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ERTO E CASSO (PN) | Nuovo spazio di Casso
15 settembre – 28 ottobre 2012

di GABRIELE SALVATERRA

Si avverte subito che non si tratta solo di una mostra. Sono presenti il sindaco e gli assessori, l’architetto Stella, responsabile del recupero delle scuole di Casso, e il parroco del paese per la benedizione del nuovo stabile. Non è banale sottolineare che l’inaugurazione della nuova mostra di Dolomiti Contemporanea Bilico, si realizza in concomitanza con la riapertura delle scuole di Casso, chiuse dal ’63 dopo la tragedia del Vajont, e con la presentazione della nuova strada di collegamento tra l’abitato e il cimitero. Anche questo è un modo per inserire la cultura nel territorio e nel quotidiano; la prova che quella riattivazione che d’Incà Levis con caparbietà cerca di attuare è possibile e non si esaurisce nell’arte. Si respira un’atmosfera particolare quindi. Il pubblico è trasversale: giovani artisti, curatori e appassionati ma anche abitanti del paese e famiglie. L’occasione festosa è attenuata ma non smorzata dall’incombenza del Monte Toc e dai segni ancora presenti della tragedia sulla facciata della scuola e sul crinale della montagna, che donano peso alle parole, gravità alla situazione, pur nella consapevolezza che qualcosa si muove e quello stato di bilico, critico ma utile alla rinascita, sta per essere raggiunto. Ericailcanee Kabu aprono le danze con il loro gigantesco elementale che, sopra il paese, sembra rammentare la forza della natura davanti alle opere dell’uomo. Tomè parla della difficile ricerca di stabilità mostrando in video la costruzione di un ancoraggio sulla chiglia traballante di una barca capovolta. Vivacqua decide invece di mappare lo spazio architettonico e visualizzare il vuoto, disponendo spranghe da costruzione in un angolo della scuola.

La tradizione della pittura e del disegno si ritrova nei delicati lavori di Rowleiei e nel virtuosismo di Grones. Il primo con fragili forme che parlano di precarietà esistenziale, mentre il secondo con un eroico palombaro nei fondali marini alla ricerca del limite e dell’ignoto. Bomben e Ferretti utilizzando le strutture frattali creano una ramificazione legata sia alle piante che alla scalata: un modo per comunicare un sistema di possibilità – nuovi bivi, nuovi occasioni – e proporre al contempo un simbolismo attivo legato all’ascensione. Giannina invece stampando sulle finestre con una pellicola trasparente le proiezioni geologiche del luogo, fa dialogare direttamente l’emozione del paesaggio reale con la rappresentazione dello stesso. Chiudono la rassegna i lavori più linguistici e site specific di Martini, Bazzana, Attruia e Chiesura mentre all’esterno risuonano le note sognanti e rumoriste di Il Moro e il Quasi Biondo. Un ottimo inizio per questo spazio che ora dovrà affrontare la sfida della permanenza diventando Centro per la Cultura Contemporanea della Montagna. La condizione in bilico è stata innescata.

DC Next
dolomiti contemporanee

Laboratorio d’arti visive in ambiente

Bilico
a cura di Gianluca D’Incà Levis

Nuovo spazio di Casso
Ex scuole elementari, Erto e Casso (PN)

15 settembre – 28 ottobre 2012

Info: info@dolomiticontemporanee.net

www.dolomiticontemporanee.net

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