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GENOVA | Guidi & Schoen arte contemporanea | Fino al 28 novembre 2020

di FRANCESCA DI GIORGIO

Linee è la prima personale di Alessandro Lupi nei nuovi spazi di Guidi & Schoen, in Piazza dei Garibaldi 18r a Genova. L’ultima personale, infatti, risale al 2016 quando la galleria occupava ancora la sede storica di vico Casana. In quell’occasione l’artista aveva portato una selezione di lavori che raccontavano dieci anni tra luci ed ombre.
Lights and Shadows rappresentava, attraverso lavori differenti e distanti, soprattutto da un punto di vista cronologico più che concettuale, la sintesi della sua ricerca fino a quel momento, presentata in una galleria che lo segue dagli inizi.
Questa volta siamo di fronte ad un progetto espositivo decisamente diverso ma che nasce sempre dal legame dell’artista genovese, ormai da anni di base a Berlino, con la Galleria di Chico Schoen.

Alessandro Lupi, “Fragment of reality” installazione site specific, specchi, blackrock, legno 2020

Linee è una mostra viscerale come l’ha definita Lupi, in cui l’artista si è letteralmente lasciato andare e ha dialogato in maniera profonda con lo spazio interno ed esterno della galleria, dopo lo stop subito dall’emergenza sanitaria e che ha stabilito ormai, nella mente di tutti, uno spartiacque tra un “prima” e un “dopo” lockdown.
Una mostra che era già stabilita in quel famoso “prima” ma realizzata nel “dopo” che ha visto anche un ritorno del progetto Genova START da anni in stand by e accolto dalla città come un segnale di ripartenza.

Una mostra volutamente non commerciale in un momento di grande incertezza per il mondo dell’arte e della cultura in generale. Lupi escogita un modo per smuovere e tornare alla realtà, la sua realtà che, per chi conosce un po’ il suo lavoro, non è fatta solo dalle immediate dicotomie luce e buio, interno ed esterno, pieno e vuoto ma di sottili, a volte anche labili e impercettibili, collegamenti tra i lavori stessi e lo spazio dove si inseriscono, di volta in volta, in quel site-specific che, anche grazie al suo lavoro, acquisisce senso.

Alessandro Lupi, “Dialogue” installazione site specific, materiali: elastici fluorescenti, corde carrucole, motori, luce UV. 2020

Dobbiamo alzare gli occhi per vedere, sospesa a mezz’aria, sulla piazza su cui si affaccia l’ingresso della galleria, Fragment of reality (2020), una struttura di venti metri per sei. Migliaia di piccoli specchi rotondi ondeggiano al vento (quando c’è) e riflettono la luce del giorno. Come la realtà, visibile solo da punti di vista mobili e in determinate condizioni e che siamo disposti più spesso a coglierla nei suoi frammenti più che nella sua totalità.
Una sorta di introduzione a ciò che accade una volta entrati in galleria, dalla luce si passa al buio e i nostri occhi si devono adattare ad una condizione apparentemente innaturale, dobbiamo così riconnetterci con il nostro corpo e superare il solo senso della vista per attivarne altri di cui a volte ci si dimentica. Viene voglia di toccarle e attraversale quelle strutture fluorescenti create da un fitto reticolo di elastici fluorescenti mossi da un sistema di carrucole e motori che creano suoni, Dialogue (2020). Una galassia immaginaria che mette in dialogo i tre piani della galleria attraverso circa duecento metri di corde ed elastici e soluzioni tecniche autoprodotte in collaborazione con il laboratorio di fabbricazione digitale genovese FabLab.

Alessandro Lupi, “Darkness” serie ombre, 21x21x12cm. legno, sfera black 3.0, luce. 2019

Proseguendo verso i piani inferiori sembra di uscire da quel reticolo e anche il buio sembra essere assorbito per un attimo dalla piccola pallina nera in sospensione in una teca trasparente, Darkness (serie ombre, 2019), la “quinta essenza” del buio. Ma l’illusione continua e scendere nei due piani interrati della galleria è ritornare alle origini.

Alessandro Lupi, “Baule” densità fluorescente, 90x60x50 materiali: fili poliestere, pigmenti fluorescenti, lampadina, vecchio baule, luce UV. 2005

Il primo incontro è con Baule (2005), una densità fluorescente che si riconnette con i primi esiti della ricerca di Lupi: «miriadi di fili di poliestere sono dipinti, a uno ad uno, con pigmenti fluorescenti e fosforescenti, per poi essere illuminati con lampade di Wood e generare corpi umani tridimensionali, fatti di luce, eterei e trasparenti e spesso cinetici».
Una figura che esce da un baule con una lampadina tra le mani, un autoritratto forse? Come un guardiano della caverna che vuole segnare la strada, ancora una volta al buio, e illuminata soltanto da una luce mobile, Dynamic light (2020), che, interconnessa all’opera soprastante, si muove misteriosamente nello spazio e illumina accidentalmente l’altra opera installata nel sotterraneo, Broken reality (2020) fatta di vetri, specchi, pigmenti fluorescenti e luce UV.
Tornano i frammenti di specchio in cui è impossibile specchiarsi e ancora una figura tridimensionale rannicchiata su stessa, Trasparenze (2001), cerca riparo e rifugio?
L’arte è un bellissimo posto in cui nascondersi.

“Trasparenze” densità fluorescente-fosforescente, materiali: fili poliestere, pigmenti fluorescenti/ fosforescenti, motori e temporizzatori, alluminio e legno, luce UV, 2001

Guarda il video della mostra:


Alessandro Lupi. Linee

Fino al 28 novembre 2020

Guidi & Schoen arte contemporanea
Piazza dei Garibaldi 18r, Genova

Orario: Martedì a Sabato 10.00-12.30 | 16.00-19.00

Info: +39 010 253 0557
info@guidieschoen.com
https://www.guidieschoen.com/

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