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Galleria San Fedele
Milano

Premio Artivisive San Fedele 2009/2010. Il Segreto dello Sguardo (di Francesca Di Giorgio)

Se non fosse per la lunga storia che ha alle spalle il Premio Artivisive San Fedele sembrerebbe un progetto concepito di recente. Vuoi perché di giovani si tratta – l’obiettivo è quello di saggiarne la profondità di ricerca – vuoi per il clima d’avanguardia che si respira nella filosofia e nella struttura interdisciplinare (si premia l’arte visiva, la musica, il cinema…).
Chi partecipa al San Fedele sa di non ricevere ciò che ci si aspetta solitamente da un premio d’arte e, insieme alla statua fusa in bronzo dallo stampo donato da Lucio Fontana, si guadagna la possibilità di mettersi in gioco con un intero percorso di ricerca. In attesa di visitare la mostra conclusiva dell’edizione 2009/2010, abbiamo chiesto al Direttore della Galleria San Fedele, Padre Andrea Dall’Asta S.I. – dove S.I. sta per Societas Iesus – di presentarci il risultato frutto del lavoro di un anno e gli sviluppi alle porte…


Francesca Di Giorgio: Il Segreto dello Sguardo chiude la VI edizione del Premio Artivisive San Fedele 2009/2010. Chi sono gli artisti premiati e qual è il loro “segreto”?
Andrea Dall’Asta S.I:
Gli artisti premiati sono Ettore Frani, primo classificato, Maria Elisabetta Novello e Patrizia Novello, seconda e terza classificate; Alessandra Caccia, vincitrice del Premio Rigamonti e segnalata all’Asolo Art Film Festival, Susanna Pozzoli, menzionata dai bravissimi e giovani curatori che sono stati la vera anima del premio, accompagnando gli artisti nel loro processo creativo: Angela Madesani e Daniele Astrologo, Luca Barnabé, Ilaria Bignotti, Chiara Canali, Matteo Galbiati, Chiara Gatti, Massimo Marchetti, Kevin Mc Manus, Barbara Sorrentini, Michele Tavola, Fabio Vittorini, Giuseppe Zito S.I.
Gli artisti sono stati premiati nella misura in cui hanno saputo esprimere una profondità di senso, in rapporto al tema che era stato loro consegnato, nel modo in cui hanno saputo testimoniare un’esperienza di vita, un desiderio di andare al cuore delle preoccupazioni del tempo presente, di superare la superficialità di tanta arte contemporanea che, purtroppo, ha così tanto successo oggi.

Per chi avesse perso il filo delle sue vicende ricorda per noi le tappe fondamentali e gli incontri di cui è stato testimone il Premio?
Durante gli anni ’50 e ’60 il Premio San Fedele è stato un’occasione per presentare il meglio dell’arte italiana del tempo. Senza ideologie, il Premio è stato in grado di riconoscere quegli artisti che hanno saputo interpretare i valori fondamentali dell’uomo, le contraddizioni del proprio tempo nel desiderio di offrire risposte, nell’intento di promuovere un dialogo con le forze migliori della società, coinvolgendo figure di primo piano, come Lucio Fontana, Carlo Carrà, Giuseppe Panza di Biumo… per non parlare dei giovani artisti di allora che vi hanno partecipato e che oggi sono diventati artisti di primo piano.

