Ti sarà inviata una password per E-mail
L’AQUILA | sedi varie | Fino al 31 dicembre 2011

L’arte contemporanea interviene nuovamente per fare e chiedere “luce” sulle responsabilità di oltre 300 morti e sul futuro della città. L’Aquila, 2011, una città-ombra ancora disabitata: a illuminarla è, fino al 31 dicembre, la seconda edizione di RE PLACE, progetto d’arte contemporanea legato al grave terremoto che ha colpito la città il 6 aprile 2009.

L’iniziativa, ideata da Germana Galli, è organizzata dall’Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo ed è realizzata con il sostengo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale POR-FESR 2007-2013 “Attività VI.I.3” dell’Assessorato alle Politiche Culturali – Servizio Politiche Culturali, con il patrocinio di Ufficio del Vice Commissario per la ricostruzione delegato per la tutela dei Beni Culturali, Consiglio Regionale Regione Abruzzo, Provincia de L’Aquila, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, e con il contributo di Comune de L’Aquila Assessorato alla Cultura, Fondazione Carispaq, Spedart.

Il progetto, che si avvale di un contributo scritto di Massimiliano Scuderi, coinvolge un selezionato gruppo di artisti, chiamati ad intervenire, insieme agli studenti d’arte aquilani, con opere luminose e sonore in quattro luoghi simbolo della città e del suo patrimonio culturale e identitario: Giovanni Albanese, Carlo Bernardini, Fabrizio Corneli, Licia Galizia e Michelangelo Lupone.

Il potere dell’arte è chiamato non solo a tenere accesa la memoria – ribadendo che il patrimonio storico e culturale de L’Aquila è un bene comune che sta per essere dimenticato dall’opinione pubblica – ma anche a portare nuova luce su un progetto di futuro. Con questo obiettivo, la prima edizione di RE PLACE si è svolta lo scorso anno in occasione dell’anniversario del sisma, alle 3.32, stessa ora della scossa principale, con un’opera di luce di Mario Airò, a cura di Pier Luigi Sacco, che si è accesa in opposizione al buio, fisico e psicologico, della città.

RE PLACE torna oggi in occasione del Natale, in un centro storico ancora chiuso, su cui pesano il rischio dell’abbandono e la complessità della gestione della ricostruzione, invitando nuovamente l’arte a intervenire, con la sua generosità, ma anche la sua capacità di denuncia, per riprendere il filo di una narrazione interrotta.

L’opera di Giovanni Albanese, splenderà, come provocazione poetica, al confine interno della zona rossa: un omaggio al desiderio dei cittadini di riabitare la propria casa ma anche un augurio più esteso di fare CENTRO. L’artista ha scelto via Tre Marie e ha espressamente chiesto di occupare lo spazio davanti al famoso Ristorante omonimo, oggi naturalmente chiuso, luogo di straordinaria qualità sempre molto caro agli artisti: fu Fabio Mauri ad accompagnarlo lì molti anni fa.

Carlo Bernardini, il cui lavoro ha sempre un contenuto di sfida all’impossibile, intercetterà geometrie nel vuoto del vallo del Forte Spagnolo fortemente danneggiato dal sisma, con la collaborazione delle squadre speciali dei vigili del fuoco che per primi “espugneranno” la fortezza militare scalando le mura per portare le fibre ottiche, su disegno dell’artista.

La collocazione dell’opera ideata da Fabrizio Corneli necessitava di un muro sul quale la dialettica tra luce e ombra potesse esprimersi come una meridiana: la scelta, apparentemente semplice, è diventata in questo caso complessa, in quanto ogni palazzo del centro è un bene tutelato e, benché danneggiato, non “forabile”. La soluzione assume anche un grande valore simbolico, dato che il palazzo è stato individuato proprio nel centro della città: piazza Duomo, luogo del mercato e delle campane.

Il lavoro di Licia Galizia e Michelangelo Lupone si sviluppa concretamente a quattro mani in quanto si compone di una scultura in acciaio dell’artista che pare essere suonata o sonante, illuminata o illuminante, in un’altalena passiva o attiva imposta dalle vigorose note del maestro Lupone. L’opera è collocata nel piazzale antistante il Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio Regionale.

Questi interventi d’arte sono realizzati con il diretto coinvolgimento delle nuove generazioni della città, protagoniste della sua ricostruzione, con le loro energie e i loro talenti. Parte integrante del progetto è stata infatti la concreta partecipazione degli studenti del Liceo Artistico Bafile, i quali da un paio di anni hanno avviato la realizzazione anche di opere all’interno dell’Istituto. Si rinnova inoltre la collaborazione, già avviata nella scorsa edizione, con l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila: gli studenti del corso di Fotografia, guidati da Danilo Balducci, realizzeranno il reportage fotografico dell’intero progetto.

L’Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo opera dal 2005, senza fini di lucro, dalla città dell’Aquila, in cui ha sede, al fine di contribuire alla conoscenza dei beni culturali non solo di questa regione. Dal 2006 pubblica un trimestrale gratuito, MU6, ideato da Germana Galli, e diretto da Walter Capezzali in 10.000 copie e sul web www.rivistamu6.it in collaborazione con i musei, le università, le soprintendenze, le fondazioni, le associazioni e gli artisti, in un costante confronto e scambio, in particolare con la macro regione che è il centro Italia.

RE PLACE | seconda edizione
Giovanni Albanese, Carlo Bernardini, Fabrizio Corneli, Licia Galizia e Michelangelo Lupone
L’Aquila, sedi varie
Fino al 31 dicembre 2011

Organizzato da Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo
Info: amicideimuseidabruzzo@gmail.com
www.re-place.it
www.rivistamu6.it


Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se continui a navigare accetterai l'uso di tali cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi