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MILANO | CASSINA PROJECTS | Fino al 16 marzo 2024

Intervista a FEDERICO MONTAGNA di Elisa Barbero

Sviluppata al secondo piano degli spazi di Cassina Projects di Milano, la mostra After Reminiscence indaga il concetto di archivio e di memoria nella contemporaneità italiana attraverso le opere di otto giovani artisti. Il dialogo con Federico Montagna, curatore della mostra, gallery manager di Cassina Projects e co-fondatore del progetto Artoday.

Come nasce l’idea della mostra?
Il concept della mostra proviene da una riflessione partorita insieme al team della galleria, ovvero che il lavoro dei giovani artisti in Italia, più che in altri Paesi, è frequentemente caratterizzato da un elemento archivistico e di rimembranza, uno sguardo rivolto a un passato collettivo o a una memoria personale che si riflette nella ricerca. Questa complessa componente deriva da diversi fattori, non ultimo il contesto accademico e storico artistico italiano, le cui influenze sono viste da un lato come un privilegio e un’opportunità, dall’altro come un insieme di limiti da cui non sempre è facile svincolarsi. Gli artisti in mostra portano una visione molto definita e identitaria di questo complesso insieme di argomenti, in termini sia di medium di lavoro, sia di ricerca, spaziando da componenti fortemente autobiografiche a riferimenti collettivi.

After Reminiscence, installation views at Cassina Projects, 2024 Ph. Roberto Marossi Courtesy Cassina Projects

After Reminiscence, installation views at Cassina Projects, 2024. Ph. Roberto Marossi. Courtesy Cassina Projects

La mostra occupa l’intero spazio espositivo del secondo piano della galleria: qual’è stata la genesi dell’allestimento in relazione alle opere?
A livello curatoriale, la mostra accoglie il visitatore in una prima area densa e carica, per poi indurlo spontaneamente ad addentrarsi in un secondo ambiente più arioso e riflessivo; la narrazione non si sviluppa quindi in base a un ordine cronologico, bensì attraverso una serie di lievi momenti di scoperta e di dialogo tra le opere che mirano a valorizzare l’identità di ciascun artista.
Il primo colpo d’occhio è dato dalle sculture di Camilla Alberti, che occupano lo spazio tridimensionalmente in maniera quasi aggressiva e al tempo stesso costituiscono una cornice bidimensionale per l’opera pittorica di Leonardo Devito esposta sulla parete retrostante. Camilla Alberti analizza il concetto di memoria attraverso il riutilizzo di materiali naturali, portatori di una storia pregressa, per creare sculture concepite come nuovi ecosistemi, micro mondi organici in continuo movimento e attività. Il rimando concettuale e visivo, che si scopre quasi inaspettatamente, è diretto verso l’installazione site specific Distrazione al pericolo di Matilde Sambo, situata nella seconda area della mostra. Composta da elementi caratterizzanti la pratica dell’artista presentati per la prima volta insieme, l’opera attraversa il tempo e i tempi, diventando essa stessa reminiscenza delle azioni subite dalla materia nel passato.
È stato inoltre studiato un particolare allestimento per i lavori di Martina Zanin, artista e fotografa che indaga la reminiscenza a livello intimo e autobiografico, le cui opere in mostra, fotografie e un lavoro scultoreo realizzato appositamente, sono disposte a formare quasi un’unica installazione site-specific in dialogo con lo spazio.

