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MILANO | Viasaterna | Fino al 22 marzo 2024

di ILARIA BIGNOTTI

Nel 1982 Mario Merz forgiò nel neon azzurro il verso del poeta persiano Rumi: Se la forma scompare / la sua radice è eterna. Oggi, davanti alla mostra personale dedicata a Marion Baruch (Timisoara, Romania, 1929), una delle più interessanti artiste del nostro tempo e tra le poche ad avere attraversato, con una determinazione carica di coraggio eppure levità, il cosiddetto “secolo breve”, cavalcando Est e Ovest, superando limiti dei linguaggi e inventandosi pratiche artistiche ribelli, quel verso poetico, così perentorio nell’affermare che nonostante i cambiamenti i principi universali siano immutabili, pare essersi capovolto. Come Marion fa con il processo tessile, per esempio.

Installation view Marion Baruch Solo Show at Viasaterna, Courtesy Viasaterna. Photo credit Carola Merello

È un’artista cosmopolita, o meglio, apolide: libera, ecletticamente passa dalla pittura all’arte relazionale, collabora al design radicale e costruisce una casa, assecondando la visionarietà di Carlo Moretti, che oggi rimane un esempio di modernismo, a Gallarate, dove approda negli anni Ottanta e si stabilisce definitivamente solo nel nuovo Millennio.
La sua storia biografica si intreccia con la sua opera artistica: Marion scappa dalla Romania, portandosi dietro, di nascosto, solo le Lettere a Theo di Van Gogh. Là, nella Bucarest degli anni Quaranta, avrebbe voluto imparare a dipingere, ma questo non era permesso, durante la dittatura. Le performance staliniste non le interessavano, si potrebbe dire, con una ironia crudele che forse le piacerebbe.

Installation view Marion Baruch Solo Show at Viasaterna, Courtesy Viasaterna. Photo credit Carola Merello

Va prima in Israele, a Gerusalemme, dove studia alla Bezalel Academy of Arts and Design, e poi all’Accademia di Belle Arti di Roma; poi arriva il periodo parigino. In tutto questo andirivieni di culture, mutamenti, nomadismo sperimentare, Marion con i suoi occhi azzurri, taglienti, e l’eleganza durissima che le sue mani ancora oggi tracciano, quando smista i tessuti alla ricerca di forme da rendere teatri di un quotidiano stupore, definisce con chiarezza la cifra linguistica più esatta del suo doversi esprimere.

Installation view Marion Baruch Solo Show at Viasaterna, Courtesy Viasaterna. Photo credit Carola Merello

Il tessuto, al centro anche della storia economica e culturale di Gallarate, è la matrice, quello scartato dal processo produttivo, di risulta: quel che resta di un abito.
Il vuoto del taglio, l’assenza del disegno, definisce nelle opere di Marion sudari neri, grigi, rossi, verdi, anche dorati che l’artista stessa trova nel mucchio, riconosce tra le macerie, nomina solennemente, e presenta: sono le sue opere leggerissime, fortissime, fatte di pochissima materia, uno o più strati di stoffa, con i fili dei tagli industriali a segnare i rivoli della vita che si sfilaccia e riversa sulla pelle dei muri, ora.
Ogni opera ha una storia, ogni opera ha un racconto che si incunea nella mente di chi passeggia per la mostra, evocando atmosfere domestiche, protettive, caldissime, o scaraventandoci in universi di forza, di gesto, di energia che tutto mescola e vivifica.

Installation view Marion Baruch Solo Show at Viasaterna, Courtesy Viasaterna. Photo credit Carola Merello

La radice di questi tessuti, la radice di Marion, dove è? A che regione culturale appartiene? In che tempo si ascrive? Non è dato saperlo, perché Marion Baruch è tra le poche artiste che non ha una genealogia, non ha un gruppo, non ha padri né madri da uccidere o riconoscere.

Installation view Marion Baruch Solo Show at Viasaterna, Courtesy Viasaterna. Photo credit Carola Merello

Marion Baruch è Marion Baruch, con la sua forza di artista che dà vita alle poche, pochissime cose dimenticate: le rende potenti altari ai quali rivolgerci in preghiera, testimoni di un accadimento lontano, brandelli come vessilli di esperienze vere.

Installation view Marion Baruch Solo Show at Viasaterna, Courtesy Viasaterna. Photo credit Carola Merello

Marion ci insegna a non sprecare nemmeno un minuto di noi stessi.
Una grande lezione di vita, oltre che di arte.

Installation view Marion Baruch Solo Show at Viasaterna, Courtesy Viasaterna. Photo credit Carola Merello

Marion Baruch
in collaborazione con Beatrice Cuccirelli, Peter Colombo, e la Galleria Urs Meile

Fino al 22 marzo 2024

VIASATERNA
via Giacomo Leopardi 32, Milano

Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 19. Sabato solo su appuntamento

+39 02 36725378
info@viasaterna.com
www.viasaterna.com

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