Nessun premio in denaro. Questa è solo una delle caratteristiche che distingue il progetto. Alla base di tutto risiede un intento formativo che dal principio si rivolge, con un impegno reale, ai giovani artisti. Ci racconta la “filosofia” del Premio San Fedele?
È vero. Il Premio non consiste in denaro, ma in formazione, nella scelta di compiere un cammino pieno di senso. E all’interno di un gruppo, non isolatamente. In questo modo, tanti artisti si auto-escludono, come in una selezione naturale… Il confronto presuppone sempre un “giocarti”, un rischiare, l’accettare che il proprio narcisismo possa essere ferito. E questo mette paura. Di certo, il Premio San Fedele, non vuole essere un luogo di scontro e di conflitto, in cui la competitività è vissuta come momento di esclusione, quanto piuttosto come laboratorio espressivo e cantiere creativo, finalizzato alla formazione di giovani artisti, film maker e musicisti e alla produzione di lavori originali nati da un’elaborazione e riflessione su temi specifici proposti dalla Fondazione Culturale San Fedele.
I lavori prodotti all’interno del Premio nascono, dunque, da una vera e propria commissione, la cui finalità è quella di permettere ai giovani di riflettere sul significato più profondo dell’arte, in relazione ai temi della vita e della società, contro la tendenza attuale a un’arte troppo autoreferenziale, ripiegata su se stessa.
Il Premio San Fedele si propone di avvicinare i giovani artisti, registi e musicisti alla cultura e alla pratica artistica contemporanea; di avviarli a un consapevole percorso umano e professionale; di favorire l’incontro tra giovani artisti e pubblico di professionisti e appassionati dell’arte; maturare attraverso l’arte dei giovani un confronto su temi di valore umano, spirituale e culturale; promuovere una riflessione sullo stato dell’arte nelle sue diverse declinazioni.
L’obiettivo è quello di offrire a tutti, in primo luogo ai giovani artisti, registi e musicisti, la possibilità di recuperare l’arte nella sua totalità, nei suoi valori più veri e più vivi; di portare una verità sull’esistere dell’uomo, sul suo mondo, sulla sua fantasia, parlando della sua ricerca d’identità, del suo desiderio di assoluto.

Il Premio guarda avanti… È in cantiere – e si concretizza già nel trimestre ottobre/dicembre – un fitto programma di incontri e dibattiti multidisciplinari. A partire dalla base triennale con cui è stato concepito cosa cambierà nell’edizione 2010/2013?
La base triennale è stata concepita per permettere un maggior tempo di formazione e di riflessione sul tema proposto. In modo che i giovani possano crescere sotto tanti punti di vista, ma soprattutto da un punto di vista umano e professionale. L’iniziativa vuole promuovere un’arte intesa come possibilità d’incarnare un senso che parli dell’esperienza umana e di ciò che la trascende, perché l’uomo possa crescere e trasformare la realtà in cui vive. Questa è l’eternità dell’arte: quando l’espressione estetica, che nasce da una cultura storicamente determinata, è in grado di esprimere un valore assoluto per l’umanità. Per noi, etica ed estetica coincidono nella medesima ricerca di senso.
La tematica del Premio 2010-2013 è enunciata dal verso dantesco E quindi uscimmo a riveder le stelle, proprio per evocare quella situazione esperienziale e riflessiva in cui l’uomo, in un momento particolare della sua vita, gira lo sguardo attorno a sé e indirizza gli occhi verso un orizzonte più vasto, il cielo stellato, per vedere e capire dove è, che cosa sta facendo, che cosa attraversa e verso dove si sta dirigendo. Il tema sul quale rifletteranno i giovani artisti sarà coniugato ogni anno in un modo diverso, partendo appunto dalle problematiche dell’uomo in cammino e alla ricerca del senso di quanto vive. Un modo per guardare a un futuro migliore, soprattutto oggi, nella situazione di crisi in cui ci troviamo.

Il premio in breve:
Premio Artivisive San Fedele 2009/2010. Il Segreto dello Sguardo
Mostra a cura di: Andrea Dall’Asta S.I., Angela Madesani, Daniele Astrologo, Luca Barnabé, Ilaria Bignotti, Chiara Canali, Matteo Galbiati, Chiara Gatti, Massimo Marchetti, Kevin Mc Manus, Barbara Sorrentini, Michele Tavola, Fabio Vittorini, Giuseppe Zito S.I.
Galleria San Fedele
Via U. Hoepli 3a, Milano
Info: +39 02 86352233
Inaugurazione giovedì 14 ottobre 2010
14 ottobre – 14 novembre 2010

Artisti in mostra: Francesco Arecco, Paolo Baraldi, Alessandra Caccia, Orsola Clerici, Matteo Cremonesi, Michele D’Agostino, Ettore Frani, Asako Hishiki, Reuven Israel, Tamas Jovanovics, Fumitaka Kudo, Nicola Magrin, Giovanni Mantovani, Stefano Marchetti, Cristian Merisio, Maria Elisabetta Novello, Patrizia Novello, Francesca Pasquali, Susanna Pozzoli, Alessandro Sanna, Michele Spanghero, Petar Stanovic

In alto:
Ettore Frani, “Quasi nulla” (trittico), 2010, olio su MDF laccato bianco, cm 60×50 cad.
In basso, per entrambe:
Patrizia Novello, “The time is drawing near to return”, 2010, acrilico su cartone vegetale, installazione misure variabili, 198 elementi da cm 10,8×8,8

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