After Reminiscence, installation views at Cassina Projects, 2024 Ph. Roberto Marossi Courtesy Cassina Projects

After Reminiscence, installation views at Cassina Projects, 2024. Ph. Roberto Marossi. Courtesy Cassina Projects

Molte delle opere in mostra sono dipinti: in che modo si è sviluppata la scelta degli artisti in relazione a questa tecnica?
I quattro artisti che lavorano attraverso la pittura sono stati selezionati per mettere in luce sia i diversi approcci al tema della mostra, sia le peculiari interpretazioni del medium pittorico. Le opere in mostra di Carla Giaccio, artista cubana di origini ma nata e vissuta in Italia, riprendono da un lato immagini dell’archivio autobiografico dell’artista, dall’altro fotografie trovate online: il soggetto ricorrente è la figura umana in ambientazioni dal taglio chirurgico, riprodotte in pittura attraverso campiture che danno insieme un senso di sospensione e di densità anche emotiva.
Simile per approccio ma differente come restituzione pittorica è il lavoro di Norberto Spina. Le opere in mostra partono da fotografie da lui stesso scattate in cui l’ambientazione predomina e della figura umana troviamo principalmente rimandi: abiti, oggetti e iniziali di nomi sconosciuti ci fanno immergere in ricordi sbiaditi eppure densi, creati da un reticolato di pittura stesa a colpi obliqui che costruisce e cela allo stesso tempo. Di altra ispirazione sono invece le opere di Leonardo Devito: i suoi dipinti si rifanno ai soggetti classici e accademici della storia dell’arte, riletti in chiave ironica per dare vita a un’immagine mentale idealizzata, resa attraverso una pittura materica e argillosa. Ancora diversa è l’interpretazione del tema proposta da Aronne Pleuteri, il più giovane artista in mostra, le cui opere rimandano ad archetipi di tragedia, distruzione e imprevisto attraverso un forte dinamismo compositivo che frammenta l’immagine tendendo all’astrattismo.

After Reminiscence, installation views at Cassina Projects, 2024 Ph. Roberto Marossi. Courtesy Cassina Projects

After Reminiscence, installation views at Cassina Projects, 2024 Ph. Roberto Marossi. Courtesy Cassina Projects

Qual è la tua visione sul legame tra immagine, digitale, archivio e memoria?
Questo rapporto mi interessa molto, anche in relazione al progetto Artoday che porto avanti con Alessia Romano, motivo per cui ho voluto includere in mostra anche delle opere fotografiche e un’opera video. L’estetica di quest’ultima, realizzata dal collettivo VEGA, si lega profondamente al contesto dei social media, estremizzando lo stereotipo dell’influencer che con fare apparentemente superficiale tratta di tematiche dal profondo valore umano, politico e sociale: un lavoro creato appositamente per la mostra in cui il limite tra video, immagine, performance, attualità e memoria viene satiricamente azzerato.

After Reminiscence, installation views at Cassina Projects, 2024 Ph. Roberto Marossi. Courtesy Cassina Projects

After Reminiscence, installation views at Cassina Projects, 2024. Ph. Roberto Marossi. Courtesy Cassina Projects

Ha ancora senso parlare di “nuovo”?
In un sistema che predilige l’estrema velocità di creazione e sostituzione, è difficile incontrare qualcosa che possa veramente definirsi nuovo e contemporaneo. Eppure, a mio parere, attraverso degli strumenti che possono derivare proprio dal passato, personale e collettivo, anche dalla stessa storia dell’arte, si può trovare una chiave di lettura diversa per aprire nuovi dialoghi anche su ciò che a un primo sguardo ricorda qualcosa di già esistente. I riferimenti al passato si rifanno a un tempo non nostro, eppure ci sono sempre stati e ci saranno sempre dei modi per renderli contemporanei. Questo per me è il valore della reminiscenza.

After Reminiscence trova il giusto equilibrio tra intimo e collettivo, proponendo coraggiose armonie di tecniche e cromie in un contesto di ricerca e di mercato.

 

After Reminiscence
A cura di Federico Montagna

25 gennaio – 16 marzo 2024

CASSINA PROJECTS
Via Mecenate 76/45, Milano

Orari: martedì – sabato 10.00 – 18.00
Domenica su appuntamento

Info: +39 02 3928 4131
info@cassinaprojects.com
www.cassinaprojects.com

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