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LONDRA/REGGIO EMILIA | Whitechapel Gallery e COLLEZIONE MARAMOTTI

Dominique White (1993) è la vincitrice della nona edizione del Max Mara Art Prize for Women 2022-2024.
Il premio, istituito per sostenere e promuovere artiste in una fase cruciale della loro carriera, offre a Dominique White un periodo di residenza della durata di sei mesi da trascorrere in Italia, organizzata su misura per consentirle di dare forma e sviluppo alla proposta con la quale si è aggiudicata il premio. Tale percorso culminerà con una grande esposizione prevista per il 2024, prima presso Whitechapel Gallery di Londra e successivamente alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

Dominique White, A refusal to be contained, a refusal to die, 2021, null sails, kaolin clay, cowrie shells, cast iron, raffia, destroyed rope and sisal. Photo: Barnabás Neogrády-Kiss. Courtesy VEDA Firenze, Goethe Institut Munich and the artist

Il nome della vincitrice è stato annunciato da Gilane Tawadros, direttrice di Whitechapel Gallery, e da Luigi Maramotti, presidente di Max Mara Fashion Group, nel corso di una cerimonia speciale tenutasi presso Whitechapel Gallery il 28 marzo 2023.

White faceva parte di una rosa di cinque finaliste che includeva anche Rebecca Bellantoni, Bhajan Hunjan, Onyeka Igwe e Zinzi Minott, scelta da una giuria di esperte composta dalla gallerista Rozsa Farkas, dall’artista Claudette Johnson, dalla scrittrice Derica Shields e dalla collezionista Maria Sukkar, e presieduta dalla curatrice ospite del Premio, Bina von Stauffenberg, in collaborazione con Gilane Tawadros.

Dominique White vive e lavora tra Marsiglia e l’Essex. L’artista utilizza scultura e installazione per creare nuovi mondi influenzati dal concetto di ‘Blackness’ e trae ispirazione dalla potenza metaforica e dalla forza rigenerante del mare. Le sue opere eteree, apparentemente fragili ma al contempo profondamente fisiche, sono spesso composte da residui nautici evocativi, come vecchie vele, alberi, frammenti di mogano bruciato, catene, corde, e materiali come l’argilla di caolino e il ferro grezzo. La sua pratica intreccia teorie legate alla Black Subjectivity, all’afro-pessimismo e all’idrarchia dal basso (concetto legato allo smantellamento o alla sovversione della capacità degli individui di conquistare nuove terre via mare), insieme a miti nautici particolarmente rilevanti per la Diaspora Nera. White ridefinisce il termine “Shipwreck(ed)” [naufragio/naufrago] come un verbo riflessivo e uno stato dell’essere per incarnarne, tramite il suo lavoro, l’abolizione. Le sculture, o “fari”, di White evocano mondi marini che profetizzano l’affermazione degli individui apolidi nella società contemporanea: “un futuro (Nero) che, pur non essendosi ancora materializzato, deve arrivare”.

Dominique White, May they never catch you, 2022, cast ironPhoto: Deniz Guzel. Courtesy Bold  Tendencies, VEDA Firenze and the artist

La proposta con la quale l’artista ha vinto la nona edizione del Max Mara Art Prize for Women riguarda un nuovo gruppo di opere dal titolo Deadweight, che prende come punto di partenza il “deadweight tonnage”, il “tonnellaggio di portata lorda”, termine ufficiale usato nell’industria marittima per calcolare quanto peso una nave possa sopportare prima che affondi. Oltre a porre in luce gli interessi artistici e politici di White, il progetto chiama in causa narrazioni e livelli culturali aggiuntivi che saranno oggetto di ricerca e ulteriore approfondimento nel corso dei sei mesi di residenza in Italia.

Grazie al contributo di tutor specifici, ad attività di studio e ricerca, a escursioni e lavoro in studio, White avrà la possibilità di esplorare e interrogare il significato storico e contemporaneo e lo sfruttamento del “deadweight tonnage”, analizzando la sua rilevanza nella storia della tratta degli schiavi e le sue forme contemporanee nel Mediterraneo. L’artista lavorerà con storici e giornalisti, e visiterà siti significativi nell’Italia meridionale per la sua indagine. Il programma di residenza la porterà anche a visitare musei, archivi e collezioni nautiche, a raccogliere materiali presso cantieri (e cimiteri) navali, e a collaborare con operatori metallurgici tradizionali e contemporanei per approfondire la conoscenza dei processi produttivi, delle competenze e delle tecniche necessarie a sviluppare la sua opera. Nell’ambito dello sviluppo creativo di Deadweight, White ha intenzione di immergere nelle acque del Tirreno, lungo la costa occidentale italiana, alcuni elementi dell’opera finale, che diventeranno il fulcro della mostra personale prevista per il 2024.

Portrait of Dominique White, Winner, Max Mara Art Prize for Women 9, 2022-2024. © Photo: Bernice Mulenga. Courtesy, the artist, Whitechapel Gallery

MAX MARA ART PRIZE FOR WOMEN

Collezione Maramotti
via fratelli cervi 66, Reggio Emilia

Info: +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
https://www.collezionemaramotti.org/

White Chapel Gallery, Londra
https://www.whitechapelgallery.org/

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