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ALBA (CN) | Coro della Chiesa della Maddalena | 6 ottobre – 25 novembre 2012

Intervista a ROBERTA CERETTO di Livia Savorelli

Considerare il significato latino del termine “cultura”, come derivante appunto dal verbo “coltivare”, è quanto di più adatto si possa fare in riferimento alla storia che ci accingiamo a raccontare, che origina dall’amore e cura della terra e dei suoi frutti – nello splendido scenario delle Langhe – cresce e si rafforza nel consolidamento delle tradizioni e specificità del territorio, fino ad arrivare a esplorare ambiti – anch’essi “culturali”, nell’accezione che abbiamo identificato – che esplorano il mondo dell’Arte e ne colgono la sua ispirazione, accogliendo i suoi principali interpreti come un buon padrone di casa fa con i propri ospiti. Perché, come Roberta Ceretto ci ricorda, l’arte come il vino «è frutto di un lento processo di elaborazione ma quando è grande arte ha anche profonde radici e si nutre di ispirazione». L’occasione e il pretesto di questo incontro è un doppio opening, all’insegna dell’arte contemporanea e del food d’autore, in un’Alba che già freme nel weekend inaugurale della Sagra del Tartufo.

Alta gastronomia, arte e design sono i capisaldi della storia e della passione della vostra famiglia e sono mossi da un raffinato mecenatismo che, mi sembra di capire, vede gli esordi con il restauro nel 1999, ad opera di due straordinari artisti Sol LeWitt e David Tremlett, della cappella SS. Madonna delle Grazie… Come è avvenuto l’incontro con l’arte contemporanea e il mondo del design?
Veramente dovremmo ristabilire la lista delle priorità! Noi siamo dei produttori vinicoli, da generazioni la nostra famiglia possiede numerosi ettari di vigne in varie località, produciamo oltre 15 vini diversi tra rossi, bianchi e vini da dessert. Questa è la nostra vocazione, l’attività che amiamo, cui dedichiamo tutte le nostre energie e che ci rende noti a livello internazionale. I Barolo, i Barbaresco e il Blangè sono i nostri tesori più preziosi. Nel tempo l’amore per le Langhe ci ha portato a fare delle scommesse, fino ad ora tutte vincenti, sulle eccellenze del territorio ed è da qui che nascono i due ristoranti, il Piazza Duomo e La Piola, e più recentemente le attività legate alla coltivazione e produzione di nocciole, con l’acquisto dell’Azienda Relanghe e la collaborazione con Gian Domenico Negro, affinatore di formaggi che con la sua azienda Arbiora, ha conservato la tradizione legata ai formaggi caprini.

Nel corso degli anni la cultura è stata al centro dei nostri interessi. Abbiamo creato momenti ed eventi culturali, come concerti, presentazioni di libri, convegni e premi letterari ma l’arte è partita come un gioco per noi, perché il recupero e il progetto artistico della piccola cappella SS. Madonna delle Grazie, divenuta la celebre Cappella del Barolo, sono avvenuti per una concomitanza di coincidenze e di incontri. Ci siamo trovati ad ospitare David Tremlett per un mese nel 1997, perché coinvolto in un progetto artistico qui nelle Langhe, ed è subito nata un’amicizia. Per ricambiare la bella ospitalità che la mia famiglia gli ha riservato, David ha raccolto l’invito di mio padre Bruno di pensare ad un progetto artistico che valorizzasse questa piccola cappella, mai consacrata, situata nei vigneti della località Brunate, che serviva a radunare i lavoratori durante i temporali. Lui ha fatto una telefonata ad un amico, e due anni più tardi noi avevamo un gioiello di arte contemporanea i cui interni ed esterni erano firmati rispettivamente da David Tremlett e Sol LeWitt.

