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Inaugura giovedì 21 gennaio la personale di Andrea Mariconti nel nuovo spazio di Federico Rui Arte Contemporanea a Milano. In mostra una ventina di lavori inediti contraddistinti da una ricerca pittorica unica, che si sviluppa su alcuni temi che contraddistinguono ormai da un paio di anni la ricerca pittorica di Mariconti: le metafisiche (campi desolati dove covoni si stagliano come sculture e la luce nebbiosa “mangia” la scena); i boschi (che si chiamano “the strange house in the wood”, a testimonianza di un percorso nel bosco come percorso interiore alla ricerca della propria identità); i paesaggi irlandesi (in gran parte scogliere, dove il mare lotta con la terra per il proprio spazio vitale); i ritratti (memoria indelebile del passato). I resti del tempo…


“The strange house in the wood”, 2008, olio e cenere su tela, cm 100×180

In mostra presente un nuovo ciclo di lavori, I resti del tempo. Cosa restituisci attraverso il tuo lavoro?
Andrea Mariconti: La mia pittura, analogamente a certe ricerche di arte contemporanea in ambito scultoreo, vuole principalmente porre l’accento sulla materia che costituisce il corpo dell’immagine. Le materie che contraddistinguono la nostra vita rappresentano non solo dei simboli, attraverso cui esprimere le nostre emozioni, desideri, sogni, ma soprattutto vivono in quanto materie, nell’essenza. Fernando Pessoa diceva che
«Le cose sono (…) più che il tempo in cui sembrano cambiare, più che lo spazio che sembra contenerle», io credo sia esattamente così. Il legame che possediamo con le materie che ci circondano, e che l’arte nobilita attraverso la manipolazione, debbono essere usate non solo come simboli, ma come elementi rituali. La ritualità stessa centrale nella pratica pittorica, ogni pittore potrà confermarlo.

Olio bianco e cenere, materia, memoria e metafora? Come interagiscono questi elementi nelle tue opere?
Il bianco è secondo la Teoria dei Colori il “non-colore” per eccellenza. È in realtà l’unico “colore” artificiale che uso. Artificiale fino ad un certo punto dato che è composto da olio di lino e pigmento. La cenere proviene dal legno dell’inverno, che viene bruciato nella mia stufa, legno stesso che a sua volta ha avuto una propria storia biologica e che ha subito molte trasformazioni, anche rituali, ad esempio attraverso la purificazione del fuoco, che lo rende materia inerte, fertile, densa di azoto: la cenere appunto, priva di qualsiasi batterio, pura. Accostare cenere e olio e mescolarle in un fango primordiale è gesto denso di ascendenze sacrali, pensiamo alla cenere del Battesimo e al Crisma sacro della liturgia cristiana. Avvicinare ciò al concetto di Memoria è abbastanza intuitivo, dato che la tradizione è prima di tutto Memoria. La metafora no, direi che non c’entra, come figura retorica preferisco spesso l’ossimoro, o l’accostamento degli opposti. Il mio ciclo Interferenze rivela appunto questa chiava di lettura. Il collante, se vogliamo, è una “Teoria delle corrispondenze” che mette in relazione alchemica, ed essenziale, ogni singola materia.

Un aspetto della tua ricerca artistica ti porta a sviluppare progetti anche all’estero come recentemente è stato per la mostra alla Bell Roberts Gallery di Cape Town (Sud Africa), preceduta da un workshop di arte terapia rivolto ai bambini orfani. Qual è l’anello di congiunzione che ti lega a loro?
La pratica pittorica. Molti si sono interrogati se la pratica pittorica può avere delle implicazioni terapeutiche nella vita frammentata degli esseri umani, pensiamo ad esempio all’Arteterapia, io ho cercato di dare una risposta pratica a questo declinando la mia pratica in un ambito vivo e vitale come l’esistenza di un altro. È stato per me un banco di prova, una sfida profonda, in cui quello che prima era un rito quotidiano della mia pratica di atelier, è divenuto comunicazione, relazione, e (in piccolo) esperienza terapeutica. La pittura è relazione. Sotto molti punti di vista.

La mostra in breve:
Andrea Mariconti. I resti del tempo
Federico Rui Arte Contemporanea
Spazio Crocevia
via Appiani1, Milano
Info: +39 392 4928569
www.federicorui.com
21 gennaio – 19 marzo 2010
Inaugurazione giovedì 21 gennaio 2010 dalle 18.30 alle 21.30

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