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Galeria Serpente
Porto (Portogallo)

Danilo Pavone. Body’s Archives. Find |Fix |Forget

Danilo Pavone un artista siciliano (catanese per esattezza) che decide di vivere a Coimbra in Portogallo. Una curatrice, Anita T. Giuga, anche lei siciliana, che firma il suo primo importante progetto all’estero, alla galleria Serpente di Porto. Non si tratta certo di una fuga definitiva di cervelli ma è interessante notare come la propria terra, quella dove si nasce, unisca due giovani e valide menti a collaborare fuori confine eccedendo quel limite che si delinea più per pigrizia di valutazione che per contorni geografici.
Find, Fix, e Forget, scrive Anita T. Giuga. Trovare, trattenere per poi dimenticare… il corpo come archivio (Body’s Archives), come registratore. Da privato a pubblico, da personale ad universale… Si parla della fine di una storia “un pretesto per oggettivare le sensazioni che in quest’ultimo anno mi hanno oppresso” racconta Pavone.
 L’invito alla mostra, un sipario chiuso, conduce ad una “messa in scena” dove gli attori sono oggetti, fotografie, l’ambiente stesso e, non ultimo, gli spettatori invitati a varcare una soglia immaginaria di ricordi che non si concedono ad un facile sentimentalismo nostalgico. Forse, la chiave di tutto, se ci deve essere, è una continua ricerca che attraverso il dolore, il logoramento, l’abbandono, il fallimento conduce ad un nuova vita. Una forza rigeneratrice attraversa tutto il progetto, se il corpo ha una memoria? bisogna togliere la seconda pelle? scrive la Giuga.
Una crisi, dal suo etimo (dal greco krino: separo fig. decido), non è forse, e prima di tutto, segno di cambiamento, di possibilità di scelta ancor prima di negatività?
(introduzione a cura di Francesca Di Giorgio)


Danilo Pavone / Anita T. Giuga 
Coversation
ipotesi di messa in scena…

Danilo Pavone: Arquivos de um corpo
anita_t_giuga: Body’s archive
Danilo Pavone: Body’s Archives
anita_t_giuga:
(noun) – depository (generic term) – deposit (generic term) – depositary (generic term) – repository (generic term) – (verb) – file away – collect (generic term) – pull in (generic term)
Danilo Pavone: è una figura femminile la metafora dell’archivio del corpo. Alla fine questa esposizione è sul mio rapporto fallito. La crisi di coppia
anita_t_giuga: ci vorrebbe una voce registrata che procede random endless, casuale e infinita su un testo che scegli
Danilo Pavone: si, con scene di casa: mentre lavo i piatti, o parlo di quelle cose che si dicono in una coppia
anita_t_giuga: i rapporti non falliscono mai. Si rompono perché noi si possa continuare a vivere con i diversi panni che la vita stessa ci cuce addosso. Tu parli di lontananza di saudade
Danilo Pavone: no, assolutamente. Non ho saudade. Non posso mettercela la saudade mia perché non ne ho
anita_t_giuga: cominciamo a entrare in questo archivio del dolore però, rendendolo universale. Insomma non solo il tuo disagio ma il nostro, di tutti
Danilo Pavone: hai detto bene
anita_t_giuga: e allora diciamo anche che è la tristezza di tutto quello che finisce perché ci ricorda la morte. Restano gli oggetti, essi sono testimoni muti. Testimoni e basta
Danilo Pavone: la scenografia di una cena romantica, dove ci si mangia a vicenda e poi si defeca. I piatti possono rimanere a terra, come dopo una vera cena consumata ai piedi di un camino. Poi le foto sui piatti: io di lei e lei di me. Un letto disfatto. Un letto vero, per terra; materasso sul pavimento la sintesi
anita_t_giuga: si, è più di una metafora. ? l’essenza letterale. Devi centralizzare la tua emozione e proiettarla su tutti quelli che conosci. Abbiamo subito abbandoni, abbiamo interpretato rotture come fallimenti. Abbiamo tradito e siamo stati traditi. C’è il film Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman che è perfetto. Parla di questo. Parla di quello che nessuno dice, di ciò che resta dopo l’innamoramento e l’amore. Negli interstizi
Danilo Pavone: dici che sto esorcizzando?
anita_t_giuga: si, perché per noi gli oggetti sono morti. Sono la prospettiva minerale e artificiale di quello che non si può fermare o da cui non ci si può ritrarre. Il luogo comincia finalmente ad avere un’identità. Dovresti giocare molto sulle misure, sui supporti, sui simboli e sulle presenze spaiate. Sul colore.
Danilo Pavone: Le installazioni saranno pareti visuali fatte in legno e plastica trasparente, in aggiunta al set di appendiabiti dello stesso materiale, sul quale gli indumenti della coppia saranno esposti nell’ambiente. I vestiti saranno quelli del matrimonio, appesi, come fantasmi di un evento remoto. Un vestito sarà posizionato nell’angolo destro, chiuso in una cabina a L. Il mio Lui è appeso, con davanti una foto del Corpo Grego (quella che ti ho fatto vedere in video: l’uomo di spalle su fondo dorato), proseguendo sul lato sinistro ci sarà la mia Lei, il suo vestito abbandonato sulla sedia, come una figura schiacciata (ci saranno anche le scarpe). Proseguendo si arriverà al letto sfatto, con la presenza di piccoli elementi caratterizzanti. La galleria diventa una casa, uno spazio intimo, riservato, dei due, nei due.
anita_t_giuga: si, un “archivio del corpo”, è come se stessi subendo un processo di de-commercializzazione
Danilo Pavone: cosa vuoi dire?
anita_t_giuga: da un pattern molto vicino all’oggetto di mercato stai tornando a un modo espressivo più soggettivo e aperto
Danilo Pavone: si, magari è vero, si credo di si… hai ragione, ho la pubblicità e la fotografia commerciale fin dentro le ossa. Solo che credo che in questo progetto l’estetica della fotografia in quanto supporto principale sia in secondo piano. Le foto servono a tenere in piedi la storia. Non cerco solo la bella foto, cerco lo spessore dell’immagine. E poi questo tipo di storie non sempre si concludono con un applauso. Quindi le immagini devono solo accompagnare lo spirito, creare presenza/assenza
anita_t_giuga: tutto deve arrivare a una sintesi, le foto sono fondamentali, sono i buchi di realtà nell’ordito della storia. Riassumiamo: diceva Bergman che quando non puoi togliere un difetto basta enfatizzarlo, in parole povere il tuo prodotto è una storia d’amore finita. La pubblicità rende tutto seduttivo; dichiara quest’inganno in modo che diventi grottesco. Fai in modo che il pubblico veda quest’inganno
Danilo Pavone: l’inganno è presente… è lì, non si nasconde, il resto è nella mente di chi osserva…i materiali
anita_t_giuga: appunto. La roba
Danilo Pavone: …cose, oggetti vari…
anita_t_giuga: l’accumulo, il massimale di consumo: cose, persone, amici, sogni, tempo, emozioni… i prodotti
Danilo Pavone: uso la ripetizione. Però avrei bisogno di un anno per preparare questo progetto
anita_t_giuga: no, non sarà necessario

La mostra in breve:
Danilo Pavone. Body’s Archives. Find |Fix |Forget
a cura di Anita T. Giuga
Galeria Serpente
Rua Miguel Bombarda 558, Porto (Portogallo)
Info: +351 226099440
www.galeriaserpente.com
18 settembre – 30 ottobre 2010

Per tutte le immagini:
Danilo Pavone, Body’s Archives. Find |Fix |Forget

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