Quali sono, a suo parere, le caratteristiche comuni del binomio vino/arte? Prevede futuri sviluppi per concretizzare al meglio i vostri sforzi in tale ambito? Leggo che c’è in cantiere una fondazione d’arte contemporanea dedicata al vino…
L’Azienda Ceretto produce vini che provengono dalle Cru più pregiate delle Langhe, per citarne alcuni i Barolo, che provengono dalla Cantina Bricco Rocche, nel cuore della D.O.C.G. del Barolo. Nello stesso tempo distribuiamo i prodotti di straordinarie aziende vitivinicole europee, i terroirs, vini e distillati unici che provengono da Francia, Spagna, Portogallo, l’Austria, la Germania e la Svizzera. Le dico questo per spiegarle che il fulcro della nostra attività è la ricerca della massima qualità nell’impresa di proporre sempre aromi eccezionali. In cui si senta l’unicità dei prodotti della terra, la sapienza dell’uomo nell’elaborarli, e quella personalità inesplicabile che rende un vino eccellente. L’arte in questo senso si lega al vino, è frutto di un lento processo di elaborazione ma quando è grande arte ha anche profonde radici e si nutre di ispirazione. E chi sa distinguere le cose che hanno un valore riconosce un buon vino così come una valida opera d’arte. Quanto all’idea della Fondazione di arte dedicata al vino, è un progetto che accarezziamo da anni, ma vedremo, per ora ci accontentiamo di organizzare mostre e di far giungere nel nostro splendido territorio artisti e curatori internazionali.

Altro elemento che contraddistingue la vostra tradizione, è il rapporto architettura/paesaggio con straordinari interventi architettonici…
Tutta la nostra filosofia parte dall’amore per il territorio. Abbiamo la fortuna di essere nati in una terra meravigliosa, le Langhe, che ci dona quotidianamente lo spettacolo dei suoi paesaggi, con le geometrie dei vigneti e i suoi colori cangianti. Èchiaro che la bellezza chiama la bellezza. Ci è sembrato ad un certo punto spontaneo creare nelle nostre cantine, adagiate sulla sommità di morbidi pendii, in mezzo a filari di vigne, spazi che consentissero di godere di questo spettacolo. E di farlo mentre si sorseggiano i nostri vini pregiati, che sono il nostro orgoglio.
La cantina Bricco Rocche di Castiglione Falletto, costruita nel 1982, è stata poi arricchita nel 2000 dell’avveniristico Cubo di vetro che l’ha resa una delle cantine più particolari e ammirate del territorio. Nella sua totale trasparenza, si propone come una scultura, un simbolo del re della nostra produzione: un monumento al Barolo. L’Acino invece, annesso alla Monsordo Bernardina, fa parte di un complesso lavoro di restyling di questa bellissima tenuta del 1800, diventata ormai il quartier generale dell’azienda Ceretto. Il restyling ha comportato la creazione di uno spazio interno interrato dedicato all’accoglienza e alle degustazioni che si estende poi in questa affascinante propagine esterna. Una bolla, che richiama la forma di un acino, la cui struttura è sospesa sulle vigne e che, attraverso la sua membrana trasparente, consente un colpo d’occhio sulle vigne, davvero straordinario.

Parliamo di Americans, che prende il via il 6 ottobre nel Coro della Chiesa della Maddalena ad Alba… Un evento curato da Bill Katz, architetto legato alla vostra famiglia da una solida amicizia. Ci può raccontare il vostro incontro e su quali progetti, in passato, vi siete già trovati a lavorare?
Bill ci è stato presentato da amici comuni, è un architetto newyorchese ed è diventato il nostro consulente per gli interni dei ristoranti poiché il suo stile americano si sposava bene con la nostra idea di realizzare una Piola chic, un bistrot con personalità, dove assaggiare i piatti più noti della tradizione piemontese ma in un ambiente originale e cosy, come dicono in inglese. Essendo da sempre molto amico di numerosi artisti newyorchesi, è stato facile fargli curare anche gli eventi legati alla loro arte e chiedergli di coinvolgerli direttamente. Nel 2010 ha realizzato anche gli interni della Casa dell’Artista e curato la prima mostra dei Ceretto 15 artisti per Steven, dedicata alla memoria di Steven Shailer, che aveva fatto da assistente a Bill nella realizzazione dei progetti artistici, e prematuramente scomparso. Le opere sono state donate dagli artisti, amici del giovane architetto newyorchese, e i Ceretto hanno acquistato le opere, realizzando una donazione di 200mila euro alla Fondazione in memoria di Shailer, costituita per pagare parte delle costosissime spese mediche sostenute dalla sua famiglia. Le opere di Kiki Smith, Robert Indiana, Donald Baechler, Anselm Kiefer, John Baldessari e di altri artisti, costituiscono così ad oggi il nucleo principale della nostra collezione. La collettiva Americans, invece, raccoglie i lavori di Jasper Johns, Julian Lethbridge, Ed Ruscha, Kiki Smith e Terry Winters. La mostra vuole essere il primo passo di un percorso di promozione artistica che nei prossimi 5 anni vede coinvolti – in una fertile sinergia – la famiglia Ceretto, Bill Katz e il Comune di Alba. L’obiettivo comune è quello di organizzare mostre di arte contemporanea in uno degli spazi cittadini più suggestivi di Alba, il coro della Chiesa della Maddalena, che funzionino come momenti e occasioni di promozione del territorio. Allo stesso tempo, le mostre valgono come “prove preparatorie” verso l’ambizioso progetto che come le dicevo da anni accarezziamo, di creare una fondazione di arte contemporanea dedicata al vino.

