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Temi & Variazioni. Scrittura e spazio. Gastone Novelli e Venezia

VENEZIA | Collezione Peggy Guggenheim Collection | fino al 1 gennaio 2012

Intervista a LUCA MASSIMO BARBERO di ILARIA BIGNOTTI

Dialogano con un’armonia inedita le opere della Collezione Peggy Guggenheim che Luca Massimo Barbero ha selezionato per il terzo appuntamento del progetto curatoriale Temi & Variazioni, destinato a far dialogare i capolavori storici della Collezione stessa con opere e linguaggi della contemporaneità. In un percorso affascinante, l’occhio sosta e scorre, scatta e indugia sulle opere del XX e del XXI secolo: da Colombo a Castellani, lo spazio pulsa e respira in un dialogo che chiama Morellet e Duff; da Carrà a De Marchi, le nevrosi della parola futurista diventano alfabeto della mente nei linguaggi contemporanei; il grido corporeo della pittura di Bacon si confronta con la primordiale sensualità della plastica di Leoncillo… il percorso termina, per ricominciare, in un omaggio prezioso a Gastone Novelli (1925-1968), le cui opere esposte, alcune fino ad oggi mai mostrate, raccontano del suo intimo legame con la città di Venezia.

Luca Massimo Barbero ci racconta così il suo progetto espositivo…

Ilaria Bignotti: Siamo alla terza inaugurazione del suo progetto curatoriale, Temi & Variazioni: forse questa formula rappresenta anche le due anime che caratterizzano la sua figura di storico dell’arte rigoroso e al contempo di curatore attento al nuovo e all’”imprevedibile” ?
Luca Massimo Barbero:
Penso che potrebbe essere così: da un lato vi è la mia profonda radice di storico dell’arte con la quale ho creato, tuttavia, una mostra che fosse ben poco prevedibile, e non rigidamente ortodossa ma, citando Agnetti, pronta a dimenticare a memoria la storia dell’arte. Infatti l’esposizione gioca, nel senso più alto del termine, con i linguaggi e con le opere selezionati: anche le presenze del contemporaneo sono state inserite nel percorso senza voler cercare ortodossie costrette, ma tenendo ancora una volta a mente quanto afferma, visualizzandolo, l’opera di Agnetti: “Quando ti vidi non c’eri”. Ecco allora che le opere di De Marchi, Duff, Favelli, Stingel… non si presentano in accostamenti prevedibili con opere già storicizzate, ma suggeriscono appunto contatti inattesi, eppure possibili e affascinanti. Una mostra pensata per gli addetti ai lavori, ma anche per il pubblico più ampio che, mi dicono, la sta visitando con grande attenzione ma anche con il giusto piacere della visione.

A volte, in alcune sale, pare che le opere d’arte più recenti costituiscano il punto di partenza dal quale, a ritroso, addentrarsi nella storia dell’arte: quanto hanno influito i linguaggi degli artisti attuali nella scelta delle opere storicizzate?
Sebbene il percorso sia stato studiato e creato a partire dalle opere della Collezione, sono contento che emergano inedite “corrispondenze” con i contemporanei: è la conferma di una vitalità dei linguaggi della storia dell’arte, del continuo rispondersi e chiamarsi dei temi e delle variazioni attraverso corrispondenze che possono scaturire anche dall’aspetto non solamente visivo, ma concettuale, e tecnico, delle opere. In questo senso ho cercato di offrire maggiori possibilità di contestualizzazione, a scapito di una eccessiva, e sterile, stigmatizzazione delle opere stesse in percorsi asetticamente “ortodossi”.

Tra i legami e i dialoghi che ha creato tra le opere esposte, quali a suo parere quelli più provocatori e stimolanti?
Il dialogo tra Picasso e Agnetti, innanzitutto, per quel felice contrasto e contatto tra il protagonista, per antonomasia, di una grande fisicità ed energia pittoriche, e il protagonista emblematico di un pensiero altissimo, che diventa linguaggio visivo. E, poi, l’irriverente dialogo tra gli Spazi elastici di Colombo e le composizioni geometriche di Mondrian, tra il dipingere a pieno campo di Stingel e il danzare sulla tela di Pollock… una mostra che va vissuta come una intrigante caccia alle pertinenze.

Oltre a Temi e Variazioni, il pubblico potrà ammirare una splendida selezione di opere di Gastone Novelli, artista dal linguaggio complesso e carico di ambigui significati: un ulteriore stimolo, forse, a voler rimettere sempre in discussione linguaggi e percorsi temi e variazioni dell’arte?
Assolutamente: Temi e Variazioni rimanda all’idea dello spazio e della scrittura, è una mostra che prova, anche agendo per accostamenti imprevedibili, ad analizzare il modo in cui gli artisti siano “stenografi” della realtà, la scrivano attraverso la loro opera. Novelli visse molto a Venezia, e le sue opere qui esposte, ancora una volta, vogliono mettere in luce la relazione che intrecciano con la città lagunare. Egli stesso disse che con la sua ricerca avrebbe consegnato un linguaggio senza sapere se, quando e come questo sarebbe stato compreso e letto, trasformato e assimilato: la storia dell’arte agisce per temi e variazioni, appunto.

Temi&Variazioni. Scrittura e spazio. Gastone Novelli e Venezia
A cura di Luca Massimo Barbero
Collezione Peggy Guggenheim
Info: +39 041 2405415/404
www.guggenheim-venice.it
info@guggenheim-venice.it
15 ottobre 2011 – 1 gennaio 2012

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