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REGGIO EMILIA | Galleria Parmeggiani | 11 maggio – 24 maggio 2012

Humanscape è il progetto, curato da Walter Guadagnini, che Marco Bolognesi, fotografo, filmaker e artista, presenta a Fotografia Europea 2012, festival promosso dal Comune di Reggio Emilia.
Lo farà in un’esposizione pensata appositamente per il festival, accompagnata da un libro con la prefazione di Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic ed un’intervista all’autore condotta da Anita Tania Giuga.

Partendo dal tema su cui si articola quest’anno Fotografia Europea, Vita comune, immagini per la cittadinanza, Bolognesi produce una nuova tessera del Bomar Universe, il mondo immaginario e fantascientifico che da vent’anni a questa parte sta costruendo, oscillando tra estetica glamour e critica sociale, con cyborg, amazzoni guerriere, astronavi e intriganti personaggi post-umani, ispirati dalla letteratura cyberpunk.
Bolognesi costruisce e fotografa un mondo in cui il corpo femminile è sempre soggetto attivo e in questo lavoro, in particolare, diventa simulacro dell’individuo, imprigionato nella realtà della vita quotidiana. Humanescape è costituito da quattordici immagini di grande formato, con al centro figure femminili, interamente dipinte di bianco che, come moderne Gulliver costrette e legate, non si riconoscono in nulla di ciò che le circonda, e vivono la solitudine e l’immobilità. La solitudine e l’immobilità dell’essere l’unico elemento reale circondato da giocattoli colorati.

«Avevo bisogno di evidenziare il rischio della perdita di umanità: tutti i dettagli e le imperfezioni della tipicità umana si annullano in queste figure bianchissime, senza capelli, con le espressioni a volte rassegnate, a volte combattenti. Ecco l’apologia dell’individuo, che combatte, si aggrappa e, sfinito, si arrende nell’atto di rivendicare i propri diritti. Il proprio voler essere parte importante del mondo e il suo sentirsi escluso. Il vedere ciò che non si dovrebbe vedere senza poterlo cambiare», spiega Bolognesi.

Altra caratteristica fondante del mondo Bomar è l’utilizzo del collage, la sovrapposizione di immagini, la creazione della realtà e delle sue mutazioni attraverso la somma. Il collage è forma pratica espressiva ma è anche la volontà di creare il contrasto attraverso l’unione di elementi che provengono da mondi in opposizione.
Così Guadagnini, nel testo del catalogo parla di Bolognesi come fotografo

«…ma in un’accezione strettamente legata al tempo presente e ai suoi strumenti, attraverso i quali è possibile compiere gli spettacolari tour de force tecnologici che danno vita a queste immagini. Bolognesi fotografa, e in maniera ossessiva, i suoi personaggi, le sue scene, i suoi pupazzetti e le sue biglie colorate, ma al termine del processo di costruzione ed elaborazione dell’immagine nasce un oggetto la cui natura fotografica si è irrimediabilmente mischiata con quella performativa, cinematografica, pittorica, sottese sin dall’origine alla creazione di questo universo».

Il filo rosso che guida il progetto è proprio il contrasto tra reale e finzione, tra bianco e colore, tra umano e giocattolo. Il reale è l’individuo, il corpo della donna, grande, al centro. La finzione sono i paesaggi in cui i corpi sono immersi; sono costruiti utilizzando il meccano colorato, che diventa struttura paesaggistica e allo stesso tempo elemento coercitivo che imprigiona l’individuo. Attorno, tanti piccoli personaggi impegnati giocosamente nelle loro vite silenziose e incuranti della sofferenza e dell’angoscia dell’individuo.
Ogni fotografia così costruita esplora temi reali che sono al centro del dibattito quotidiano in un “luogo” che è sfacciatamente finto. Come in tutta la fantascienza sociale, mondo di cui Bolognesi fa parte e trae ispirazione da sempre, all’interno di queste immagini si trovano riferimenti espliciti al contemporaneo: la crisi economica, la spettacolarizzazione del dolore, l’inquinamento e il problema rifiuti, lo scontro sociale.

In occasione di Fotografia Europea, sarà presentata una selezione delle opere che fanno parte del progetto Humanescape. Nella mostra, curata da Walter Guadagnini, presso la Galleria Parmeggiani, otto grandi immagini e un video, accompagnati da un libro, con l’introduzione di Bruce Sterling e Jasmina Tesanovic ed il testo critico dello stesso Guadagnini.

Ad ottobre Bolognesi, vincitore di un Art in Residence a Vienna, presenterà una nuova mostra personale e svilupperà un video assieme ai performers del teatro Brut. Sta inoltre ultimando il seguito di Protocollo, una nuova graphic novel, scritta ancora una volta a quattro mani con Carlo Lucarelli.

Marco Bolognesi (Bologna, 1974) è artista e film maker; le sue opere, che hanno presto attirato l’attenzione di collezionisti e media italiani e internazionali, sono presenti in collezioni pubbliche e private. Giustizia e Verità (1994) e Il partito del Silenzio (1996) sono i suoi primi video; in questi lavori la musica e le immagini si intrecciano mettendo in risalto tematiche sociali e politiche. I suoi lavori vengono presentati prima al Giffoni Film Festival e poi alla Biennale di Venezia. Nel 2003 vince il premio Artist in Residence all’Istituto Italiano di Cultura a Londra e realizza, in collaborazione con designer di fama internazionale, il progetto e il libro fotografico Woodland. Nel 2008 Bolognesi gira il cortometraggio Black Hole, che vince il premio miglior film fantascientifico all’Indie Short Film Competition in Florida. Nello stesso anno la foto Redandwhiteeyes entra a far parte di Experimenta, la mostra itinerante organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e poi della Collezione Farnesina, la collezione permanente del Ministero. Dark Star (2008) è il secondo libro fotografico dell’artista. Nel 2009 Einaudi pubblica Protocollo, la graphic novel che segna il primo passo della collaborazione con Carlo Lucarelli. Nello stesso anno alla Fondazione delle Arti “Solares” di Parma Marco Bolognesi presenta l’installazione Genesis, che si concentra sul tema della creazione e della mutazione delle identità. Nel 2011 l’artista espone a Difforme, la mostra presso l’Archivio delle arti elettroniche dell’Università degli Studi del Molise, che raccoglie opere di alcuni dei principali artisti contemporanei. L’opera più recente di Marco Bolognesi è l’installazione Mock-Up, presentata all’interno dell’Istituto Europeo di Design di Milano, in occasione di Invideo 2011.

Galleria Parmeggiani
Interno 1,  corso Cairoli, Reggio Emilia

Orari: venerdì 11 maggio ore 18.00-24.00; sabato 12 e domenica 13 maggio ore 10.00-24.00.
Dal 17 maggio al 24 giugno, martedì-venerdì ore 9.00-12.00, sabato, domenica e festivi ore 10.00-13.00 e 16.00-23.00. Chiuso il lunedì

Info: Ufficio stampa Bomar Studio
Valentina Ferretti
+39 348 7305762
valentina.valfer@gmail.com
stampa@marcobolognesi.co.uk
www.bomarstudio.com

www.marcobolognesi.co.uk

Inaugurazione venerdì 11 maggio ore 18.00 – 24.00
11 maggio – 24 giugno 2012

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