Evento nell’evento, ad Alba, assisteremo anche all’inaugurazione dell’ampliamento di uno degli storici locali di famiglia, La Piola, dopo un restyling d’eccellenza guidato da Bill Katz e Giuseppe Blengini… Ci può dare qualche anticipazione su quello che potremo vedere e della “madrina” di questaoccasione?
Bill e Giuseppe hanno guidato questi lavori con passione e siamo molto soddisfatti del risultato. Dopo sette anni di grandi successi anche la Piola meritava una “promozione” e soprattutto di avere un’opera firmata da un grande artista così come il ristorante Piazza Duomo che vanta un grande affresco di Francesco Clemente. Kiki Smith è stata nostra ospite per tre mesi l’anno scorso, e quindi anche con lei si è creato un rapporto di amicizia e stima, ci ha proposto di realizzare questi lampadari e noi ne siamo stati entusiasti. Bisogna venire alla Piola per ammirarli!

Il connubio arte/food è segno distintivo anche del bistellato ristorante Piazza Duomo di Alba…
Come le dicevo prima, l’alta gastronomia è diventata nel tempo una delle nostre scommesse. La joint venture con Enrico Crippa ha costituito un ulteriore tassello della nostra ricerca di altissima qualità in tutto quello che ci proponiamo di realizzare. La sua ricerca in ambito culinario è di altissimo livello, e la scelta per lui delle Langhe è stata determinata dalle eccellenze che caratterizzano questo territorio. Non potevamo che creare in questo senso un ambiente straordinario e quindi abbiamo coinvolto per gli interni del ristorante Piazza Duomo un artista eccezionale, Francesco Clemente, e con lui e la sua disponibilità, l’impresa è stata vincente. L’affresco che ha disegnato e realizzato in esclusiva per noi è un’opera davvero unica, che mescola i motivi della vite a quelli del ciclo della vita umana.

Ci può raccontare qualche aneddoto interessante relativo agli artisti che si sono succeduti e con i quali avete condiviso un rapporto diretto…?
L’aneddoto che amano sempre molto i giornalisti riguarda l’originale formula con cui si è stabilito il compenso di David Tremlett e Sol LeWitt. Oltre ai materiali e agli assistenti (solo questi ultimi per la cronaca hanno ricevuto 47mila euro) si è stabilito che ricevessero un vitalizio di Barolo. Una bottiglia del nostro vino più pregiato a settimana, per tutta la vita. Come dicevamo prima… arte all’arte!

Americans
Jasper Johns, Julian Lethbridge, Ed Ruscha, Kiki Smith, Terry Winters

6 ottobre – 25 novembre 2012
Inaugurazione 6 ottobre 2012 ore 12.00

Coro della Chiesa della Maddalena
Via Vittorio Emanuele II 19, Alba

Orari: lunedì-venerdì, 14.30-18.30 | sabato ore 10.00-18.00 | domenica ore 10.00-17.00
Info: www.ceretto.it

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