Non sei registrato? Registrati.
SAVONA | GALLERIA VICO SPINOLA | Fino al 3 luglio 2023

Intervista a mCLp studio (Gabriele Resmini & Luca Pellegrino) di Livia Savorelli

Andare oltre la materia – la tanto amata ceramica – ma attuando una continua contaminazione per  superare i limiti espressivi dettati dall’urgenza creativa, questo in sintesi il motto del duo mCLp studio, composto da Gabriele Resmini e Luca Pellegrino, che ha presentato l’ultima ricerca alla Galleria Vico Spinola di Savona che, sotto la guida di Julian Tiscione, sta avviando un programma di mostre innovative ed aperte alle sperimentazioni del contemporaneo. In occasione della personale Flesh Dance, abbiamo raggiunto il duo. Quello a seguire è il dialogo che è originato dall’incontro…

mCLp studio (Gabriele Resmini & Luca Pellegrino)

Nel 2018 vi costituite come duo e scegliete come luogo creativo Officina900 ad Albisola Superiore. Pur privilegiando la ceramica come medium principale, la vostra sperimentazione appare da subito di rottura rispetto alla tradizione, con una ricerca orientata alla destrutturazione delle forme del passato e all’utilizzo congiunto di materia ceramica e materiali industriali come il cemento, la resina, le vernici industriali… Quale risultato, in termini di opera finale, volete raggiungere con la ceramica?
Il nostro retroterra artistico è molto vario, mentre io arrivo da studi di design, scenografia, scultura e regia, Luca arriva da una grandissima formazione tecnica come torniante con tutte le sue declinazioni nella tradizione ceramica nazionale e internazionale. In Officina900, che è un coworking con realtà che tendono al nuovo, abbiamo fondato il nostro mCLp studio spinti da quella libertà formale e tecnica che non è così immediato trovare sul territorio ligure, forti di una base solida data dallo studio della materia e della tradizione ma nella direzione dell’innovazione.
È stato un passo naturale utilizzare come medium la ceramica che ci univa fin da subito, ma altrettanto naturale spingerci a contaminarla con altri materiali che ci aiutassero a raggiungere il nostro obiettivo concettuale con maggiore forza espressiva e con una cura tecnica assolutamente più in linea.
Il nostro lavoro si fonda sullo studio di un concetto, l’espressione dello stesso e la forte necessità di dare armonia formale per giungere ad un più ampio pubblico possibile, per questo non possiamo e non vogliamo che la materia ci limiti nel lavoro.
La terra, naturale, malleabile e sfida continua che rispettiamo fortemente, può e deve assolutamente dialogare con altre materie più o meno affini se la ricerca artistica lo richiede.

mCLp Studio, Flesh Dance, exhibition view, Galleria Vico Spinola, Savona

In occasione del Festival della Maiolica, avete presentato alla Galleria Vico Spinola di Savona  Flesh Dance, un progetto anch’esso indubbiamente di rottura. Prima di approfondire i contenuti della mostra, potete ricordare da dove origina e, in particolare, da quale riconoscimento che come duo avete ottenuto?
“Nemo propheta in patria”, per questo motivo e per la forte connotazione di tradizione ceramica del nostro territorio, io e Luca fin dai primi lavori abbiamo preferito misurarci fuori regione e fuori nazione. Il primo ritorno è stato in occasione della collettiva dell’Associazione Ceramisti in occasione del tributo ad Arturo Martini, presentando SEX, un’opera di rottura che ricalca perfettamente il nostro stile tecnico-espressivo, che amiamo considerare madre generatrice di Flesh Dance. L’anno scorso poi al Museo Gianetti di Saronno abbiamo vinto il concorso Coffebreak.museum con altre installazioni e in quell’occasione abbiamo iniziato a pensare che forse si sarebbe potuto provare a proporre un lavoro su Savona. La firma finale su questa decisione l’ha messa poi il bel successo che ha avuto, l’autunno scorso, il Festival CONNEXXION, insieme al premio Arteam Cup in cui siamo stati selezionati tra i finalisti e che, a nostro parere,  ha scosso parecchie menti e dato forza a molte nuove idee visto anche l’afflusso.
È arrivata da sé la comune decisione con Julian Tiscione della Galleria Vico Spinola di presentare questa bianca poesia per il Festival della Maiolica.

mCLp Studio, Flesh Dance, installazione, cm 40x280x45, cinque sculture in grés su materasso di lana

