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Data/Orario
13 Set 2018 - 5 Ott 2018
18:30 - 21:00

Luogo
Palazzo Bottigella Gandini Supernova Gallery

Info
333 4906874
palazzobottigellagandini@supernovagallery.com

Questo evento è stato inserito da:
SupernovaGallery

Categoria


DO NOT DISTURB

Alfio Antognetti, Stefano Bressani, Lorenzo Brivio, Elena Carozzi, Valentina Giovando, Irada Pallanca, Graziano Perotti, Efrem Raimondi, R.E.M.I.D.A., Giovanni Sesia.

 A cura di : Mariangela Calisti, Ginevra Calisti

 

INAUGURAZIONE: Giovedì 13 Settembre 2018 | Ore 18.30

APERTURA AL PUBBLICO: 14 Settembre 2018 – 5 Ottobre 2018

ORARI: Lunedì-Venerdì 16.00-19.30 | Sabato 10.00-13.00 16.00-19.30

Palazzo Bottigella Gandini

Corso Mazzini 15 | Pavia

www.supernovagallery.com

palazzobottigellagandini@supernovagallery.com

 

“E lasciamoci disturbare… Viviamo dentro una realtà che mette tra noi e ogni sua drammatica manifestazione un diaframma rassicurante, che sia lo schermo di uno smartphone o un affastellarsi indistinto di immagini – ce n’è sempre una più drammatica pronta a prendere il posto della precedente – e alla fine qual è quella che veramente impressiona e che resta?

Ponti che crollano a terra; onde di Mediterraneo che si richiudono sopra lontani puntini “migranti”; foreste primordiali in fiamme o sradicate in un attimo; elefanti antichi come l’Africa resi carcasse da avvoltoi per i loro grandi denti d’avorio. Per neutralizzare tutto questo, c’è un mondo sempre più fatto di pixel che ci mette temporaneamente al riparo; al tempo stesso, produce “gallerie di ricordi” afare da linea di continuità alla nostra quotidiana inquietudine.

La nuova mostra a Palazzo Bottigella-Gandini entra in questa vibrazione di fondo delle nostre vite, con la curiosità e lo sguardo spiazzante di chi ha deciso di osservare la contemporaneità attraverso l’arte più originale, in una ricerca di forme espressive che accetta pochi compromessi.

Il titolo è un’antitesi ironica rispetto al vero obiettivo: Do Not Disturb. Il “non disturbare” che si può ancora leggere in graziosi cartoncini verticali da appendere sulla maniglia di certi alberghi. A questo ideale libro dell’inquietudine aggiunge le sue pagine una speciale comunità di fotogra-artisti: ciascuno con la propria poetica, con tematiche diverse, con opere elaborate in alcuni casi per progetti creativi individuali.

C’è da fare un’altra precisazione, però. Di rado un meraviglioso “contenitore” d’arte, qual è Supernova Gallery, dialoga così bene con il proprio “contenuto” – le opere disturbanti. Porticati cinquecenteschi, lunghi corridoi, scaloni e porticine nell’ombra, ambienti di rappresentanza e, appena svoltato un angolo, stanze chiuse e claustrofobiche. Gli spazi ogni volta da riscoprire di Palazzo Bottigella-Gandini – dalla sua storia di dimora secolare no all’utilizzo come asilo e scuola elementare che risale a pochi decenni or sono – fanno la dierenza per una mostra come questa.

Nel 1919, quasi una secolo fa, Sigmund Freud pubblica un importante saggio “Il perturbante” (ma in queste righe vale anche la variante dell’aggettivo: “disturbante”). Il profeta della psicoanalisi riette su certi meccanismi della psiche partendo da alcune suggestioni letterarie. Tra i motivi della condizione perturbante all’origine di forme di angoscia individua “la confusione tra realtà e immaginazione”. Al tempo stesso però, sottolinea il fascino, persino la bellezza, della dimensione perturbante. Già: il mondo non ci mostra mai, né può avere, una faccia univoca. […]

[…] Do Not Disturb ha la capacità di agire oltre la semplice proposizione di immagini d’artista a chi la visita. Con la forza dei suoi autori ha la giusta presunzione di non volersi fermare all’ennesimo “like”, uno di quelli che continuiamo ad aggiungere – insensibili, talvolta narcotizzati – al mondo che ci scorre davanti. Qui e ora, invece, ci sono emozioni autentiche, brutali se serve. È la corrente elettrica che risveglia, riattiva un pensiero che partecipa e prova a capire. Costa fatica ma è necessario per vivere davvero. E con una carezza o un’unghia che stride sulla lavagna, nalmente possiamo lasciarci disturbare.” (Mauro Querci)

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