dicendo.
Nello specifico l’opera ritrae il soffitto del fogolâr presente all’interno della locanda Stella d’oro di Verzegnis, all’epoca residenza del Generale Atamano Krasnov. Si tratta di un’architettura particolare, una stanza di dimensioni contenute con al centro un focolare. L’aspetto affascinante è che il soffitto della stanza è la cappa del camino, che, nei decenni, ha accolto delle vere e proprie stalattiti di fuliggine, che registravano la sedimentazione e la corruzione della memoria e, al tempo stesso, ci ricordavano della distruzione di tutti i beni appartenuti ai cosacchi una volta che questi lasciarono la regione.

Come s’inserisce quest’opera all’interno del vostro percorso di ricerca?
Approximation to the west è stato il primo progetto a cui ci siamo dedicati da quando abbiamo fondato il collettivo. All’epoca eravamo particolarmente affascinati dal mezzo fotografico del quale stavamo ancora cercando di approfondire le potenzialità. La difficoltà di confrontarsi con un tema così poco conosciuto e permeato di leggende popolari ci ha dato modo anche di interrogarci sulle possibilità del resoconto storico e dello storytelling su un terreno in cui sono disponibili pochissimi dati certi.
Le tematiche che abbiamo cercato di affrontare sono tuttora presenti nella nostra ricerca anche se in seguito abbiamo gradualmente subordinato la fotografia a una pratica progettuale più rigida, che ci ha portato a impiegare molti altri dispositivi, in direzione di una dimensione installativa più marcata.

The Cool Couple, General Krasnov’s residence”, Verzegnis #001 A/B, 2013, stampa Inkjet cu carta Hahnemühle Photo Rag Bright White 310gsm, cornice in legno, plexiglass, 195x305 cm Courtesy Galleria MLZ Art Dep, Trieste

The Cool Couple, General Krasnov’s residence”, Verzegnis #001 A/B, 2013, stampa Inkjet cu carta Hahnemühle Photo Rag Bright White 310gsm, cornice in legno, plexiglass, 195×305 cm Courtesy Galleria MLZ Art Dep, Trieste

Cosa vi proponete di indagare come artisti? Su cosa si focalizza il vostro sguardo, la vostra attenzione?
Diciamo spesso di occuparci dei processi di produzione, disseminazione e consunzione dell’immaginario collettivo, perché siamo attratti dalle immagini e dalla loro vitalità. È innegabile che, se viviamo in un mondo ormai completamente riplasmato dalle sue rappresentazioni, nel quale sembra che lo sguardo sia in grado di cogliere ogni aspetto della realtà, esistano altrettante zone d’ombra in cui ci sono cose che si sottraggono al nostro scrutinio. Nelle parole di Trevor Paglen, sono proprio le cose per cui non abbiamo un’immagine a minacciarci maggiormente. Siamo fermamente convinti di questo, e stiamo cercando di analizzare i processi alle spalle di determinate rappresentazioni e del loro carico ideologico. 

The Cool Couple (Simone Santilli e Niccolò Benetton) davanti alla loro opera, Premio Gruppo Euromobil Under 30, Bologna (premiazione)

The Cool Couple (Simone Santilli e Niccolò Benetton) davanti alla loro opera, Premio Gruppo Euromobil Under 30, Bologna (premiazione)

Come nasce il vostro sodalizio? Da quando avete deciso di lavorare in coppia?
Ci siamo conosciuti durante il Master in Photography and Visual Design a NABA. Durante gli studi avevamo già iniziato a collaborare ad alcuni progetti. In seguito, terminati i rispettivi stage abbiamo deciso di fondere le nostre ricerche personali e di creare il duo. In realtà è nato tutto molto spontaneamente e non ci siamo mai chiesti più di tanto quali siano le dinamiche in gioco. Grazie a un processo di confronto costante in cui entrano in gioco i nostri rispettivi background, riusciamo a sviluppare un’idea attraverso tutti i passaggi necessari ad arrivare alla sua realizzazione e all’interazione col pubblico.

Cosa rappresenta per voi il riconoscimento che avete avuto con questo premio?
Siamo felicissimi prima di tutto per le figure che hanno deciso di premiarci. Un riconoscimento di questo tipo ci fa pensare che, probabilmente, il processo di cui parlavamo qui sopra funziona. Quest’anno sono 4 anni che lavoriamo assieme e un premio di questo calibro è un bel giudizio sul nostro operato finora. Oltre ai giurati dobbiamo però ringraziare tutte le persone senza le quali non saremmo arrivati fino a qui e che hanno creduto nel nostro lavoro sin dall’inizio. Come diciamo sempre: “VI AMIAMO FORTE E DURO!!!” 

Spazio Gruppo Euromobil, Arte Fiera 2017, Bologna

Spazio Gruppo Euromobil, Arte Fiera 2017, Bologna

Un vostro giudizio generale su Arte Fiera 2017? Aspetti sì e no, pro e contro…
Non siamo nella posizione di dare giudizi obiettivi, soprattutto per il fatto di non essere mai stati assidui frequentatori di fiere in generale. Eravamo stati ad Artefiera moltissimi anni fa e ci sembra che la nuova guida di Angela Vettese abbia aperto le porte a un nuovo percorso. Abbiamo sentito numerose critiche riguardo alla fiera, al fatto che ci si attendeva una rivoluzione e un evento che potesse competere con Artissima. Non siamo al corrente degli obiettivi che si erano preposti gli organizzatori, ma ci sembra che come primo passo abbia comunque degli aspetti positivi, tra i quali la sezione Nueva Vista, curata da Simone Frangi, e Agenda Independents, a cura di Stefano Graziani e Benedetta Pomini. 

A quali progetti state lavorando per il prossimo futuro?
Ad aprile partiremo per il Sudafrica, dove saremo in residenza presso la Nirox Foundation, per cui al momento siamo alle prese con una nuova ricerca, che diventerà parte di Turbulent Times, Nothing Happens in Nice Weather, un progetto a lungo termine che abbiamo iniziato lo scorso anno e che cerca di inserirsi nel dibattito ora molto in voga sull’Antropocene, analizzandone diversi aspetti, soprattutto dove entrano in gioco visioni vincolanti che dirottano l’attenzione dalle sue contraddizioni interne.

The Cool Couple, General Krasnov’s residence”, Verzegnis #001 A/B, 2013
Galleria di riferimento Galleria MLZ Art Dep, Trieste 

Giuria: Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, Angela Vettese, Beatrice Buscaroli, Aldo Colonetti, Cleto Munari

Premio Gruppo Euromobil Under 30 2017

Arte Fiera Bologna

Info: www.artefiera.it
www.gruppoeuromobil.com
www.mlzartdep.com
www.thecoolcouple.co.uk

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