CARRARA (MS) | CENTRO STORICO | Fino al 28 settembre 2025
di ALICE BARONTINI
Il centro storico concepito come un grande laboratorio creativo diffuso. Con questa idea portante giunge la nona edizione di “White Carrara”, la manifestazione toscana che riempie le piazze, le vie e gli edifici carraresi di opere realizzate con il materiale più identitario del territorio: il marmo.
Per la seconda volta consecutiva la direzione artistica di questo evento – che coprirà tutti i mesi estivi arrivando a chiudere i battenti il 28 settembre – è affidata a Domenico Raimondi – thesignlab, il quale prosegue dritto nella sua linea che punta i riflettori sul mondo del design.
Design Here and Now, infatti, è il titolo di questa nuova edizione e suona alle orecchie dello spettatore come una vera e propria dichiarazione d’intenti. Se lo scorso anno, infatti, Raimondi aveva posto l’accento sulla valorizzazione del patrimonio storico del design carrarese, quest’estate il direttore artistico ha deciso di rimescolare le carte e ribaltare il paradigma, portando in scena non più solo le opere – iper contemporanee – ma anche il racconto della loro creazione.

Per l’occasione progettisti di fama internazionale sono stati invitati a concepire opere pensate su misura ed ex novo per il contesto del centro storico di Carrara. In questo modo il marmo si è trasformato da materia prima pregiata a linguaggio espressivo contemporaneo, ponte tra l’eredità secolare della lavorazione artistica e le frontiere dell’innovazione tecnologica.
Nota di merito dell’edizione, infatti, è che la maggior parte dei progetti creativi esposti sono stati realizzati direttamente sul territorio, utilizzando il marmo e le maestranze locali per opere inedite.

Piazza Alberica, con la sua caratteristica forma trapezoidale e il fondale disegnato dalle montagne, resta anche per questa edizione il centro nevralgico della manifestazione, con un insieme di installazioni di artisti, architetti e designer dislocate come a creare una sorta di percorso museale a cielo aperto.
Qui tra le opere ricordiamo Cane Mangia Cane di Massimo Giacon, illustratore e designer per Alessi ma anche Ridon di Ross Lovegrove, che fonde estetica e tecnologia in una forma organica ispirata al movimento, per riecheggiare elegantemente l’immagine di una moto stilizzata e in corsa.

Karim Rashid, figura iconica del design mondiale, porta in piazza kAIna, un volto femminile dalle forme fluide che nasconde al suo interno uno spazio vuoto, concepito come seduta per persone: un’esplorazione sull’identità umana in evoluzione, una riflessione sull’avvento dell’AI e sulla necessità della presenza umana per attivare un’opera. Un dialogo tra forma e silenzio, tra permanenza e possibilità.
Elena Salmistraro plasma la sua ricerca poetica sui materiali e le forme con la figura iconica di EPHELIO mentre Emiliana Martinelli firma Millepiedi, un’installazione potente realizzata con diversi scarti di marmo.

Kickie Chudikova, designer industriale slovacca che sperimenta l’integrazione tra artigianato tradizionale e tecnologie d’avanguardia, stupisce con Ribbon, una seduta in marmo bianco dalle forme sinuose e dinamiche, ispirata all’immagine leggera di un nastro sospeso a mezz’aria.
Mentre poco più in là troneggia Veil Chair di Michel Boucquillon, una sedia stilizzata dalla linea continua e dai forti contrasti chiaroscurali, realizzata nell’ambito del progetto Creatività è Robotica, avvalendosi di programmi di modellazione 3D e dell’utilizzo di robot, le cui tracce sono lasciate evidenti nella texture a gradoni tipica del processo di sgrossatura.

Vale una visita anche lo spazio dell’ex-Paretra di Via Beccheria al cui interno trovano spazio una ventina di progetti che coniugano insieme dimensioni contenute e grandi idee come MARmolla di Benvenuto Saba, seduta che gioca sui disequilibri e sui sensi.
Nella vicinissima via Giorgi da segnalare l’installazione in marmo Onde di Nicolas Bertoux che – perfettamente integrata nel contesto – sembra portare, flusso dopo flusso, dritti verso il museo mudaC, dove è possibile immergersi nella mostra Stars and Dust di Vincenzo Marsiglia (che qui utilizza il marmo come tessuto e supporto digitale) e nel progetto artistico Uninverso di Gianluca Sgherri.

Nella bella e simbolica Piazza delle Erbe, infine, davanti al murales “Non abbandonate la città” che ricorda un atto di resistenza delle donne apuane nel 1944 con la cosiddetta “Rivolta di Piazza delle Erbe”, trova posto il progetto essenziale Di uno Due di Giulio Iacchetti: due sedie nate da un unico piccolo blocco di marmo lavorato con un solo taglio e concepite come un invito a sostare e a riflettere, in compagnia.
Tra le novità del 2025 poi da segnalare è la prima assegnazione del Premio Internazionale White Carrara dedicato ai giovani designer: permetterà ai vincitori di inserire permanentemente nel contesto urbano carrarese le loro opere.
Anche quest’anno, insomma, White Carrara si configura come un’iniziativa comunitaria che coinvolge istituzioni, imprese, artigiani e cittadini in una celebrazione collettiva dell’identità territoriale; una manifestazione che trasforma il centro urbano in un palcoscenico in bilico tra tradizione e contemporaneità, tenuto in equilibrio attraverso il linguaggio universale del design.
WHITE CARRARA 2025
“Design Here and Now”11
Direzione artistica: Domenico Raimondi – www.thesignlab.it
Realizzazione: Promossa dal Comune di Carrara in collaborazione con Internazionale Marmi e Macchine CarraraFiere SpA, con la compartecipazione di Fondazione Marmo Onlus, della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest e il patrocinio di Regione Toscana e ADI – Associazione per il Disegno Industriale
Fino al 28 settembre 2025
Centro storico di Carrara (MS)
Ingresso gratuito
Info: www.whitecarrara.it