Dall’ambiguità del titolo, a partire dalla sua stessa lettura, ad un allestimento che cerca di depistare il visitatore, visivamente prima di tutto, accogliendolo – senza che se ne accorga – in un’alcova che evoca con delicatezza la sensualità e l’atto amoroso, ma sublima ogni tabù della carnalità evocata sia tramite i movimenti delle due danzatrici, che si susseguono nel video sulla parte di fondo, sia nelle forme delle sculture.
Come è nata l’idea di dare forma a questa “danza della carne” e toccare un argomento non facile come la sessualità, rappresentandola senza retorica? Quanto importante, in particolare modo nel delineare questa installazione, è stata la fase progettuale?
Come ti dicevamo il nostro lavoro incomincia con ampie discussioni tra noi in studio, solitamente di notte (lavoriamo dalle 21,00 alle 02,00 per sei giorni a settimana), alla fine delle quali spesso si delineano temi che ci colpiscono, che maturiamo e delineiamo e su cui lavoriamo in modo individuale riunendoli solo quando entrambi li abbiamo digeriti mentalmente e spesso all’unisono. Allora incomincia lo studio sul come esprimere ciò che vogliamo comunicare e credo sia questa una delle parti del nostro lavoro più eccitanti, in quanto avendo così chiaro il messaggio dobbiamo unirgli tecnica, sperimentazione, un buon livello emozionale dell’installazione. Se una di queste cose non asseconda l’altra il pezzo non esce dallo studio e si riparte fino a che il concetto non è espresso perfettamente.
Nel caso di Flesh Dance la discussione di partenza è stata una delle più aspre con cui ci siamo confrontati negli ultimi tempi: il rapporto con il sesso e la sessualità legato al pensiero ma soprattutto alla mente umana almeno nella nostra società. La nostra missione era quella di cercare di comprendere i meccanismi che in questo preciso ambito muovono azioni e reazioni delle diverse generazioni a livello sociale ed a livello psicologico. Fatto nostro il risultato e tirate le nostre conclusioni, abbiamo dato forma a questi massi emozionali appoggiandoli sul naturale palcoscenico dell’amore: un materasso che non vuole essere statica cornice di un atto amoroso ma sentiero multiforme di un percorso fisico e mentale.
Questo però non ci bastava, sarebbe stata solo una nostra visione degli stati d’animo del cammino, allora abbiamo deciso di chiudere il cerchio con i protagonisti della ricerca e con la loro espressione perché volevamo capire quanto fossimo riusciti a rappresentare ciò che il corpo umano prova. Qui è iniziata la seconda parte, quella che ha chiuso il cerchio di questa esperienza, arricchendo noi quanto le ballerine presenti nel video. Abbiamo fatto un bellissimo lavoro con le ragazze di Danza 360 Performing School, guidate da Alice Olmo che, partendo da una forte base tecnica, hanno piano piano rivoluzionato la propria gestualità ed espressività stilistica per giungere ad una rappresentazione totalmente corporea e sensoriale delle emozioni che abbiamo loro proposto ed hanno deciso di interpretare, chi in modo più violento e sanguigno, chi delicato e quasi spaventato, ma sempre personale e sentito.

mCLp Studio, Flesh Dance, installazione video

Completano l’esposizione alcune Architetture Oniriche, molto particolari sia per la commistione degli elementi che le compongono, di cui vi chiedo di parlare, sia perché in esse compare un elemento iconico della vostra ricerca, da voi sviluppato sotto molteplici punti di vista: le ombre. Come vi rapportate concettualmente ed esteticamente con le stesse?
Come hai giustamente affermato, se dovessimo rappresentare il nostro studio, il nostro lavoro, sicuramente lo faremmo con un’ombra. L’ombra è, se così possiamo dire, il nostro elemento, descrivendo perfettamente l’essere di una cosa pur senza darne nessuna caratteristica fisica, ma lasciando totalmente libera l’immaginazione, un modo per viaggiare sicuri nell’essere in quanto esistente ma liberi in quanto senza sovrastrutture.
Architetture Oniriche sono una serie di tondi in terra bianca sui quali campeggia una sagoma di ciò che appare, lo skyline di un’architettura in resina, materia umana, non naturale, solo dopo, l’occhio dell’osservatore noterà che quel disegno è l’ombra di una piccola struttura para-architettonica in grés che sta alla base dello stesso. Queste opere tendono a spingere alla conservazione del bello intorno a noi poiché senza la conoscenza e l’incameramento nel nostro cervello di immagini reali non potremmo mai “costruire” l’impianto scenografico in cui si muovono i nostri sogni.

mCLp Studio, Architetture Oniriche, 2023, tondi in terraglia con composizioni scultoree in grés e resina

Parliamo dei vostri prossimi progetti… Mi avete anticipato che siete stati invitati alla Biennale di Gubbio. In cosa consisterà il vostro intervento?
La mostra è INTERSEZIONI / NERO ed è la prima tappa del progetto nazionale destinato a far dialogare collezioni permanenti dei musei con opere contemporanee; in questa tappa eugubina, l’esposizione sarà incentrata sul bucchero. La ceramica contemporanea, così, torna ad essere protagonista dopo la lunga stagione delle biennali di scultura che hanno visto esporre a Gubbio i nomi centrali nella ricerca con questo medium.
Un invito di cui siamo molto orgogliosi, soprattutto perché la direzione artistica curata da Domenico Iaracà, che si trova a lavorare su una tecnica antica, etrusca, e di conseguenza molto tradizionale, ha deciso di puntare su artisti che lavorano in modo moderno con concept totalmente contemporanei. Un’azione, a nostro parere, tanto forte quanto degna d’ammirazione.
Il nostro intervento consterà in una piccola installazione, naturalmente realizzata con la tecnica del bucchero, che distrugge le forme classiche per renderle giocattolo alla portata di tutti con buchi e perni che permettono di costruire nuove forme vascolari: oggetti d’uso o forme scultoree. Un moderno “meccano” o “lego”, di ceramica nera, nella sua scatola in legno, con perni in plexiglas e punte da trapano per aumentarne ancora le possibilità. Il nostro invito è di affidarsi alla fantasia e superare i limiti della materia.

 

mCLp Studio. Flesh Dance
a cura di Julian Tiscione

3 giugno – 3 luglio 2023

Galleria Vico Spinola
Vico Spinola 2r, Savona

Info: info@galleriavicospinola.it

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •