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MILANO | PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano | 4 aprile 2023 – 11 giugno 2023

di ALESSIA PIETROPINTO

Il suo è un lavoro che ammalia, destabilizza e confonde. È un’indagine frammentata, ma coincisa; una restituzione schietta e, a tratti cruenta, di una realtà poco conosciuta.
Yuri Ancarani (Ravenna, 1972), artista e film-maker il cui attento e scandito lavoro è il risultato di un perfetto bilanciamento tra cinema, documentario e arte contemporanea; nonché (proprio come film-maker) vincitore della ventesima edizione del Premio ACACIA, assegnato dall’Associazione ACACIA – Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana, presenta, presso il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, Lascia stare i sogni, mostra monografica  a cura di Diego Sileo e Iolanda Ratti.

Yuri Ancarani, Ricordi per moderni (Rimini), 2009, still video Courtesy Studio Ancarani

Il titolo, una citazione tratta dal suo ultimo film Atlantide, candidato ai David di Donatello 2022 come miglior documentario, vuole essere un promemoria per tutti coloro che guardano al cinema con occhi sognanti, immersi in un’onirica visione di corretta e finta beatitudine e con il solo scopo di uscirne ammaliati e fintamente commossi. Ciò che, invece, presuppone il suo lavoro, frutto di un calibrato bilanciamento tra immagini e suono, tra corpi, spazi e avanguardistiche tecnologie, è uno sguardo capace di surclassare l’apparente finzione del reale, uno sguardo pronto a mostrare universi celati da stratificate velature e da sottesi giudizi mascherati da finto perbenismo.

Yuri Ancarani, San Vittore, 2018, still video Courtesy Studio Ancarani

L’intera mostra si presenta come un’intensa antologica, una visione totalizzante della sua pratica artistica, un’esplorazione ravvicinata dell’intera sua carriera, dagli esordi ad oggi. Presenti in mostra i suoi primissimi lavori, come ad esempio la serie Ricordi per moderni, affiancati dai lavori più recenti, quali La malattia del ferro e la trilogia de Le radici della violenza e dal suo ultimo film intitolato Il popolo delle donne: monologo girato in presa diretta in un cortile dell’Università degli Studi di Milano della durata di circa 45 minuti pronunciato da Marina Valcarenghi, giornalista, attivista, psicoterapeuta e psicoanalista in carceri nei reparti dedicati alle violenze sulle donne.

Yuri Ancarani, San Giorgio, 2019, still video Courtesy Studio Ancarani

Dalla Sala 1, dedicata al film ambientato all’interno di una cava di marmo delle Alpi Apuane, passando per la Sala 4, in cui è possibile visionare, in modo alternato su due differenti schermi, i film San Siro (2014) e San Vittore (2018), affiancati dal film San Giorgio, trasmesso tramite un monitor, è possibile entrare in contatto con episodi di vita narrati seguendo una logica visionaria e, nel contempo, inquietante che trasportano lo spettatore all’interno di sequenze scandite da battiti emozionali e conturbanti, da attimi che fuoriescono dallo schermo per divenire porzioni fluide di memoria. Uno stadio, una prigione e una banca diventano così protagonisti di un racconto visivo correlato da molteplici dettagli e da statici piani sequenze capaci di estrapolare dalla realtà quanto di più vero ci sia.

Yuri Ancarani, Lascia stare i sogni, veduta della mostra, PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano Foto Nico Covre Vulcano Agency

Il contatto diretto con la realtà, restituita in chiave differente e non consueta, è ciò che contraddistingue il lavoro di Ancarani frutto di molteplici riferimenti al cinema, alla letteratura e alla fotografia. Le inquadrature, strutturate al fine di risultare una sorta di gravosa esplorazione emotiva, donano alle sue opere un’atmosfera dal sapore freddo e irreale, un tono distaccato, ma coinvolgente che funge da amplificatore sensoriale e percettivo in grado di condurre lo spettatore all’elaborazione di personali riflessioni teoriche che permangono vivide anche al termine della visione. Realtà e finzione, rese tramite coerenti e non banali inquadrature correlate dall’eccelso montaggio e dal sapiente uso del suono, si mescolano dando vita ad una visione identificativa e lineare, lontana da quell’irreale e sognante concezione cinematografica preponderante.

Yuri Ancarani, San Siro, 2014, still video Courtesy Studio Ancarani

Collegato al recente lavoro di Yuri Ancarani, è possibile visionare la Project Room del PAC dal titolo Sexually Explicit Content: un’installazione video dell’artista Silvia Giambrone (1981) – curata da Diego Sileo – in cui viene raccontato un episodio di molestia sessuale subita dall’artista via Web. Un’opera fortemente e volutamente esplicita, violenta e disturbante, nata con l’obiettivo di turbare lo spettatore per far sì che acquisisca nuova consapevolezza riguardo tematiche fortemente attuali, ma oggigiorno declassate a causa dell’eccessiva frequenza e abitudine.

Silvia Giambrone, Everyday dicks, 2023, still video manipolato

L’obiettivo è innescare una riflessione più ampia sul potere delle immagini pornografiche nella nostra società, immagini ormai del tutto demistificate che non destano più scalpore.
Un approccio cinematografico e artistico che spazia tra gli ambiti più disparati per dirigersi lì, dove tutto appare e si mostra così com’è, senza filtri, senza veli, senza mezzi termini; ciò che permane alla fine è una presa di coscienza che non lascia scampo, è una amara e angosciante consapevolezza che il mondo nel quale viviamo è, in realtà, custode di segreti perturbanti, ma drammaticamente veri.

Yuri Ancarani. Lascia stare i sogni
a cura di Diego Sileo e Iolanda Ratti
promossa dal Comune di Milano – Cultura
in partnership con il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
in collaborazione con Acacia – Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana
catalogo SilvanaEditoriale

4 aprile – 11 giugno 2023

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea Milano
Via Palestro 14, Milano

Orari: da martedì a domenica 10.00-19.30, giovedì 10.00-22.30; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso lunedì; aperto 2 giugno

Info: +39 02 88446359
www.pacmilano.it

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