BOLOGNA | eXtraBO | 5 – 15 febbraio 2026
di FRANCESCA DI GIORGIO
Con il progetto Corpo Tessuto 01, Simone Miccichè (1989) inaugura, all’interno del programma di Art City Bologna, il primo capitolo di una ricerca pittorica che assume il tessuto come campo di indagine formale e dispositivo concettuale. L’artista non si limita a rappresentare stoffe provenienti da tradizioni culturali differenti, ma ne analizza le trame, i pattern e le pieghe come strutture visive attraverso cui leggere sistemi simbolici, politici e geopolitici in continua trasformazione. Il tessuto diventa così un archivio sensibile: una superficie che trattiene memorie, gesti, identità collettive, ma anche frizioni e asimmetrie di potere che attraversano la storia dei corpi e dei territori.

La pittura di Miccichè dialoga con la lunga tradizione del panneggio nella storia dell’arte – dal Rinascimento alla natura morta moderna – ma ne riformula il senso in chiave contemporanea. Il tessuto non è decorazione, bensì struttura narrativa e politica: un dispositivo capace di custodire storie individuali e collettive, di rendere visibili le stratificazioni di un mondo attraversato da continui processi di scambio, migrazione e conflitto. In un presente dominato dalla circolazione accelerata delle immagini, l’artista oppone una pratica fondata sulla lentezza, sull’attenzione al dettaglio, sulla costruzione paziente della superficie pittorica. Le stoffe, sottratte al loro uso funzionale, vengono isolate, ingrandite, rese protagoniste di campi visivi in cui il dettaglio diventa luogo di concentrazione simbolica. In questo processo, il tessuto smette di essere mero oggetto rappresentato per farsi metafora della pittura stessa: superficie porosa, pelle del mondo, spazio di contatto tra interno ed esterno, tra soggettività e storia.

Le opere presentate in Corpo Tessuto 01 attraversano geografie e immaginari eterogenei – dal Medio Oriente al Nord Africa, dall’America Latina all’Occidente industriale – senza cadere in una logica esotizzante. Al contrario, Miccichè costruisce un atlante visivo in cui le differenze culturali emergono come nodi di una rete complessa, segnata da scambi, migrazioni, appropriazioni e conflitti.
La catalogazione formale delle trame si rivela così un pretesto per interrogare le modalità attraverso cui le culture si intrecciano, si contaminano e si ridefiniscono nel tempo.

Curato da Federica Fiumelli e Francesco Liggieri, il progetto trova negli spazi di eXtraBO un contesto capace di amplificare la dimensione processuale della ricerca. L’allestimento restituisce l’idea di un archivio in divenire, in cui ogni opera è al tempo stesso documento e frammento aperto, parte di una mappa più ampia ancora in costruzione. In questo senso, Corpo Tessuto 01 non si configura come esito conclusivo, ma come soglia: l’avvio di un percorso che usa la pittura per pensare il corpo, il territorio e le loro reciproche implicazioni, restituendo alla superficie pittorica il ruolo di luogo critico in cui il visibile si carica di storia e di tensione politica.

Simone Miccichè. Corpo Tessuto 01
a cura di Federica Fiumelli e Francesco Liggieri
Nell’ambito di ART CITY Bologna 2026, in occasione di ART CITY Bologna White Night e Arte Fiera
Promosso da: Comune di Bologna, Fondazione Bologna Welcome, extraBO
Con il patrocinio di: Comune di Castiglione dei Pepoli
Con il supporto di: No Title Gallery
5 – 15 febbraio 2026
eXtraBO
Piazza del Nettuno, 1 Bologna



